Operatore artistico e insegnate, credente laico
Chi difende la Democrazia oggi può incontrare degli ostacoli, sostienimi!!!
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Penso che tra i limiti dei 'patentini antifascisti' ci sia quello per cui pensi che basti un patentino per fare di una persona un antifascita, cioè ti affidi ad un pezzo di carta, ad un'etichetta, mentre molto spesso non basta, e quell'etichetta si trasforma solo in una maschera.
Non sono colpevole delle erronee interpretazioni delle mie azioni, e non stringo patti scellerati, né per metafora né in altre forme nebuose, né lesivi di miei e altrui diritti naturali e costituzionali, abbiamo infatti una Costituzione.
Se ogni cosa deve essere sempre la metafora di qualcos'altro le cose perdono senso di per se stesse, la tautologia ne è così bandita, con lei il tanto giustamente decantato 'qui e ora' e con questo la salute mentale che è in grado di favorire, salute che è diritto costituzionale.
Se il 'qui e ora' è importante, anche per la salute mentale, tutto ciò che distoglie da questa impostazione di pensiero potrebbe essere lesivo della salute mentale stessa, quindi della salute in generale, per questo dobbiamo rivalutare la tautologia che aiuta questa impostazione.
Coerentemente con quanto già espresso sull'argomento in passato, penso che la NATO debba essere se stessa senza cercare di trasformarsi in qualcosa d'altro, deve quindi non cambiarsi ma attenersi rigidamente e scrupolosamente ai propri paradigmi di alleanza a carattere difensivo.
A volte è bene tornare alla base dei significati, la tautologia aiuta contro l'insistenza metaforica che si fa persecuzione per esempio a non scambiare uno scrutinio per un contratto, nessun tribunale degno di questo nome sarebbe disposto a convalidare simili vessazioni, nessuno.
Non acconsento al male, non sono colpevole di quello che fanno gli altri e non stringo patti scellerati, esosi, nebulosi, autolesionisti, truffaldini, vessatori, non ne stringo per metafora, né di lesivi di miei e altrui diritti naturali e costituzionali.
Se il Buon Dio ti fa nascere in una Nazione come l'Italia, dove vige un'eccellente Costituzione, forse una ragione c'è, e non può essere quella di vedere disattendere ogni diritto in essa contenuto, mi rifiuto categoricamente di credere che essa sia lì per farci prendere in giro.
Se non hai la vocazione non devi disperare poiché è molto probabile, per non dire quasi certo, che il Signore abbia il bisogno di impiegarti in un modo diverso ma pur sempre utile.
I vulnus inerenti alla digitalizzazione che rendono tutto così insicuro, permeabile ed esfiltrabile dovrebbero spingere ad un rallentamento dell'implementazione digitale stessa, mentre istituzioni preposte a garantire la protezione dei dati personali dovrebbero essere rafforzate.
Se non sai dire NO all'eterodirezione immetti disarmonia nell'ambiente che frequenti e non sai nemmeno di quali cose ti rendi strumento, e l'armonia è connessa alla gioia, sono quindi molte le cose positive di cui ci priva il non fare obiezione di coscienza.
Abbiamo una Costituzione e l'impegno di ogni italiano è nella sua osservanza, nel seguire il suo contenuto, in cui si trova anche l'impegno alla rimozione degli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, non rimuoverli è incostituzionale, figuriamoci apporne.
Non stringo patti per metafora, non ne stringo di nebulosi, esosi, scellerati, né lesivi di miei e altrui diritti naturali e costituzionali, perseguo l'applicazione della Costituzione della Repubblica Italiana e dei diritti in essa contenuti.
Negare diritti costituzionali significa annichilire la Costituzione, che è la nostra principale fonte del diritto, e significa anche annullare tutti gli sforzi compiuti per ottenerla, e sono stati notevoli, nonché incorrere nel rischio di riproporre le storture ad essa anteriori.
Che un cospicuo numero di artisti senta di esprimersi in merito all'educazione sessuale nelle scuole non è negativo in sé, indica anzi partecipazione, mi sembra però che ci sia un'incomprensione di fondo, quella per cui informare e chiedere un consenso significhi negare qualcosa.