Dopo il boom di aprile i dati sull'occupazione di maggio sono meno brillanti, vediamoli nel dettaglio:
1. A maggio 2026 gli occupati diminuiscono di 22mila unità rispetto ad aprile e restano a 24 milioni e 336mila. Su base annua sono +228mila. Il tasso di occupazione scende al 63,0%, -0,1 punti in un mese e +0,4 punti in un anno.
2. Il dato interrompe il forte rimbalzo di aprile. Dopo il +123mila del mese precedente, maggio riporta il mercato del lavoro dentro una dinamica più instabile. Restano quindi le montagne russe, con un trimestre marzo-maggio ancora positivo rispetto a dicembre-febbraio: +119mila occupati.
3. La flessione mensile coinvolge sia uomini sia donne. Gli uomini occupati diminuiscono di 8mila unità, le donne di 14mila. Su base annua il saldo resta positivo per entrambi: +105mila uomini e +123mila donne.
4. Cala ancora la disoccupazione: -22mila persone in cerca di lavoro in un mese e -399mila in un anno. Il tasso di disoccupazione scende al 5,0%, mentre quello giovanile cala al 15,1%. Sono livelli molto bassi nel confronto storico recente, ma vanno letti insieme alla risalita dell’inattività.
5. Il punto critico di maggio è proprio negli inattivi. Dopo il forte calo di aprile, a maggio gli inattivi 15-64 anni aumentano di 59mila unità e il tasso di inattività sale al 33,6%, +0,2 punti in un mese. Su base annua gli inattivi crescono di 190mila. È il segnale più preoccupante di questo mese.
6. Il dato sulle tipologie contrattuali aiuta a capire meglio il mese. Infatti, crescono i dipendenti permanenti di ben 44mila unità e gli autonomi, mentre cala nettamente il lavoro a termine (-81mila). Gli occupati sono ora 16 milioni e 588mila permanenti, 2 milioni e 388mila a termine e 5 milioni e 360mila autonomi.
7. Su base annua continua con forza il ridimensionamento del lavoro a termine: -244mila occupati, pari a -9,3%. Crescono invece i dipendenti permanenti, +275mila, e gli autonomi, +198mila. La composizione resta sorprendente rispetto agli anni in cui la crescita occupazionale era trainata soprattutto da contratti temporanei; qui pesano sia la domanda di lavoro stabile sia la crisi dell’offerta.
8. Per età, nel mese il dato è negativo quasi ovunque: -13mila tra i 15-24enni, -5mila tra i 25-34enni, -40mila tra i 35-49enni. Crescono solo gli over 50, +35mila. Il recupero di aprile dei giovani quindi non si consolida, anzi il tasso di inattività è in crescita tra i giovanissimi.
9. Su base annua, la crescita resta trainata dagli over 50: +397mila occupati. Crescono anche i 25-34enni, +79mila, ma calano i 15-24enni, -46mila, e soprattutto i 35-49enni, -202mila. Il dato complessivo resta positivo, ma la sua composizione demografica continua a essere sbilanciata.
10. In sintesi: maggio 2026 restituisce un quadro meno brillante di aprile. Gli occupati calano leggermente, la disoccupazione continua a scendere, ma aumentano gli inattivi. La tenuta annuale resta buona, soprattutto per permanenti, autonomi e over 50; però la fragilità della partecipazione, il calo dei giovani e la contrazione della fascia 35-49 anni impediscono una lettura troppo ottimistica. Il mercato del lavoro tiene, ma resta anziano, intermittente e sempre più segnato dal problema dell’offerta.
#01luglio "Valore al Buon Lavoro" - Dumping contrattuale e giusto salario: dall'analisi alla proposta "Il modello Lecce". Con Prefettura di #Lecce, @LecceProvincia e @unisalento.
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Ho scritto sul Sole 24 Ore una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale e organizzazione del lavoro.
Provo a sostenere che l’AI non produce valore solo perché automatizza alcune attività ma può produrne molto di più quando obbliga imprese e organizzazioni a rimettere mano ai processi, alle responsabilità, ai tempi decisionali, alla distribuzione delle competenze.
In molti casi la tecnologia viene ancora inserita dentro procedure esistenti, senza modificarle davvero. Il risultato è un incremento parziale di efficienza, spesso limitato alla riduzione di costi o alla velocizzazione di alcune mansioni.
Il passaggio più rilevante, però, è capire quali attività possono essere eliminate, quali trasformate, quali rese più qualificate, quali invece richiedono più lavoro umano, non meno. Questo non avviene automaticamente ma richiede capacità organizzativa (umana!), conoscenza dei processi e coinvolgimento delle persone che quei processi li attraversano ogni giorno.
Grato per commenti!
Tra 2021 e 2025 gli assistenti familiari regolari censiti dall’Inps sono passati da 977mila a 804mila: 173mila in meno.
Questo accade mentre l’Italia invecchia, aumentano gli anziani soli e cresce la domanda di cura.
Una parte della cura finisce nel sommerso, una parte torna sulle famiglie, una parte resta sulle spalle delle donne e delle lavoratrici immigrate.
Quello che resta è un mercato del lavoro di cura che non decolla, con conseguenze sulla qualità dei servizi e sulle tutele dei lavoratori.
E pensare che è uno dei pochi lavori dove (per ora) siamo sicuri che non ci sarà grande automazione...
Oggi è entrata in vigore la legge di conversione del decreto-lavoro del 1° maggio. Domani (29 giugno, ore 14.00 - 14.45) presenteremo, in forma pratica e operativa, le novità introdotte dal Parlamento. Qui il link per seguire il free webinar @ADAPTland: https://t.co/gmCBow0mGb.
A domani con @BenincasaGiada@Michele_ds95@giorgioimpe@SilviaSpattini su salario giusto, rinnovi contrattuali, fondi di previdenza complementare, caporalato digitale, somministrazione, distacco, collocamento mirato, tirocini e contrattazione di prossimità. Vi aspettiamo come sempre numerosi
#DecretoLavoro. L'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo con l'approvazione definitiva del ddl di conversione in legge, con modificazioni, del d-l n. 62 https://t.co/2Bc619FrXi 94 i voti favorevoli, 61 i contrari e due le astensioni
Oggi a Milano abbiamo presentato la ricerca @adaptland fatta con Jointly su "Welfare e benessere organizzativo: scenari futuri, relazioni industriali e strumenti per l’azione".
Una bella occasione per ragionare del rapporto tra strumenti collettivi (welfare contrattuale soprattutto) e i bisogni, sempre più frammentati, delle persone al lavoro.
Spesso pensiamo che le due cose non possano stare insieme, ma non è così
🎧 "Decreto flussi e domanda di lavoro: ecco come funziona" è la nuova puntata di #ProspettivaLavoro disponibile su:
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Dopo la sessione plenaria di apertura la Prima giornata sulla contrattazione collettiva @adaptland prosegue con quattro workshop paralleli sui temi chiave delle relazioni industriali.