Segretario Nazionale del Partito Liberaldemocratico (@Partito_Libdem). Deputato. Professore di Economia. Autore de “La Missione Possibile” (ed. Rubbettino).
Se pensi che l’Italia debba diventare un luogo dove sia più facile per ogni persona - indipendentemente dal suo passato - cercare la propria felicità.
Se pensi che in Italia lo Stato debba fare meno cose, ma in maniera eccellente.
Se pensi che dobbiamo costruire una società in cui ci sia un maggiore legame tra impegno e risultato, tramite un ambiente meritocratico e dinamico.
Se pensi che dare più libertà (economiche, civili, sociali) non sia un sopruso del più forte ma un grande meccanismo di equità sociale in un paese ancora troppo bloccato da rendite e corporazioni.
Se pensi che tutti questi obiettivi siano impossibili da raggiungere dentro gli attuali schieramenti (destra e sinistra), diventati ormai terreno di conquista di demagoghi e populisti….
…. allora in Italia, da 9 mesi, esiste il partito che stavi aspettando: il @Partito_Libdem
Iscriviti qui: https://t.co/Vzly4Qpe3R
E qui leggi il nostro Manifesto dei Valori: https://t.co/HgFfp8CVdM
Qui i nostri organi dirigenti nazionali: https://t.co/ncdGsZTWbm
Qui i segretari regionali: https://t.co/SCrIuxaAR8
Qui alcune nostre campagne programmatiche: https://t.co/R5hyz3AM64
Un paio di quotidiani oggi ne parlano, onore a loro.
Ma per il resto nulla. Nessun artista (reduce dall’ultimo film inondato di contributi pubblici) a fare appelli coraggiosi al microfono; nessun politico a strappare l’applauso in un comizio, nessun sindacalista a organizzare cortei di solidarietà. Nessun ondata web di supporto o indignazione.
Eppure ieri coraggiosi abitanti di Gaza sono scesi in piazza.
Il loro problema è che non l’hanno fatto per protestare contro Israele, ma contro Hamas.
E quindi non interessa un granché, da queste parti.
A noi del @Partito_Libdem invece interessa, e tanto.
Viva la Palestina libera senza se e senza Hamas.
Sei libero di combatterli come vuoi. Aggrediscili e urla.
Solo una cosa: poi alla fine fammi sapere se le persone in platea (che spesso arrivano senza una opinione predefinita o comunque senza le informazioni necessarie) sono state convinte o meno dalla tua strategia comunicativa.
Sono in tanti a dire o pensare che con chi sostiene apertamente posizioni filo-russe non bisogna neanche abbassarsi a parlare.
Penso che non solo sia una posizione anti-liberale, ma anche completamente controproducente: i megafoni della propaganda del Cremlino non solo vanno avanti lo stesso ma - se lasciati parlare senza contraddittorio - rischiano anche di convincere tante persone in buona fede.
Ieri sera, in una splendida cornice di una rocca medioevale a Gualdo Tadino nel cuore dell’Umbria (al Festival umbro delle Libertà organizzato da Francesco Giubilei che ha anche moderato la serata) ho dovuto sentire Marco Rizzo che diceva che l’Occidente ha aggredito la Russia, che paghiamo per aumentare le pensioni degli ucraini, che il loro regime è nazista, che gli israeliani sapevano in anticipo dell’attentato del 7 ottobre e tutta la sfilza di falsità populiste pre-fabbricate ad arte.
Marco Rizzo è politico esperto, viene da una stagione molto diversa da questa, ed è capace di argomentare con persuasività.
Costoro vanno combattuti colpo su colpo, senza mai perdere la calma ma mostrando alle persone che in buona fede vengono a farsi un’idea quando fragile sia il loro castello di slogan e falsità.
Solo così si può vincere la battaglia, la più dura tra quelle che ci aspettano nei prossimi anni: non rinunciando mai al dibattito, e non arretrando mai di fronte alle falsità.
E le persone alla fine se ne accorgono: l’impegno, il rispetto per l’avversario, e la forza delle convinzioni alla lunga pagano sempre.
In queste settimane il @Partito_Libdem è presente nelle stazioni italiane a raccontare una storia.
Quella di 1,2 miliardi che la UE ci ha dato col Pnrr e che non abbiamo voluto spendere.
Servivano per acquistare i treni regionali (quelli usati dai pendolari) e mettere così facilmente a gara il servizio, in modo che ogni tratta fosse gestita non necessariamente da carrozzoni pubblici, ma da aziende magari giovani e innovative in grado di garantire un servizio efficace per i pendolari.
Ma poiché concorrenza e mercato in questo paese sono considerate orrende parolacce, abbiamo rinunciato a quei soldi e all’opportunità di migliorare il servizio tramite la concorrenza.
E noi pensiamo che questa storia vada raccontata ai pendolari italiani.
In queste foto, Napoli e Salerno. Nei prossimi giorni in tutta Italia.
Con l’approvazione definitiva da parte del Senato, l’emendamento del @Partito_Libdem è legge dello Stato.
Viene meno uno dei principali modi con cui nei fatti si permetteva ad un giovane di essere “stagista a vita”. Ora non sarà più possibile eludere il vincolo facendo fare tirocini consecutivi in aziende diverse ma appartenenti allo stesso gruppo.
I tirocini extracurricolari sono un’occasione di flessibilità e di apprendimento, ma non possono diventare sfruttamento.
Il sondaggio di ieri sera di Emg per il Tg3 vede il @Partito_Libdem in crescita al 1,7%. Grazie ma non ci fermiamo certo, è solo un punto di partenza.
Lo scenario politico - dettato dalle preferenze dei cittadini e dalla capacità della politica di “mettere sul mercato” offerte coerenti - potrebbe andare verso una situazione in cui ci sono:
1) una sinistra radicale (Il Campo Largo)
2) un centro liberale
3) una destra conservatrice
4) un sovranismo filo-russo e populista
SE saranno queste le offerte politiche su cui gli italiani distribuiscono le proprie preferenze, penso che la maggioranza dovrebbe seriamente riflettere se approvare una legge elettorale iper-maggioritaria come quella in discussione alla Camera.
IL MERITO VA BENE.
FINCHÉ NON TOCCA I SOLDI.
Ci risiamo.
Sempre la stessa storia: la meritocrazia va bene (a volte) come slogan, va pure bene (meno spesso) come regola, ma non va bene mai quando si tratta di arrivare all’ultimo passo: i soldi.
Bisogna distribuire tra gli atenei il finanziamento pubblico per il 2026 (si, a giugno… ma questo è un altro problema).
Per una piccola quota (2,5 miliardi su circa 10 totali) , si usano i risultati di valutazione della qualità della ricerca, in ossequio appunto ai principi meritocratici: si distribuisce quella quota premiando chi nei 5 anni precedenti ha ottenuto i migliori risultati in termini di ricerca.
Quando si fanno i conti però, si scopre che - logicamente - rispetto alla precedente distribuzione del fondo qualcuno ci guadagna e qualcuno ci perde.
Come è ovvio che sia se si adottano criteri che premiano i risultati, man mano che i risultati cambiano.
E qui iniziano i problemi.
“Eh, ma no, ma sai, ma giù, ma su”.
E allora la conferenza dei Rettori è attualmente impegnata a cercare di metterci una pezza: si vabbè il merito, però non esageriamo eh.
La stessa l’ho vissuta nello scorso decennio, quando - da consigliere economico di Palazzo Chigi - disegnammo il passaggio dalla spesa storica ai fabbisogni standard per quanto riguarda i finanziamenti ai comuni.
Il calcolo con i fabbisogni standard dava una certa distribuzione di soldi: ma poi, quando nessuno guardava, si annullava l’effetto-meritocratico compensando interamente o quasi i comuni che perdevano anche solo un euro rispetto all’anno prima.
Che cosa proponiamo noi del @Partito_Libdem ?
1) il merito non può valere solo in astratto, ma deve costituire un incentivo vero in termini di risorse assegnate. Solo così si cambiano i comportamenti e si spinge tutto il sistema a migliorarsi.
2) non siamo “talebani”. La gradualità è essenziale. Ma sia stabilità per norma (e in diminuzione nel tempo) , e non rimessa di volta in volta alla discrezionalità del momento.
Noi del @Partito_Libdem non abbiamo alcuna intenzione di diventare un pilastro del centrosinistra.
Riguardo all’ “unire partiti e movimenti del centro liberale”, lei sta parlando con un l’unico segretario di questi “partiti e movimenti” che ha dichiarato di non voler correre per la leadership di questo (possibile e futuribile) unione di partiti, proprio per mettere il progetto davanti l’ego.
Il lavoro di migliaia di iscritti (quelli veri, fatti online e con carta di credito) e di centinaia di dirigenti da Verbania a Ragusa prima o poi paga. Anche senza “spinte” importanti, anche senza copertura mediatica.
Debuttiamo nella Supermedia dei sondaggi, con l’1,4%.
Qualsiasi risultato raggiungeremo non lo useremo mai per dire “toglietevi, che arriviamo noi”, perche quella non è politica, ma è affermazione del proprio ego.
Lo useremo invece per un messaggio molto semplice: in un paese troppo statalista, abbiamo bisogno di un po’ meno Stato e un po’ più di libertà.
Per chi è in zona, venerdì alle 21 ci vediamo a Gualdo Taldino (Perugia) al Festival Umbro della Libertà dove parteciperò ad un dibattito con Francesco Giubilei e Marco Rizzo.
Alla presenza del Presidente della Repubblica e delle più alte cariche dello Stato, oggi alla Camera celebriamo gli 80 anni dalla prima riunione dell’Assemblea Costituente. Che, dopo la dittatura fascista e gli orrori della guerra, diede all’Italia le regole istituzionali e valoriali di una Repubblica democratica.
Alcune forze politiche oggi considerano una bestemmia toccare l’impianto istituzionale che derivò dai lavori che iniziarono esattamente 80 anni fa.
Per altre, invece, è un dovere e un modo per onorare e rinnovare il lavoro stesso di quei Padri Costituenti.
Scuola e Università non portano voti.
Sarà per quello che i partiti normalmente su entrambi i temi si limitano a proporre 3 cose: più soldi, più soldi e più soldi.
Noi del @Partito_Libdem invece riteniamo che scuola e università vadano ribaltate come un calzino, prima di metterci anche solo un euro in più.
Sulla scuola presentammo a Milano lo scorso ottobre la nostra proposta di riforma radicale (la trovate qui: https://t.co/Fi53IEPxR6).
Sull’università invece la presentiamo venerdì a Roma alle 18 (e la trovate qui: https://t.co/OWk4cRV7jf)
Vi aspettiamo.
Per sostenere che serve la patrimoniale, la collega Piccolotti ha anche sostenuto che poiché in Spagna ce l’hanno (e il Pil cresce), allora basta metterla anche noi per tornare a crescere anche noi.
E anche qui mi sono sentito di dover puntualizzare un concetto o due, in meno di 2 minuti.
Le tasse in Italia potranno calare davvero solo se si mette mano alla spesa pubblica.
Tutti i partiti, ad ogni elezione, promettono solo il primo pezzo ma non il secondo.
E infatti non assistiamo mai a riduzioni (significative) delle tasse, e rimaniamo il paese del mondo occidentale che massacra di più il ceto medio.
Il @Partito_Libdem chiederà il mandato popolare per tagliare la spesa pubblica dell’un percento l’anno per 5 anni, e con il risparmio abolire l’Irap, azzerare tasse sugli utili di impresa che rimangono in azienda, abbassare e sistemare la tassazione del risparmio e soprattutto abbassare in maniera radicale l’Irpef per il ceto medio e le società di persona.
Ti rispondo volentieri anche qui, spero con la stessa civiltà.
La tua descrizione di quanto è avvenuto è anche stavolta molto parziale. Le espulsioni ci sono state solo in casi di espliciti commenti antisemiti, come nel caso di Jeremy Corbyn.
Per il resto, udite udite, Starmer sul conflitto a Gaza non aveva la stessa posizione tua e degli altri pro-pal. Ma ne aveva una diversa. In democrazia, l’ultima volta che ho controllato, è ancora possibile.
E questa posizione, essendo leader di partito, ha imposto ai suoi deputati, decidendo per l’astensione su una mozione presentata a Westmister che non rispecchiava pienamente la linea del partito e del leader legittimamente eletto in un congresso democratico.
Quindi riassumendo: nessuna epurazione, ma semplicemente una visione sul Medio Oriente diversa da quella propugnata dagli estremisti propal.
So che a diversi occhi, tra cui probabilmente i tuoi, questo rappresenta un crimine contro l’umanità. Ma si tratta semplicemente di una posizione politica diversa dalla vostra in merito ad una delle tragedie più grandi e complesse del nostro tempo.
Rispondo volentieri:
1) E’ stata una scelta di policy sbagliata. Mossa da un principio giusto (non aiutare con soldi pubblici i pensionati benestanti), ma realizzata molto male, perché destinandolo solo a quelli già in povertà ha tragicamente dimenticato che avrebbe trascinato nella povertà anche quelli che ne erano leggermente al di sopra.
2) mi sembra quantomeno discutibile che una scelta sbagliata (ma mossa da un principio molto di sinistra: non aiutare i ricchi) sia sufficiente a dipingere un qualsiasi politico come appartenente all’estrema destra.
Il fatto che un esponente della destra più estrema e securitaria - Gianni Alemanno - oggi si esprima in questi termini sulla situazione delle carceri italiane (per via di ovvie ragioni personali), ci fa capire che la battaglia per avere certezza della pena e carceri umane non è una battaglia di destra o di sinistra, ma una grande questione di buon senso.
Prima di proporre di introdurre una nuova tassa patrimoniale (o prima di citare a sproposito esperienze estere) sarebbe cosa buona ricordare cosa è successo le ultime due volte che in Italia sono state introdotte - a furor di popolo - due nuove tassazioni patrimoniali.