NEWS - È morto all'età di 96 anni don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore di Exodus, l'organizzazione che da oltre quarant'anni aiuta i giovani nella battaglia contro la tossicodipendenza e il disagio sociale. I funerali saranno celebrati lunedì alle 15 nella chiesa di Sant'Ambrogio a Milano.
Nelle ultime settimane le sue condizioni di salute si erano aggravate, tra ricoveri e continui alti e bassi. Fino all'ultimo è rimasto nella Cascina Molino Torrette, storica sede di Exodus, circondato dai ragazzi e dai collaboratori che considerava la sua famiglia. Ieri sera aveva ancora chiesto aggiornamenti sui progetti della fondazione, poi questa mattina la crisi definitiva.
Nato nel 1929 nella provincia di Verona, don Mazzi si definiva un "ragazzo ribelle". Dopo gli studi in seminario e la formazione in teologia, filosofia, psicologia e pedagogia, nel 1979 arrivò a Milano, dove, di fronte all'emergenza della droga nel Parco Lambro, diede vita al progetto Exodus. Nel 1984 la concessione della Cascina Molino Torrette trasformò quella intuizione in una realtà destinata a diventare un punto di riferimento per il recupero di migliaia di giovani.
Nel corso degli anni Exodus è cresciuta fino a diventare una rete di comunità e progetti educativi presenti in Italia e all'estero. Don Mazzi ha dedicato tutta la sua vita all'accoglienza e al recupero dei ragazzi in difficoltà, affrontando prima la piaga dell'eroina e poi le nuove dipendenze e il disagio giovanile.
Negli ultimi anni aveva lavorato per garantire continuità alla sua opera, affidandola alle nuove generazioni di educatori. «L'educazione non si potrà mai tradurre in una ricetta. Ha i connotati della passione e dell'arte», aveva scritto, lasciando un'eredità che continuerà a vivere nel lavoro di Exodus e nelle migliaia di persone che hanno trovato una seconda possibilità grazie al suo impegno.
#31luglio #donmazzi #chiesa