Voi che mi chiedete: come sono stati questi 23 anni con Emma Bonino? Non sempre facili, ma irresistibili. Ad esempio, così.
#emmabonino#emma#ritalevimontalcini
Il premier canadese Mark Carney al Parlamento Europeo: «Non cerchiamo il potere per dominare gli altri. Al contrario, lavoriamo affinché nessuno possa controllare i nostri mercati aperti, compromettere la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o minare le nostre libertà, le nostre democrazie, il nostro stato di diritto».
@Fadiax Non servono agiografie e non servono garbi particolari da parte tue. Basta inquadrare la portata della CPI. Esiste una conquista in politica estera più rilevante di quella, specie in questo momento? Infine: nessuno a sinistra è nota/o per sintesi o risultati.
Le Canada et l’UE sont des partenaires naturels, unis par des valeurs communes.
Avec la présidente von der Leyen et la présidente Metsola, nous nous sommes concentrés sur la suite des choses : un partenariat plus étroit qui renforce notre souveraineté mutuelle afin de créer davantage de possibilités et de prospérité pour nos populations.
@Fadiax Infine anche la distinzione che ha fatto in una altra intervista tra diritti individuali e diritti sociali è dogmatica. Tutte le questioni vanno calate nel contesto, negli anni, nelle posizioni di potere, nel sindacato, nella spesa pubblica etc etc. Quando riesco ci scriverò su
@Fadiax Ieri con i comunisti dell est anche quando palesemente assassini ( non era l unica, pur condannando gli eccidi, di fatto non proponeva molto se non incolpare ONU ed Europa) oggi lo stesso paro paro su Putin e Ucraina. Si perde il pelo da quelle parti ma non il vizio
@Fadiax Non si tratta di beatificazione. ciò che ha lasciato anche in politica estera è insuperabile, come la corte penale internazionale, che infatti autocrati di tutto il mondo vogliono smantellare.Non ricordo una sola battaglia giusta anche in politica estera di Castellina.
Dear @MarkJCarney we want to bring the relationship with Canada to the highest level possible.
I would like to work with you on opening the door for Canada to being the first associate member of the EU.
And create a common prosperity and economic security space.
L'unica intervista su Emma alla quale ho accettato di rispondere forse per tenere impegnata la testa in queste ore stranissime
@VanityFairIt#emmabonino
https://t.co/2i7MkteR9e
È stata la migliore presidente della Repubblica che l’Italia non abbia mai avuto. Il punto più alto di una lunga vita da militante radicale, culminata nella primavera del 1999 nella “follia” di una candidatura “all’americana” al Quirinale, con tanto di slogan - «Finalmente l’uomo giusto» - comitato elettorale, spot tv, libretti agiografici distribuiti in migliaia di copie. Grazie a lei, alla sua immagine potentissima, alle copertine che i settimanali internazionali le avevano dedicato quando era commissaria Ue, alle successive europee i radicali arrivarono a una vetta mai più raggiunta, né prima né dopo: oltre due milioni e mezzo di voti, pari all’8,5%, più di quanti ne ha presi il M5S di Conte nel 2024 per fare un paragone.
È il segno della straordinaria esistenza di Emma Bonino, la ragazza della provincia italiana – nata a Bra, in provincia di Cuneo -, capace di passare dalla lotta sui marciapiedi al vertice delle Istituzioni e ritorno. Non una teorica, ma una persona che ha incarnato una teoria della prassi fin da quando, nel 1974, incrocia la politica perché la politica la considera una fuorilegge.
L’articolo completo di Francesco Bei su Repubblica
#rep
For fifty years, Emma Bonino fought for things everyone told her were impossible — and then she won them: the right to a divorce and abortion, the abolishment of the death penalty, and the founding of the International Criminal Court.
A foreign minister and senator in Italy, when Emma ran Europe's humanitarian office, she didn't simply send others into war zones. She went personally, entering conflict zones in Bosnia, Rwanda, Sudan, and Afghanistan to deliver crisis relief and confront human rights violations.
She was also a great family friend. My father had enormous respect for her, presenting her with the International Crisis Group's Fred Cuny Award in 2015. She served on Open Society's global board in the years that followed and helped found the European Council on Foreign Relations.
She was a champion of human rights and a feminist giant. And one of the bravest and toughest people I've ever known.
Today, Italy has lost one of its great consciences. My father and I have lost a dear friend.