"repetita iuvant"
ITALIANI, I MIGLIORI.
Dell’Ing. Marco Pianigiani (ingegnere navale, La Spezia)
Sono in Norvegia, in fondo ad un fiordo del cazzo, privo di qualsiasi attrattiva naturalistica, se non fosse perché il termine villaggio è completamente diverso dalla nostra tradizione mediterranea e dalla nostra percezione semantica; un territorio di 1410 km quadrati con una popolazione di 1147 abitanti, come capirò in seguito, uguale ad altri mille, ovvero una impalpabile spolverata di case lontane una dalle altre.
Nella lunga notte invernale, queste case sono rintracciabili, ai bordi dell’unica strada che circumnaviga il fiordo, perché hanno delle abat-jour, delle luci, delle candele finte alle finestre prive di scuri, sempre accese notte e giorno.
Questo lontananza abitativa delle persone, è rappresentativa della densità dei sudditi del regno, più grande dell’Italia ma con soli cinque milioni di abitanti.
La prima caratteristica di questo popolo, che salta all’occhio dello straniero, è la presunzione di superiorità, evidente effetto della mancanza di abitudine alla convivenza che inevitabilmente porta al confronto con gli altri e ad una reale consapevolezza di sé come individui e come popolo.
I Norvegesi disprezzano gli Svedesi, figuriamoci gli Italiani, ma come sono finito in questo posto?
Lavoro in un grande gruppo cantieristico italiano e sono in una squadra che deve consegnare una nave rompighiaccio per ricerca oceanografica ad un armatore norvegese presso il cantiere che si trova in fondo a questo fiordo del cazzo.
E questo posto improvvisamente si è trasformato in un laboratorio antropologico, dove ho capito fino in fondo perché noi Italiani siamo amati individualmente ma odiati come popolo; guardo gli operai norvegesi sono esteticamente impeccabili, tuta mai scolorita, scarponi, casco, occhiali protettivi, cuffie antirumore, ma tecnicamente incapaci per fare un lavoro banale serve un quaderno di istruzioni.
Poiché con gli operai norvegesi non riuscivo a completare gli ultimi lavori per la consegna della nave, ho dovuto richiamare la mia squadra italiana che è formata da un gruppo di napoletani; una mattina si sono presentati in cantiere in otto; chi già con addosso gli abiti da lavoro, chi con un sacchetto del Conad con dentro una tuta che ha visto mille lavaggi; il loro capetto si chiama Maurizio, come dice lui “coming from Torre Annunziata”.
Lo guardo e gli chiedo: “Dove sono i cassoni degli attrezzi e del materiale?”
“Boss mi hai chiamato ieri l’altro sera, secondo te in 24 ore oltre a trovare un volo ed un albergo cosa posso fare di più?”
“Secondo te, con che cazzo lo facciamo il lavoro?”
“Sono le 8 del mattino, in portineria mi hanno detto di andare tutti insieme al corso della sicurezza di questi mammalucchi e poi mi organizzo”
sto per inveire tutti suoi avi quando mi dice: “Prima che tu cominci a gridare nel telefono aspetta mezzogiorno che ti do un ritorno”
“Se non mi arriva il ritorno sicuramente ti arriverà una flangia cieca DN300 in piena fronte”.
Arrivò mezzogiorno, e passò; mezzogiorno e mezzo, niente; all’una arriva Maurizio, prima che potessi offenderlo come sempre mi anticipò: “Già che c’ero sono andato a mangiare, poi ho trovato il magazzino del materiale, ho visto che c’è quasi tutto quello che mi serve e mi sono messo d’accordo con Alf”
“e chi è Alf?”
“Il magazziniere, è nu bravo guaglione”
“Ma Alf parla inglese?”
“No, ma quando mai! e poi io non parlo inglese”
“Chissà che cazzo avrà capito!”
“Ho trovato anche il magazzino degli attrezzi, è a disposizione di tutti, inoltre i polacchi mi prestano il banco, la saldatrice, il cannello, la piegatubi, e la torcia per il TIG”
“e le fasce di sollevamento?”
“Sono d’accordo con il gruista dopo le tre si ferma e mi fa gli imbarchi; domani sera ti chiudo il primo impianto”.
Maurizio non è mai stato in questo cantiere, non è mai stato in Norvegia, ma è laureato in sopravvivenza alla facoltà di Castellammare di Stabia, guardo lui e guardo i suoi uomini guizzare come delfini intorno ai norvegesi che sembrano un branco di acciughe stordite.
Ecco perché questo popolo è odiato, perché è più intelligente.
Oggi la domanda sorge spontanea. Storicamente nessun presidente USA ha mai avuto il potere di sovvertire una politica estera.
Può interpretarla, adattarla e anche indirizzarla, ma non sovvertirla. Questo perché la politica estera affonda le proprie radici in una tradizione storica, in assetti sul campo, in una visione. Deve anche essere in qualche modo continuativa tra le amministrazioni così che il paese possa essere ritenuto affidabile per gli accordi a lunga gittata.
Quello che è stato demonizzato come il “deep state” è in realtà un apparato di professionisti e figure istituzionali non affiliate che garantisce quella continuità.
Questo perché in una democrazia, lo stato e la sua difesa e continuità vengono prima prima dei leader che sono lì per guidare non imporre e certamente non per sovvertire.
È chiaro che Project 2025 mira a distruggere quell’apparato. E così facendo, demolire le fondamenta della democrazia, ovvero la separazione dei poteri concedendo all’amministrazione in carica anche la libertà di sovvertire e mettere il leader davanti allo stato e non al servizio dello stato.
Il fatto che l’apparato statunitense non reagisca ad una virata in politica estera di queste proporzioni, lascia intuire che Project 2025, che prevedeva questo smantellamento in 180 giorni, sia in realtà in fase già avanzata in soli 30.
Non so come finirà questa storia a cui stiamo assistendo ma personalmente li ritengo gli eventi più drammatici a cui abbia mai assistito.
Powerful speech of @DavidLammy of the UK at UNSC on Ukraine: “Vladimir Putin
When you fire missiles into Ukraine hospitals.
We know who you are.
When you send mercenaries into African countries.
We know who you are.
When you murder opponents in European cities.
We know who you are.
Your invasion is about your own interests. Yours alone.
To expand your mafia state into a mafia empire.
An empire built on corruption.
Robbing from the Russian people as well as Ukraine.
An empire built on crushing dissent.
Courageous opponents like Navalny.
An empire built on lies.”
Bravo @BWoodward_UN
Oggettivamente la domanda è lecita: se i Paesi alleati avessero difeso attivamente l’Ucraina nello stesso modo in cui l’hanno fatto stanotte con Israele quante morti ucraine si sarebbero potute evitare? (Almeno fornite sistemi di difesa aerea se non volete farlo voi)
Le lacrime lancinanti di questo pompiere ucraino che accorre a una chiamata e trova il padre morto fra le macerie del bombardamento dei putinisti a Kharkiv ricadano sui politici ignavi di Europa e USA.
#Escalation. Il Cremlino non si è mai preoccupato di evitarla. Scaraventa sull’Ucraina qualsiasi cosa sia in grado di esplodere, ha più volte violato i cieli NATO con i suoi missili, attraverso i media ufficiali promette sfracelli nucleari. Lo fa perché è certo che una aggressione occidentale non ci sarà mai. Agitare lo spettro dell’escalation ha probabilmente un unico scopo: spaventare le opinioni pubbliche europee e privare così Kyiv degli armamenti necessari a resistere. Allo stesso modo, denunciare la minaccia esistenziale rappresentata dall’allargamento della NATO, è stato funzionale a giustificare l’invasione.
“Se non è colpa dell’Occidente di chi è colpa, di uno solo? Non si può fare la pace quando c’è un solo colpevole”.
“Se ci sono gli Stati Uniti è perché prima c’erano gli indiani e li hanno fatti fuori per fare gli Stati Uniti”.
This night, Russia launched over 60 "Shahed" drones and nearly 90 missiles of various types at Ukraine. The world sees the Russian terrorists' targets as clearly as possible: power plants and energy supply lines, a hydroelectric dam, ordinary residential buildings, and even a trolleybus. Russia is at war with people's everyday lives. My condolences to the loved ones of those killed by this terror.
In all of the cities affected by the attack, the necessary services have already been deployed. Rescuers, power engineers, regional and local authorities, police and utility services are helping people. Nobody will be left without assistance. Electrical power is being restored. Recovery in Kharkiv and its region, Zaporizhzhia, Sumy, Poltava, Dnipro, Odesa, Khmelnytskyi and its region, Vinnytsia, and Ivano-Frankivsk has begun as of last night.
Russian missiles have no delays, unlike aid packages for Ukraine. "Shahed" drones have no indecision, unlike some politicians. It is critical to understand the cost of delays and postponed decisions.
Patriot systems must protect Kharkiv and Zaporizhzhia; air defense is required to protect people, infrastructure, homes, and dams. Our partners know exactly what is needed. They can definitely support us. These are necessary decisions. Life must be protected from these savages from Moscow.
35% in Virginia
23% in North Carolina
24% in Maine
33% in Colorado
28% in Minnesota.
I voti di Haley stanotte negli stati contendibili a novembre, gli unici che contavano.
Traduzione: Trump è fottuto.