Due settimane di lacrime davanti alle telecamere delle tv e gli appelli disperati alle sue due bambine. Che dopo essere state rintracciate dai carabinieri hanno chiamato il papà per dire che stavano bene e che era tutto finito.
Stefano D. G. non ha retto all'emozione. Prima è stato colto da un leggero malore, dopo tante notti insonni a sperare nel miracolo. Poi lo sfogo affidato a un post sui social per condividere con tutti la sua felicità: «Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero. Diamo tempo alle ragazzine di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro. Papà c'è, vi amo».
Ne parla Saverio Occhiuto su La Stampa
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C’è polemica intorno al cartellone pubblicitario dell’Università di Torino che ritrae Primo Levi, affisso in vari punti di Torino e non solo. Tant’è che l’ateneo corre ai ripari e annuncia una “revisione” di quella parte della campagna. Il contesto è questo. L’Università ha diffuso in tutta la città dei cartelloni pubblicitari con i volti dei suoi ex studenti più celebri per invogliare i ragazzi a iscriversi a settembre. C’è Rita Levi Montalcini, “matricola nel 1930 e premio Nobel nel 1986”. C’è Umberto Eco, “matricola nel 1950, dà un nome alla rosa nel 1980”.
E c’è Primo Levi, “matricola nel 1937, Se questo è un uomo nel 1947”. “Anche la tua storia inizia qui” concludono i manifesti. La polemica inizia qui. “Primo Levi non divenne scrittore perché Unito lo aveva formato bene. Divenne scrittore perché l’umanità aveva bisogno di un testimone, e lui sentì il dovere di esserlo” – scrive Dario Ujetto, esperto di marketing, sui social.
Il racconto integrale di Chiara Comai è su La Stampa - Torino
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Torna ‘La Stampa per voi’: l’incontro fra chi tutti i giorni costruisce il giornale e chi lo fa vivere, apprezzandone notizie e approfondimenti. I temi di attualità e le storie del territorio verranno raccontate da grandi ospiti e dalle firme de La Stampa.
L’appuntamento è a Cuneo, Teatro Toselli, mercoledì 24 giugno alle ore 17, con la partecipazione della sindaca Patrizia Manassero, del fisico Alessandro Vespignani, della politologa Alessia Melcangi e del filosofo Vito Mancuso.
Partecipare è gratuito e aperto a tutti: basta iscriversi registrandosi sul sito https://t.co/alctxdIT1V.
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Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista britannico e da primo ministro in un atteso discorso alla nazione davanti al numero 10 di Downing Street. L'uscita di scena di Starmer, travolto dall'impopolarità e dal crollo di consensi anche all'interno del Labour, spiana la strada alla sua sostituzione con l'ex sindaco di Manchester, Andy Burnham.
La notizia è su La Stampa
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Stregacidio, giorno tre. È più probabile scoprire cosa viene detto in un’udienza riservata del Papa che risalire a chi origina le voci che corrono nel mondo editoriale, pertanto il dibattito è stato presto dirottato su quanto sarebbe stato opportuno o scandaloso escludere Michele Mari dallo Strega, senza nemmeno sapere se la Fondazione Bellonci, che il Premio lo organizza, stesse effettivamente valutandone la squalificazione. E così, la medesima Fondazione ha fatto sapere che: “Questa eventualità non è consentita dal regolamento […]”.
Chi per giorni ha parlato di quello di cui parlano a casa Bellonci, ha ipotizzato o inventato, per parlare a vanvera, o per fare di Mari un martire della libertà di espressione, nonché della perdita di distinzione tra dimensione privata e pubblica, e infine la vittima di un intrigo editoriale. E questo è stato solo uno dei molti scostamenti dal punto della faccenda che è e resta: uno dei più importanti scrittori italiani, candidato al premio che ogni anno si incarica di rappresentare la letteratura italiana contemporanea, ha detto che Michela Murgia era una donna incattivita dalla sua bruttezza e per questo era intransigente e radicale e usava il suo potere contro gli altri per sfogare la sua frustrazione. […]
Il racconto integrale di Simonetta Sciandivasci è su La Stampa
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