Marco Poggi rompe il silenzio oggi, venerdì 5 giugno, a 19 anni di distanza dall'omicidio della sorella Chiara, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua villetta di famiglia a Garlasco nel Pavese. Marco Poggi parla in un'intervista esclusiva a Quarto Grado su Rete4. Negli anni, il fratello della vittima aveva negli anni sempre dribblato le telecamere.
"Quello che mi dispiace di più è che hanno rovinato l'immagine di Chiara" dice in un'anticipazione dell'intervista, postata sui social. "In quest'anno si è detto di tutto" spiega descrivendo il motivo per cui ha deciso di parlare solo ora. "Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara. Essere accusato di essere coinvolto mi ha fatto male. Chi indagava poteva benissimo smorzare alcune piste", ha detto Poggi in un'anticipazione dell'intervista.
Nel corso degli anni, nonostante, come si legge sul sito di Quarto Grado, "la Procura di Pavia abbia ribadito la sua totale estraneità ai fatti, Marco Poggi è stato al centro di ricostruzioni fantasiose e diffamazioni da parte di blogger e giornalisti che mettevano in dubbio il suo alibi: al momento del delitto si sarebbe trovato in vacanza in montagna con i genitori, Rita Preda e Giuseppe Poggi".
"Le accuse ingiustificate gli sarebbero costate una causa per atti persecutori, con la Procura di Milano che avrebbe aperto un'inchiesta per stalking nei confronti di chi lo aveva preso di mira - si legge nella presentazione dell'intervista esclusiva -. La stessa Procura di Pavia, nella chiusura delle indagini del 2026, avrebbe definito le accuse rivoltegli 'infanganti' e prive di fondamento.
Marco sarebbe anche un amico stretto di Andrea Sempio, l'attuale indagato per l'omicidio della sorella, con cui avrebbe condiviso un legame particolarmente stretto negli anni tra il 2005 e il 2007". Per l'omicidio della giovane è stato condannato Alberto Stasi.
L’attività delle Fiamme Gialle ha permesso di ricostruire oltre 270mila euro di guadagni non dichiarati derivanti dalla vendita di 'contenuti per adulti' sul web, 120mila euro dei quali, dopo l’avvio del controllo fiscale, sono stati regolarizzati dalla content creator attraverso la presentazione tardiva della dichiarazione dei redditi.
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Avrebbe incassato in nero guadagni per oltre 270 mila euro, percependo anche l'indennità di disoccupazione. Un'influencer di OnlyFans, residente nell’alto polesine, è stata denunciata dai finanzieri della Tenenza di Lendinara (Rovigo).
Paura sull'A3 Napoli-Salerno per una Fiat Panda che viaggiava contromano in direzione Napoli. A darne notizia è Salerno Today.
Alla guida dell'auto bianca c'era una suora che percorreva pericolosamente la corsia opposta a quella di marcia, costringendo diversi automobilisti a frenare di colpo, sterzando per evitare l'impatto.
La segnalazione è arrivata subito alla polizia stradale che hanno bloccato la Panda vicino a Castellamare di Stabia. Dentro l'auto c'era una suora che si è giustificata dicendo agli agenti di essersi distratta ascoltando il Rosario alla radio. La religiosa rischia il ritiro della patente.
"Incontriamoci" è la proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Vladimir Putin in una lunga "lettera aperta" al presidente della Russia.
Il numero 1 di Kiev prende l'iniziativa per favorire una soluzione negoziale della guerra in corso da 4 anni e mezzo. "Può venire a Mosca", è la replica del Cremlino attraverso le parole del portavoce Dmitri Peskov.
"Sono felice che parlino di un incontro, sarebbe ottimo se si incontrassero. Dovrebbero farlo", è invece la "benedizione" del presidente americano Donald Trump. "Entrambi scenderanno a compromessi che ho suggerito io. Sono persone eccellenti, guidano paesi splendidi. Penso che arriveranno ad un compromesso", aggiunge.
Zelensky nella lettera sottolinea che "sta ai leader risolvere le questioni chiave, è sempre stato così e sempre lo sarà". "Propongo di fissare una data chiara per un incontro", scrive il presidente ucraino, spiegando che Kiev "propone di mettere fine a questa guerra attraverso un impegno diretto tra noi e voi". E l'Ucraina, assicura Zelensky, "è pronta per un cessate il fuoco completo per la durata dei negoziati".
Negoziare mentre è in corso una tregua "è una prassi standard e gli attuali sviluppi riguardo all'Iran non fanno che rafforzare questo punto", sottolinea Zelensky nella lunga lettera aperta, che si apre ricordando che quando Putin "arrivò al potere 26 anni fa molte persone in Ucraina lo giudicavano in modo positivo, così era, ma quello era il passato".
"Un tentativo di stabilire un vero silenzio è il modo migliore per iniziare a parlarsi. Crediamo che non sarebbe un semplice tentativo, ma un vero cessate il fuoco, se è quello che volete", sottolinea ancora il presidente ucraino.
Che poi avverte Putin: "Se lei non arriverà personalmente alla conclusione che è ora di porre fine a questa guerra, l'Ucraina continuerà a lottare per la sua esistenza. Avremo coloro che ci sostengono. Ma anche lei dovrà lottare molto più duramente per la sua stessa esistenza, non quella della Russia, ma la sua".