Il Mediterraneo e il Medio Oriente sono aree molto esplosive. Mercoledì sera sono andata a dormire che i Paesi direttamente coinvolti erano dieci, l’indomani leggevo del coinvolgimento di Cipro e Turchia. E il conflitto potrebbe allargarsi all’Africa.
Cosa ci rivela? Che ora, più che mai, non si possono avere interventi circoscritti a lampo, per così dire.
Khamenei è stato un autocrate sanguinario, come Gheddafi, Saddam Hussein e via dicendo ma d'altro canto non mi pare così semplice un regime change.
Mi pare inverosimile che l’intento di Trump fosse solo quello della liberazione del popolo iraniano. Sta chiaramente ridisegnando gli equilibri geopolitici mondiali per trarne vantaggio. Ormai siamo al superamento dei capisaldi del diritto internazionale.
Ciascun leader europeo ha voluto dire la sua. La presidente Meloni mi pare totalmente afona.
Ancora una volta, l’Europa dimostra di non essere adeguata e di fatto irrilevante.
Proprio per questo, l’unica opportunità per noi europei è un rilancio forte del progetto federale europeo.
Qui la mia intervista a @repubblica: https://t.co/9nKUy3MEAT
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Sabato 28 marzo – Roma, Nazionale Spazio Eventi dalle ore 9.00
TUTTA L’EUROPA CHE MANCA è l’evento per smettere di lamentarci di ciò che l’Europa non fa e iniziare a proporre soluzioni concrete per cambiarla in meglio, rendendola finalmente capace di agire.
In un mondo sempre più diviso, dominato dall’arroganza delle grandi potenze, un’Europa unita non è solo una speranza: è l’unica strada politica nell’interesse di cittadini e imprese europee, della democrazia e delle libertà che abbiamo conquistato.
🎙 Oggi presentiamo i primi quattro ospiti:
EMMA BONINO, già Commissaria europea e Ministra degli Esteri, fondatrice di +Europa.
BERNARD GUETTA, eurodeputato Renew Europe, storico editorialista di radio e stampa in Francia, da sempre impegnato per una Costituzione europea.
NATHALIE TOCCI, già direttrice dell’Istituto Affari Internazionali e consigliera speciale dell’Alto Rappresentante dell’UE, esperta di integrazione europea, Mediterraneo e sicurezza internazionale.
SERGIO FABBRINI, professore di Scienza politica e Relazioni internazionali, già direttore della School of Government della LUISS Guido Carli, esperto di politica comparata e integrazione europea.
Nei prossimi giorni presenteremo tutti gli altri interventi di esperti nazionali e internazionali.
⚠️ I posti sono limitati: prenota ora il tuo tramite il link nel primo commento.
Ti aspettiamo!🇪🇺
Sul fine vita non mi aspettavo un appello così chiaro, diretto, toccante, forte come quello rivolto alla politica da Laura Santi a poche ore dalla sua morte. Ma quello che mi ha sorpreso ancora di più è stata la totale indifferenza del Parlamento alle sue parole. Hanno addirittura rinviato tutto a dopo l’estate. Le sofferenze immani che affrontano i malati terminali però non vanno in vacanza. Dovrebbero solo vergognarsi.
La mia intervista a @repubblica https://t.co/AOt5xtbcIu
Non potevo mancare.
Il voto è un diritto e darlo per scontato è assai pericoloso.
In molti hanno lottato per raggiungerlo, ma se sempre più persone non lo esercitano sarà stato vano. E, a qualcuno, presto o tardi potrebbe venire l’idea che togliercelo non è poi tanto difficile.
In passato con i referendum abbiamo liberato le scelte di milioni di persone, con il referendum di oggi possiamo finalmente riconoscere che l’Italia è cambiata e che non ha paura di chi vuole vivere, studiare, lavorare nel pieno rispetto di regole più giuste.
Vi pare poco? Andate a votare!
L’invito all’astensione di Tajani? Un triste deja-vu.
È sempre la stessa storia: in Italia se si parla di diritti e libertà il Parlamento promette e non mantiene per decenni, poi i cittadini si organizzano e ottengono un referendum e solo a quel punto i partiti dicono che devono essere loro ad occuparsene.
Peccato che la legge sulla Cittadinanza risale al 1992, un’altra era e un’altra Italia.
Peccato che il Parlamento abbia proposto tantissime volte una riforma senza mai trovare il coraggio di farla davvero.
Peccato che lo stesso Tajani la definiva “urgente” solo pochi mesi fa.
E invece ora invita all’astensione che certo è un diritto dei cittadini ma di certo non un esercizio di civiltà in un Paese con un tasso di astensionismo sempre più alto e non certo se a promuoverlo è il vicepresidente del Consiglio.
Usiamo invece queste settimane per aprire un dibattito vero su un Referendum di buonsenso che allinea l’Italia ai grandi Paesi europei. Chi parla italiano, lavora stabilmente e manda i figli a scuola perché dovrebbe essere trattato come straniero quando ha scelto il nostro Paese per il suo futuro?
I referendum servono a questo: permettere ai cittadini di scegliere quando il Parlamento non trova il coraggio.
Io di certo andrò a votare.
Ho accolto con profonda commozione la notizia della morte di Papa Francesco e con un enorme senso di vuoto.
La tristezza è mitigata dal fatto che Papa Francesco, anche se duramente provato dalla malattia, fino all’ultimo ha voluto e saputo esercitare in pienezza la sua funzione, senza risparmiarsi, e con gioia.
Rimarrà per me e per tanti come me la sua instancabile azione di difesa della vita e dei diritti dei tanti dimenticati o ignorati o discriminati dagli uomini, come i detenuti e i migranti.
Su questo in particolare, oltre che sui temi francescani dell’ambiente, anche per noi politici laici la sua predicazione è stata un imprescindibile punto di riferimento e di incontro.
Porterò per sempre nel cuore con profonda riconoscenza l’emozione del nostro ultimo incontro, quando sorprendendomi venne a visitarmi in un momento particolarmente faticoso della mia malattia, infondendomi coraggio e speranza.
“Le donne devono essere consapevoli che niente è impossibile ma niente è gratuito. E ottenere qualcosa
significa impegno per andare avanti. Mobilitarsi è una strada difficile, ma io credo sia l’unica possibile”. Oggi una mia intervista a @Elle_Italia
Nella situazione in cui il mondo si trova, noi europei avremmo degli asset che potremmo far valere: per esempio un mercato da 450 milioni di consumatori. C’è però un problema di volontà politica dei vari Stati nazionali perché, ad esempio, tutti riconoscono che il diritto di veto che vige in Europa è anti democratico, perché basta un paese, anche piccolo, per bloccare qualunque decisione.
Oggi a @SkyTG24
Sul fine vita i vescovi italiani possono affermare ciò che ritengono. So, per quanto mi riguarda, che l’Italia è uno Stato laico, le cui leggi non possono restare ostaggio dello stato etico. E poi una legge che sancisce una libertà di scelta e su come morire non implica alcun obbligo ad essere seguita da tutti.
Quella della regione Toscana è una legge rivoluzionaria perché, dopo tanti anni, finalmente si tenta di scardinare, dando applicazione a una sentenza della Corte Costituzionale di ben 6 anni fa, il silenzio della politica: se a seguire l’esempio della Toscana fossero anche altre regioni, il dibattito potrebbe portare a un attegiamento meno silente del Parlamento.
La mia intervista a @qnazionale:
https://t.co/nkJHwL7oZU
La Toscana è la prima Regione italiana ad approvare la proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita, promossa dall'associazione Luca Coscioni e supportata da oltre 10 mila firme.
Questa proposta toscana, con la raccolta firme sull'iniziativa dell’@ass_coscioni, è stata portata avanti con estrema determinazione dal gruppo regionale di @Piu_Europa, con Federico Eligi che ha raccolto trasversalmente la disponibilità di molti partiti di opposizione.
È un enorme passo avanti per la libertà di scelta su come vivere e come morire e rappresenta uno spartiacque importante che occorre replicare anche in altre Regioni. La politica e il Parlamento adesso assumano una posizione ponendo fine ad accanimenti che non hanno alcun rispetto della dignità umana.
Al via oggi il IV Congresso nazionale di +Europa.
Il Congresso si terrà nelle giornate 7, 8 e 9 febbraio 2025 a Roma presso l’Auditorium Antonianum in Viale Manzoni 1.
Segui la diretta su YouTube ����🏻 https://t.co/MV9BCYrbmH
Oggi è la giornata internazionale contro le mutilazioni genitali femminili.
Molto è stato fatto dal 2000, quando da parlamentare europea lanciai la campagna Ban MGF con le amiche attiviste africane e con l’aiuto di No Peace Without Justice.
Fino all’approvazione, nel 2012, della risoluzione ONU che universalmente le riconosce come una violazione dei diritti umani e dell’integrità psico-fisica per ragazze e bambine che la subiscono.
Molto però è ancora da fare.
Sono ancora molte, troppe le donne che hanno subito questa barbara pratica e occorre ancora insistere perché sia nei paesi d’origine quanto nelle comunità immigrate venga bandita, anche in Italia, con campagne di sensibilizzazione, ma anche intervenendo a livello legislativo in quei Paesi dove ancora non sono state dichiarate illegali.
Solo l’impegno costante e la tenacia permetteranno di eradicare le MGF e consentire a migliaia di donne di poter vedere tutelata la propria integrità.
Voglio esprimere, a dieci anni dall’inizio del suo mandato, il mio sentito ringraziamento al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per come ha saputo interpretare il ruolo di Garante della Costituzione e dell’unità nazionale.
Per la guida mite ma saldissima che ha assicurato alle istituzioni repubblicane anche in momenti difficili, senza deviare mai dal rispetto della lettera e dello spirito della Carta.
Per i richiami continui e troppo spesso inascoltati alla difesa della dignità e dei diritti dei più fragili, dai malati, ai disabili, ai carcerati e ai migranti.
E per come ha sempre promosso una visione europeista limpida e potente, individuando in una Unione più integrata politicamente e quindi più forte, il contesto migliore per assicurare in futuro libertà, democrazia e prosperità anche per gli italiani.
Grazie Presidente e buon lavoro.
Oliviero Toscani non è stato solo un creativo visionario, per noi radicali è stato prima di tutto un compagno di battaglie. Provocatorio come chi cerca la verità, curioso come chi sa mettersi in discussione.
Le sue e le nostre campagne erano come schiaffi nel torpore e puntavano sempre a risvegliare le coscienze delle persone.
Grazie.
Devo fare i conti con le mie energie. Ho bisogno di prendermi cura della mia salute, per troppo tempo data per scontata. Ma la verità è che da una passione politica non ci si può dimettere.
Adesso voglio concentrarmi su due battaglie in particolare che mi stanno impegnando: il referendum sulla cittadinanza, che @Piu_Europa ha promosso quest’estate, e un provvedimento sull’eutanasia.
Il mio sogno va oltre il campo largo e l’obiettivo principale resta quello di un’unione politica federale.
Una bella chiacchierata con @aarachi che trovate su @7Corriere in edicola oggi con il @Corriere
Sono anni che mi sgolo dicendo che nella battaglia contro la violenza di genere siano proprio gli uomini a doversi schierare, perché loro, ancor più di noi hanno la possibilità di mettervi fine e per questo, dopo la barbara uccisione di Giulia Cecchettin, monitorando la situazione dei femminicidi, avevo lanciato con molti sindaci l’iniziativa #OraToccaANoi.
Per questo sono orgogliosa che grazie al lavoro parlamentare di @riccardomagi e di @Piu_Europa sia stato approvato un emendamento alla legge di bilancio che stanzia un fondo per l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole primarie e secondarie.
È un primo passo, certo, il Governo avrebbe potuto e dovuto stanziare molti più fondi. Ma è la direzione giusta per scardinare logiche prestabilite, di possesso, e mettere fine ad ogni forma di prevaricazione verso le donne, proprio lì dove il pensiero delle nuove generazioni si forma: nelle scuole.
Non ho mai amato il termine “educazione sessuale” perché l’educazione dipende da chi te la da, e con questo Governo c’è poco da star sereni. Però intanto prendiamoci questa vittoria e facciamola crescere, vigilando sempre.
È un primo passo, ora tocca ai giovani uomini cambiare le cose.
Le destre sovraniste stanno paralizzando l’Europa. E ne è la prova l’incontro di ieri tra Orbán e Meloni: si stringono alleanze per bloccare le riforme, non per costruire soluzioni.
Il loro obiettivo è chiaro: dividere, indebolire, distruggere. Ma senza un’Unione più forte, capace di affrontare sfide globali, come la sicurezza e la migrazione, resteremo ostaggi dei nazionalismi.
Non lasciamo che i populisti ci portino indietro.
Ora più che mai serve un’Europa unita.
La mia intervista a @repubblica: https://t.co/Pa36uWHvFf
Stamane, con enorme sorpresa e piena di emozione, Sua Santità mi ha fatto una graditissima visita.
Di Papa Francesco emerge sempre l’aspetto umano straordinario. Già dai presenti che ha voluto donarmi, un meraviglioso mazzo di rose e dei cioccolatini.
Sono rimasta molto colpita dalla forza e comprensione dimostratami già dal suo saluto “cerea” tipico piemontese, per le nostre origini comuni. E avermi detto di essere “un esempio di libertà e resistenza” mi ha riempito di gioia.
Come sapete nelle scorse settimane sono stata ricoverata in terapia intensiva dell’ospedale Santo Spirito e poi in una clinica, da dove sono stata dimessa qualche giorno fa.
Stavolta mi sono spaventata davvero e questa volta mi prendo una tregua dalla politica: prima devo badare alla mia salute e riprendermi e perciò mi dedico a curarmi.
Ma voglio recuperare le forze e voglio recuperarle in fretta, c’è tanto da fare.
Sto lavorando sodo per riprendere le mie attività, per portare avanti le battaglie più importanti in questo momento. Quella sulla cittadinanza per gli stranieri, quella sull’eutanasia».
Ne parlo oggi in una chiacchierata con @repubblica e con il @Corriere