Con Massimo Giletti ieri sera a Lo Stato delle cose abbiamo parlato di tante cose: dalla politica estera alle uscite infelici di chi, come il Ministro Tajani, dovrebbe occuparsi della prima ma preferisce commentare la lunghezza della gonna delle donne. Ormai più che un ministro è un meme!
Ringrazio le donne di Italia Viva che hanno scovato, poi rilanciato e fatto girare sui social il video di Tajani sulle gonne delle donne. Sono fiero di voi: senza la vostra tenacia la frase di Tajani sarebbe finita nel dimenticatoio. È devastante pensare che nel momento più difficile della politica internazionale abbiamo un ministro degli Esteri incapace, retrogrado, banale. Tajani è ormai un meme più che un ministro.
Le dichiarazioni di Tajani sulle ragazze di oggi ci restituiscono un’idea della donna ottocentesca.
Il ministro degli Esteri si occupi del burqa delle donne afghane non delle minigonne delle ragazze italiane.
E dire che Forza Italia un tempo era il partito di Silvio Berlusconi…
Tajani riesce sempre a stupire, regalandoci perle di saggezza. Per il vicepremier è meglio non sposare una ragazza avvenente. Una sortita anni '50, degna del peggior patriarcato mediterraneo vannacciano. Secondo il Ministro degli Esteri, se sei bella sei infedele, mentre se non lo sei risulti affidabile. Di fronte all'impegno della politica sul femminicidio queste parole sono drammatiche perchè stiamo dicendo alle donne che non possono fidarsi del nostro lavoro come politici. Tajani si scusi.
@raffaellapaita
Poco fa, in una bellissima piazza Garibaldi gremita a Parma, sono stato ospite del Festival di Open.
Con Franco Bechis abbiamo fatto una chiacchierata a 360 gradi sulla politica, sulle proposte per l’Italia e sulle sfide che ci attendono in questo anno elettorale. Potete recuperarla qui, ditemi che ne pensate. Vi leggo nei commenti
Giorgia Meloni sta soffrendo i miei post di questi giorni. Oggi mi ha attaccato nei commenti. Le ho risposto così! Ma come sarebbe bello se Giorgia avesse il coraggio di confrontarsi in un dibattito vero anziché lasciare un messaggino e poi scappare. Lo farà mai?
Eliminare il bollo per alcune categorie di auto e per i motorini è una buona idea. Abbassare le tasse è SEMPRE una buona idea. Dieci anni fa eliminammo IMU prima casa, Irap costo del lavoro, abbassammo il canone facendolo pagare meno ma tutti, demmo gli 80€. Ogni anno lanciavo una misura diversa per restituire i soldi ai cittadini. E lei mi dava del “venditore di pentole”! Per la legge di bilancio 2018 avevamo trovato 7 miliardi (non 2: sette!) per togliere del tutto il bollo. Quando lo dissi Meloni mi attaccò con questo tweet. E disse – che vergogna! – che lo facevo per nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco PD.
Questa è Giorgia Meloni. Una leader che aggredisce gli avversari e poi li copia: sulle trivelle, sull’Italicum, su tutto. Io sono diverso e dico a Meloni: togli il bollo davvero, non per finta! Ma le ricordo anche questo tweet per chiederle se ogni tanto le viene da vergognarsi almeno un po’.
Togliere il bollo è giusto come lo era togliere IMU o IRAP costo del lavoro.
E io non volevo nascondere la notizia dell’arresto di un sindaco, ma se proprio lo volete sapere: quel sindaco arrestato allora si chiamava Simone Uggetti, era il sindaco di Lodi e fu massacrato da gente come la Meloni. Ma poi fu ovviamente assolto con tante scuse. Anche quell’arresto fu una vergogna e la giustizialista Meloni lo cavalcò senza ritegno. Giorgia dovrebbe scusarsi oggi: con noi per la polemica, con Simone per il giustizialismo, con gli italiani per come governa. Secondo voi lo farà?
Giorgia Meloni continua a fare la vittima e a evitare una domanda molto semplice: dopo quattro anni di Governo, cosa ha fatto? Poche riforme, tante promesse e nessuna assunzione di responsabilità politica. Ne ho parlato ieri a diMartedì.
Mentre il mondo discute di intelligenza artificiale e le famiglie affrontano il carovita, in Senato si discute di legge elettorale perché Giorgia Meloni ha paura di perdere le prossime elezioni
Ecco qui le prime copie di “Quando c’era lei”. Sempre un’emozione vedere un progetto trasformarsi in libro. E toccare fisicamente la carta, non solo il digitale. “Quando c’era lei” è già disponibile su Amazon e lo troverete in libreria a partire dal 29 settembre. È un libro diverso dagli altri, anche dai miei ultimi. C’è la critica al Governo, sì: dura ma puntuale e non ideologica. Ma soprattutto ci sono tantissime proposte. Concrete, serie, fattibili. Chiunque leggerà il libro non potrà più dire: eh ma voi non proponete un’alternativa.
E c’è infine una parte finale del tutto personale sospesa tra Guccini e Ulisse, tra Obama e il Kraken nella quale mi apro come non sempre faccio. Il finale è molto più intimo del solito. Troverete ovviamente il libro anche alla Leopolda 14 che costituirà la nostra Itaca. Preordina qui "Quando c'era lei" https://t.co/ePqLoShi0d
Giovani, lavoro, sicurezza: l’alternativa a questo Governo deve passare da idee concrete. Oggi ne abbiamo parlato a Milano, al Tempo delle donne, il festival del Corriere, intervistato da Barbara Stefanelli e Claudio Bozza.
Felice per la bellissima accoglienza alla Festa dell’Unità Nazionale. Ma soprattutto felice e commosso per aver condiviso il palco con il mio amico Dario Franceschini. Insieme ne abbiamo combinate tante ma il meglio deve ancora venire
Come volevasi dimostrare la Meloni sì è rimangiata il sì sulle preferenze! Ho avuto gioco facile nel ricordare ciò che Giorgia Meloni aveva detto nel 2014 contro di me
Ho sfidato in Aula Giorgia Meloni. O vota l’emendamento sulle preferenze o perde definitivamente la faccia. E se Lega e FI non vogliono, pace. Se salta la maggioranza, tutti a casa e vediamo che dicono gli italiani
Sulla legge elettorale sta succedendo di tutto. Prenderò la parola alle 10, in Senato, per fare una proposta alla Presidente del Consiglio. È un passaggio molto delicato, vediamo che succede. A dopo