Venerdì esce “Le appartenenze” a cura di Margherita Ramajoli e @alessandrasard1 «Inventate, superate, subite, scelte per convinzione o per interesse, negate: le appartenenze rassicurano – perché includono e proteggono – e al contempo ingabbiano – perché, definendo, irrigidiscono»
«Le due critiche più gridate, il premio “smisurato” e il “premierato di fatto”, sono le più deboli: il rischio vero dell’impianto è che il premio non scatti e che si torni a un proporzionale puro» @sal_vassallo
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«Una replica all’analisi di @sal_vassallo per difendere la necessità del sistema a doppio turno» Giuseppe Calderisi e @StefanoCeccanti
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«Così, col passare del tempo, sono diventato l’abitante di un universo di cui le persone che avevano vissuto accanto a me fino ai miei diciott’anni ignoravano l’esistenza,e in cui per loro disgrazia non sarebbero entrate mai. E questo ha fatto tutta la differenza» @ClaudioGiunta
«Se la responsabilità politica e morale non si lascia interamente delegare a un giudice esterno, che cosa accade quando è una società a dover riconoscere, nominare e giudicare le proprie colpe?» Giulia Gliozzi
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In occasione dei 110 anni dalla nascita di Aldo Moro, è stata completata e pubblicata una Edizione nazionale di tutti i testi editi e inediti dello statista, interamente consultabile online in forma gratuita e aperta.
Leggi il nostro speciale:
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«Il ruolo moderno delle società a partecipazione pubblica, capaci di competere nel mercato globale per generare valore collettivo e perseguire l'interesse generale» Sara Valaguzza
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«Nella ricerca di ancoraggi, la casa è un bene che si possiede, molto più tangibile e rassicurante del concetto astratto di Paese, nazione o patria» Patricia Viel
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«Quando i sindacati si sono indeboliti, è avvenuto un passaggio decisivo dal sindacato-comunità al sindacato-funzione: dove l’iscritto si sentiva parte di un "noi", ora si sente cliente» @BentivogliMarco
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«Perché esiste ancora un pregiudizio negativo sull’esistenza degli operatori pubblici e, in particolare, sulle società a partecipazione pubblica?» Sara Valaguzza
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«Appartenere significa sentirsi a proprio agio, ma non completamente assorbiti e identificati: deve restare sempre uno scarto, un margine tra l’abitare un luogo e l’esserne inghiottiti» Vittorio Lingiardi intervistato da Margherita Ramajoli e @alessandrasard1, in Le appartenenze
«L’analisi delle recenti elezioni locali tedesche evidenzia la forte avanzata dell’estrema destra e la profonda crisi dei partiti tradizionali, in particolare della Cdu» Stefano Cavazza
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«Una società fondata sull’individualismo di singolarità ha un futuro gramo, ma per sfuggire a esso non serve favorire, e men che meno incentivare, una società che
sia un mosaico di microcorporazioni nemiche fra loro»
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«La democrazia tradizionale è ormai inadeguata di fronte alle derive populiste e alla complessità delle sfide globali a lungo termine» Furio Cerutti
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«La sfida geopolitica tra Usa e Cina si gioca su ricerca, infrastrutture e tecnologia e pone l’Europa di fronte a una scelta strategica decisiva per il proprio futuro» Roberto Petrini
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«Un’accademia libera e trasparente è lo strumento principale attraverso cui una società costruisce e tutela una conoscenza critica e affidabile» Gianluca Esposito
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«Il non-binarismo è un laboratorio di trasformazione democratica, perché rende visibile la violenza ordinaria delle categorie quando vengono trattate come naturali»
Nicole Braida e Raffaella Ferrero Camoletto
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«“Dopo la democrazia” significa che la democrazia come l’abbiamo intesa dal 1945 a oggi non è semplicemente in crisi, ma ha mostrato, con l’avvento per via democratica del populismo, effetti perversi contrari alle attese che suscitava» Furio Cerutti
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«La risposta spetta ai leader e ai cittadini europei. La prima condizione, però, è riconoscere che la competizione è cominciata da tempo e che i dazi ne rappresentano soltanto la parte più visibile, e forse più effimera» Roberto Petrini
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«In senso estremo, l’appartenenza può essere concepita come una sorta di branco o tribù, governata dalla logica «amico-nemico», un fortino che protegge e, al tempo stesso, alimenta diffidenza ed esclusione nei confronti di chi resta al di fuori dei suoi confini»