Your brain runs up to 31% better when you’re in a positive state, but here’s the catch: your brain is wired to focus on fear and negativity first.
That’s why it's so important to call out the negative instead of ignoring it.
If you don't deal with it, it doesn’t disappear... it just lingers.
A key to better communication? Address what’s wrong before you move forward.
@legolas_102 dello stesso autore ti consigli anche "la triade del ghepardo". se ti interessa l argomento molto interessante. lui coordina le linee guida degli insegnamenti a Coverciano dopo essere stato preparatore atletico tra nazionale e vari club. È un pozzo di conoscenza.
#Baldini allenatore con dei valori reali. Non fa propaganda e mette a nudo tutte le fragilità di un calcio Italiano che oggi si fonda su arroganza e ignoranza.
Merita più lui la panchina della #Nazionali rispetto a tanti altri.
@legolas_102 Tecnica, mente, tattica, analisi video, lavoro individuale sono solo alcuni esempi di cose che andrebbero fatte oltre l allenamento canonico. Ti consiglio di leggere il libro del mio amico G. Venturati "allenamento invisibile".
@MentalitaMilan@SpaceCa34291388@pisto_gol Eh ma dicono che l Inter è arrivata in finale di Champions e quindi il calcio italiano è di alto livello. Il problema è ampio e diffuso.
@SpaceCa34291388@pisto_gol Purtroppo è un aspetto che conoscono in pochi e riguarda anche molti addetti ai lavori nonostante 30 di ricerca scientifica. Oltre a misurare è possibile anche fare dei training mirati, esattamente come si fa con i muscoli.
Che il #Milan avesse bisogno di una riorganizzazione era chiaro da tempo, ma se #Cardinale e #Calvelli si affideranno ai pareri di #Ibrahimovic il rischio concreto è quello di ripartire con un progetto che inizia con la parola FINE.
@S_Galimberti Oggi va ripensato tutto e queste logiche non possono appartenere ai deliberante dei privati. È importante che un governo sappia individuare le linee guida. Il 95% delle persone utilizza ai come se fosse un Google evoluto, e non ha capito niente.
@infernALE96@TrenoTHEO1899 A me non esalta come profilo, senza giocatori prolifici sugli esterni e nei 3 davanti in Italia rischia di faticare. Hai informazioni su che tipo di personalità abbia?
@NonEvoluto Non è l'algoritmo in se come concetto a generare il difetto, ma due componenti necessarie non negoziabili: 1) qualità dell'algoritmo
2) capacita di generare dati di secondo livello, ossia quelli dedicati alla correlazione, in parole povere "mettere insieme i puntini".
@_FootBully La differenza è quando gestisci aspetti che non hai misurato, è esattamente come fare una diagnosi muscolare senza risonanza magnetica. Capisci che si è fatto male, ma non puoi conoscerne i dettagli e se ti sbagli i danni vengono da se.
Quando sento dire che l’#allenatore deve essere anche #psicologo in un #club, mi chiedo perché non gli facciamo fare anche il fisioterapista?
Su questo argomento permane un disallineamento tra comunicazione e realtà delle cose e purtroppo riguarda anche molti addetti ai lavori.
@_FootBully È una battaglia che continuo a fare quotidianamente ma purtroppo è un concetto ancora mal recepito, soprattutto in Italia. Il layer psicologico-comportamentale è struttura non supporto. Prima o poi lo capiranno.
Il caso #Milan e l’equivoco del problema #mentale nel #calcio
Nel calcio si parla spesso di testa, personalità, mentalità. Ma quasi mai si chiarisce davvero di cosa si stia parlando. E così il “problema mentale” diventa una formula comoda: utile per commentare, poco per capire.
Se un problema fisico rimanda alla preparazione atletica e uno tattico all’organizzazione di gioco, allora anche le difficoltà nella gestione della pressione, dell’imprevisto, delle gerarchie e della lucidità dovrebbero rimandare a un’area precisa. Non a una nebbia lessicale.
Questo non significa negare i limiti tattici o di costruzione della rosa del Milan. Quei limiti ci sono. Il punto è che un supporto serio sull’area psicologica, culturale e comportamentale non li avrebbe cancellati, ma avrebbe potuto ridurne gli effetti e rendere leggibili certe fragilità prima che esplodessero.
Visibilia ex invisibilibus.
Nel calcio si commenta il visibile: l’errore, il blackout, il crollo. Ma ciò che poi emerge in campo spesso si prepara prima, nell’invisibile: nelle risposte sotto pressione, nelle incompatibilità non lette, nella qualità con cui una squadra regge certi contesti.
Per questo il caso Milan è interessante. Non per fare morale, ma per osservare pattern: fragilità nelle partite da favorito, perdita di ordine quando la gara esce dal copione, qualità competitiva inferiore alla qualità teorica di alcuni interpreti. E qui si apre il nodo: compatibilità non significa solo talento.
È qui che entrano in gioco strumenti seri di analisi. Non per risolvere tutto, ma per ridurre la cecità. Reclutamento, costruzione della rosa, comunicazione tecnica, monitoraggio preventivo: una lettura seria di questi fattori può incidere su tutti questi piani.
L’improvviso ha bisogno di una lunga preparazione.
Quando ci stupiamo per un crollo, spesso stiamo guardando solo l’ultimo passaggio di una preparazione silenziosa.
La psicologia dello sport porta lettura, relazione e intervento. Il dato psicometrico validato porta velocità, standardizzazione e traduzione operativa. Da solo non basta, ma insieme a uno psicologo dello sport capace di leggerlo e trasformarlo in training specifici diventa uno strumento molto più utile nel quotidiano.
Naturalmente tutto questo ha valore solo se i dati utilizzati sono davvero validati. Nel metodo a cui faccio riferimento, la documentazione riporta un’accuratezza complessiva del 96%; le singole scale mostrano valori di affidabilità interna compresi tra 0,73 e 0,93, su un impianto costruito in oltre vent’anni di sviluppo e su una base dati che supera i 250.000 partecipanti provenienti da più di 120 Paesi. Numeri che hanno senso solo se letti dentro un metodo serio, su popolazioni ampie e attraverso competenze capaci di tradurli in lavoro operativo.
Il punto, allora, non è il nome del metodo. Il punto è che quest’area esiste, pesa e continua a essere trattata da troppi club come se fosse un territorio di impressioni, non di lavoro strutturato.
E così i club continuano a pagare effetti che nascono da cause che non misurano. Poi, quando tutto esplode, la spiegazione resta sempre la stessa: manca personalità.
Finché il calcio continuerà a chiamare genericamente “problema mentale” ciò che non ha deciso di trattare come area tecnica, continuerà anche a pagarne il prezzo.
Michael Edwards sarebbe un ottimo CEO of Football, non ha skill di finance che andrebbero delegate ad uno alla Ferrari per intenderci. Da valutare un eventuale rapporto con Rangnick.
“King Mike” è un architetto dello sport, ma recentemente ha dichiarato di non voler fare AD.
Secondo Il Corriere della Sera per la posizione di AD Michael Edwards del Liverpool sarebbe "il sogno", mentre Ian Ayre del Nashville "l’ipotesi" #Milan