La ministra del turismo Daniela Santanchè ha perso la fiducia della premier: ci pare evidente che debba dimettersi.
Presenteremo una mozione di sfiducia in Parlamento.
@meb
L’eccidio delle #FosseArdeatine resta una delle pagine più tragiche della nostra storia.
335 innocenti uccisi per mano nazifascista.
Ricordare oggi non è solo un atto di memoria, ma una scelta di campo: stare sempre dalla parte della libertà, della democrazia e della dignità umana.
#PerNonDimenticare
Gettati dentro le foibe, uccisi, costretti a lasciare la loro terra per la sola colpa di essere italiani.
Poi, arrivati in Patria, additati da molti ingiustamente come fascisti.
E infine, una volta rotta la cortina di silenzio che era calata per anni sull’eccidio delle foibe e sull’esodo giuliano dalmata, l’inaccetabile negazionismo di alcuni.
Ricordare oggi non è e non può essere un esercizio retorico ma memoria collettiva per tutti gli italiani.
Anche oggi Giorgia Meloni fa sapere da Palazzo Chigi che “non farà come Renzi”. Vero. Io facevo le riforme: JobsAct, Industria 4.0, unioni civili, 80€, giù IMU e IRAP. Lei non fa come Renzi: lei si occupa di Sanremo mentre gli stipendi non bastano e i coltelli aumentano
Da giorni la Sicilia è sotto schiaffo per il maltempo. Giorgia Meloni non ha fatto come fece per l’Emilia-Romagna. Allora lasciò il G7 per andare a fare una sceneggiata ad uso social con gli stivali. In Sicilia invece non ha messo gli stivali. Sapete perché? Perché non può attaccare la Regione come fece in Emilia-Romagna: la Regione è sua. Perché l’Ex Presidente della regione è lo stesso ministro che ha promesso di ripristinare Italia Sicura e non lo ha fatto. Perché dopo quattro anni di fuffa la gente non crede più alle sceneggiate della Premier. È allucinante vedere la Sicilia abbandonata dal Governo nazionale. Perché?
Le minacce ai giornalisti italiani, a cui va la nostra solidarietà, da parte dell’ICE sono inaccettabili e vanno respinte con forza.
Aspettiamo un’immediata presa di posizione della Presidente del Consiglio e del Ministro Tajani
Oggi, 25 novembre, ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una violenza che spesso non inizia con un singolo gesto, ma con atteggiamenti e comportamenti che vengono percepiti come “normali“. Controllo, gelosia, isolamento, paura nello spazio pubblico: sono segnali che non devono essere sottovalutati. Riconoscerli e prevenirli significa intervenire prima, proteggere di più, costruire una società in cui nessuna donna debba sentirsi in pericolo. Siamo al fianco di tutte le donne e continuiamo ad impegnarci ogni giorno per contrastare la violenza di genere, sostenere le vittime e rafforzare gli strumenti di prevenzione. Perché ciò che oggi è erroneamente definito normale, non lo sia mai più!
Il 4 Novembre non è solo una data nella storia, ma un richiamo ai valori di unità, libertà che fondano la nostra Repubblica.
Un ringraziamento profondo agli uomini e le donne delle Forze Armate che ogni giorno servono il Paese con coraggio e senso del dovere.
Onore a chi ha servito e serve l’Italia.
#4Novembre #UnitàNazionale #ForzeArmate
Negli ultimi mesi ho lavorato con impegno in prima persona alla proposta poi divenuta legge sull’oblio oncologico.
Un provvedimento che riconosce un diritto fondamentale: quello per chi ha superato il cancro di poter guardare al futuro senza discriminazioni.
È una riforma di civiltà, votata all’unanimità da tutto il Parlamento, che mette al centro la dignità delle persone e la forza della ricerca scientifica.
Sono felice che sin da subito se ne sia riconosciuta l’importanza, ribadita anche oggi dal Presidente Mattarella.
Perché leggi come questa non appartengono a un solo partito, non sono bandiere, ma passi avanti per l’intero Paese.
Disarmare Hamas deve essere la priorità di tutti. Solo così si potrà aprire una stagione di guarigione per entrambi i popoli. Sulle questioni internazionali è importante unire il Paese, non alimentare divisioni ideologiche o di coalizione. Siamo pronti a lavorare insieme per sostenere una missione internazionale di pace e per difendere il lavoro straordinario delle nostre Forze Armate, sinonimo nel mondo di sicurezza, professionalità e umanità.
@meb
Pamela Gelmini, 29 anni, uccisa dall’ex.
Non bastano pene più dure: serve una rivoluzione culturale, a partire dalle scuole e dalle famiglie.
Finché non cambierà la mentalità di chi considera una donna “sua”, nessuna legge basterà.
E noi continueremo a contare le vittime.
La politica internazionale scrive una pagina nuova, gli ostaggi sono finalmente liberi.
E si apre adesso la strada per la soluzione due popoli, due Stati.
No, non si cancellano le lacrime, non viene meno il dolore per chi non c’è più. Ma è un inizio, un giorno storico.
Che scoppi davvero la Pace e non solo una tregua.