La condizione femminile è uno degli ambiti in cui si manifesta più chiaramente la distanza tra i principi che le democrazie proclamano e gli assetti di potere che ancora le attraversano. È anche per questo che la parità non può essere affidata esclusivamente alle legislazioni nazionali, né alla sensibilità, variabile nel tempo, dei singoli governi. Richiede istituzioni multilaterali capaci di consolidare standard comuni, promuovere responsabilità condivise e impedire che diritti riconosciuti sul piano internazionale perdano consistenza nella loro attuazione.
È questo il lavoro di straordinaria importanza che UN Women porta avanti, e per il quale oggi con il mio indirizzo di saluto al Senato ho voluto ringraziare.
@UN_Women
I social possono offrire opportunità, ma presentano anche rischi concreti per i più giovani. Per questo Azione ha presentato una proposta di legge per regolamentare l’età di accesso ai social, che ora tutti i partiti hanno firmato. Per noi è urgente anche regolamentare l’utilizzo dei chatbot AI e investire sull’educazione digitale dei ragazzi.
Ne abbiamo parlato questa mattina a Settegiorni su Rai1
Il rapporto di previsione presentato oggi dal Centro Studi Confindustria scrive nero su bianco che il declino demografico italiano sta diventando un vincolo diretto alla crescita economica, mentre la bassa produttività rende più difficile compensarne gli effetti.
Nel 2019-2025 il contributo della popolazione tra 15 e 64 anni alla dinamica demografica italiana è sceso a circa −0,7 punti percentuali annui. Nello stesso periodo la popolazione complessiva è diminuita di quasi lo 0,3% annuo. Cosa vuol dire? Che la riduzione della popolazione in età lavorativa restringe la base potenziale di occupazione e rende più difficile sostenere la crescita.
L’altro dato chiarissimo è che negli ultimi anni, l'aumento della popolazione anziana non è più sufficiente a compensare la contrazione della popolazione in età lavorativa in Italia.
Quello demografico è un problema politico gigantesco e non è più solo raccontabile come ‘culle vuote’: è l’Italia che marcia dritto verso il collasso.
L’Italia ha urgente bisogno di interventi per risolvere i problemi strutturali che gonfiano il costo delle bollette, dagli oneri di sistema alle varie inefficienze che pesano sulle spalle delle imprese e delle famiglie italiane.
Speriamo che con la legge di bilancio il governo non pensi di affrontare la crisi energetica usando i pochi soldi pubblici disponibili per bonus temporanei (e elettorali) che passerebbero sui conti degli italiani solo per finire nelle tasche delle aziende distributrici dell’energia. Ci aspettiamo una manovra seria, che spende per risolvere i problemi strutturali, riduce il debito del Paese e fa crescere la ricchezza di famiglie e imprese.
Oggi, con la risoluzione del Campo Largo sullo scostamento di bilancio è decisamente partita la campagna elettorale: i partiti riformisti hanno accettato di rimettere in discussione gli impegni di spesa per la Nato per non scontentare Conte. Una scelta inspiegabile, che rinnega la loro storia e quella dell’Italia da De Gasperi a oggi. Il che certifica una volta di più perché Azione non sta e non starà nel Campo Largo.
Noi siamo all’opposizione del governo Meloni, ma non ci stiamo a portare al governo qualcuno che vuol far fare all’Italia un inaccettabile passo indietro nella NATO.
È la prima volta negli 80 anni della Repubblica che un diritto costituzionale garantito dalla legge viene cancellato facendo di proposito arretrare l’Italia ad un livello indegno di una democrazia europea. Questo governo, il primo guidato da una donna, ha fortissimamente voluto un Parlamento in cui le donne sono superflue, sottomesse e fatte merce di scambio. Ha strappato loro un diritto e oggi promette in cambio, come sempre succede quando gli uomini fanno violenza alle donne, benevole concessioni. Sottostando a questa violenza le donne di centrodestra hanno tradito la Costituzione e umiliato, oltre che se stesse, le donne di questo Paese, che al contrario di loro lottano tutti i giorni per difendere i propri diritti. Queste colleghe se ne assumono la responsabilità storica. Ma non finisce qui. E quando torneremo al governo, restituiremo alle donne tutto quello che questo governo maschilista, quello della prima donna premier, ha avuto l’arroganza di strappare loro.
Questa legge è un atto di violenza contro le donne: le vuole cacciare fuori dalle istituzioni. Con la conseguenza che il prossimo Parlamento italiano potrà essere composto da soli uomini.
Qui il mio intervento con cui, questa mattina alla Camera, ho dichiarato il voto contrario di Azione.
Nel centrodestra c'è la corsa da parte della premier e di tutti i segretari a garantire che si andrà a votare in autunno. Ieri c'è stata la scivolata di Malan che ha smascherato in realtà quello che nei corridoi, nelle commissioni, tra colleghi ormai diamo per scontato, perché vi garantisco lo dice la stessa maggioranza che si va a votare ormai in primavera.
Perché c'è questa esigenza di dire: ‘se non votate il provvedimento si andrà a votare prima’?
Per usare un'arma di ricatto verso le deputate e deputati di centrodestra, che sanno che su questa legge elettorale stanno votando uno scempio contro le donne.
Lontani da questo spettacolo triste della destra indecisa a tutto e della sinistra populista; dalle beghe tra Conte, Renzi, De Luca, Bonelli, Onorato e Bettini, dalle boutade di Salvini e dalla mediocrità di Urso, stiamo dando vita all’unica alternativa al bipopulismo.
Con @pinapic@avvbenedetto@europeisti_eu e tanti altri stiamo costruendo un Centro liberale, popolare ed europeista che ha idee chiare sui valori di fondo della nostra politica estera.
1) Armi all’Ucraina per tutto il tempo che serve a fermare Putin
2) Partecipazione con i volenterosi alla costruzione della NATO europea.
3) rimozione del diritto di veto in seno al Consiglio europeo verso la costruzione di un’Europa federale.
4) Adeguamento della spesa militare alle necessità di difesa italiane ed europee.
5) radicale cambiamento del green deal, reshoring della manifattura e investimento sul nucleare.
Sul resto si può discutere e fare compromessi, sulla politica estera (militare, economia e commerciale),
in questa epoca di imperi che voglio smembrare l’UE, occorre avere le idee chiare.
Chi si è stancato delle titubanze e ipocrisie della destra e della sinistra e’ benvenuto. Avanti. @Azione_it
Gentile Sindaco di Mortara,
punire i bambini per le inadempienze degli adulti è un modo meschino di ragionare, oltre che una scelta profondamente sbagliata da tutti i punti di vista.
Un sindaco, e la politica in generale, hanno il dovere di tutelare i bambini, e nessun diritto di usarli come strumento di pressione sui genitori, peraltro ferendoli di proposito attraverso discriminazioni.
I debiti e le situazioni critiche degli adulti si affrontano tra adulti.
E se il problema sono i fondi, ci sono diversi livelli politici con cui discutere e trovare soluzioni. I bambini si proteggono e basta.
Chieda scusa ai suoi piccoli concittadini e faccia un passo indietro. Se non lo farà, interrogherò subito il ministro Valditara.
Articolo integrale La Provincia Pavese:
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