Sono 50 anni di @amnestyitalia e 44 anni di Amnesty a Palermo (e in Sicilia). 44 anni di azioni, lotte, cortei, appelli, sit-in, proteste, convegni, flash-mob, raccolta firme, interventi.
44 anni, quindi, anche per il nostro gruppo 44.
E vogliamo celebrarli con voi
#iomiattivo
Stop al genocidio, all'occupazione, all'apartheid, alle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale (non fino a un certo punto), alle complicità dei governi, alla scorta mediatica, all'indifferenza.
Allo sciopero generale c'eravamo anche noi!
#StopGenocide#Gaza
Ieri 03/10, Palermo. Sciopero generale per la flotilla, contro il genocidio a #Gaza, contro l'occupazione e l'apartheid israeliano in Palestina, contro la complicità del nostro governo e l'indifferenza del mondo e dei media.
Noi c'eravamo, ci siamo e ci saremo✊🏽🍉💛 Rassegnatevi.
l'alto tasso di disoccupazione, la corruzione, oltre alle ingenti spese per i Mondiali di calcio del 2030, a discapito degli investimenti in scuole e ospedali.
In pochi giorni almeno tre manifestanti sono stati uccisi, decine sono rimasti feriti e più di 400 persone %
La mobilitazione, guidata dal movimento “Gen Z 212”, è organizzata da giovani attraverso piattaforme di social media come TikTok, Instagram e Discord. Le manifestazioni denunciano il malfunzionamento dei servizi pubblici, %
Ieri a Palermo una manifestazione partecipatissima in solidarietà con la popolazione palestinese e a sostegno della #GlobalSumudFlotilla. C'era anche @Amnesty44.
📷 @alswolf
un viaggio per rispondere a degli interrogativi su cui si è costruita la propria identità. Una storia personale e familiare che diventa storia di un popolo. Quattro generazioni che hanno subito in modo diverso gli effetti di una diaspora di cui si parla ancora troppo poco.
La storia esplora temi di identità, esclusione e silenzio, e segue un viaggio padre-figlia attraverso le trame e i non detti della storia familiare. Un viaggio alla scoperta delle origini armene della propria famiglia, %
Il simbolo dei corpi ammazzati a Gaza è un lenzuolo bianco, il segno estremo della pietà che ricopre il corpo martoriato. Riempiano l’Italia di sudari, di pietà. Fermiamo la strage. Il 24 maggio riempiamo l’Italia di sudari.
Non lasciatevi ingannare!
Solo la fine dell’assedio sulla Striscia di #Gaza occupata e un cessate il fuoco immediato e duraturo potranno alleviare le sofferenze catastrofiche che i palestinesi di Gaza sono costretti a sopportare sotto lo sguardo degli alleati di Israele.
Cosa significa avere le chiavi di casa, ma non avere più una casa? Questa è la storia di Amal Khayal e della sua famiglia tra la Striscia di Gaza e l'Italia. La storia di una chiave per non dimenticare ciò che è stato e quello che sta accadendo, dalla Nakba al genocidio.
Non vogliamo più piangere per chi non c'è più. Non vogliamo più "soluzioni" prese quando è troppo tardi. Vogliamo un cambiamento radicale, che parta dall'educazione. Vogliamo una modifica del codice penale che definisca il sesso senza consenso come stupro. #iolochiedo
Una fossa comune, e lì - sotto una terra che assomiglia molto a sabbia - 15 persone. Alcune con i polsi legati. Tutte sepolte nelle loro divise da medici della Mezzaluna Rossa, paramedici, membri della protezione civile palestinese di Gaza. Andavano a recuperare, a Rafah, nel sud di Gaza, persone che avevano bisogno di aiuto, mentre le forze armate israeliane continuavano i bombardamenti indiscriminati sulla Striscia, dopo aver rotto e rinnegato l'accordo di cessate il fuoco. Le ambulanze sono state distrutte dagli israeliani, compreso un veicolo dell'ONU.
Un atto gravissimo, un crimine, un crimine di guerra che si assomma a tutti gli altri crimini commessi dalle forze armate israeliane a Gaza. Regole saltate, senza una reazione da parte degli Stati che hanno firmato convenzioni e aderito al sistema di regole che la comunità internazionale si è data (compresa l'Italia, compresa l'Europa).
E stavolta non si può neanche dire che i dati sono del ministero della salute di Gaza. No, la denuncia è dell'Onu, colpita com'è è già stata colpita altre volte, in questo anno e mezzo di genocidio.
La sequenza dei fatti, iniziati una settimana fa, è dell'UNOCHA, l'ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell'Onu. Ecco la traduzione in italiano.
1/6 “I primi soccorritori non dovrebbero mai essere un bersaglio. Eppure, oggi UN OCHA ha supportato la Mezza Luna Rossa palestinese e la Difesa Civile nel recupero dei colleghi da una fossa comune a Rafah (sud Gaza) segnalata dalla luce di emergenza di una delle loro ambulanze distrutte.”
2/6 “Sette giorni fa, mentre le forze israeliane avanzavano su Rafah, 10 soccorritori della Mezza Luna Rossa palestinese e 6 della Protezione civile sono stati inviati a raccogliere i feriti.
Tutte e cinque le ambulanze e un camion dei pompieri sono stati colpiti, insieme a un veicolo delle Nazioni Unite arrivato più tardi.
Il contatto è stato perso con tutti.”
3/6 “Un sopravvissuto ha detto che le forze israeliane avevano ucciso entrambi i membri dell'equipaggio nella sua ambulanza. Per giorni, OCHA ha coordinato il raggiungimento del sito, ma il nostro accesso è stato concesso solo cinque giorni dopo.”
4/6 Conversazione via radio tra due veicoli UN in avvicinamento:
“Possiamo provare ad avanzare di 50 metri con un mezzo blindato per andare a vedere la donna ferita?”
“No restiamo qui.”
“Un altro è stato colpito. Un altro è stato colpito. Un altro è stato colpito.”
5/6 “Tornando il giorno dopo, siamo finalmente riusciti a raggiungere il sito e abbiamo
scoperto una scena devastante: ambulanze, il veicolo delle Nazioni Unite e il camion dei pompieri erano stati schiacciati e parzialmente sepolti. Dopo ore di scavi, abbiamo recuperato un corpo: un lavoratore della Protezione Civile sotto il suo camion dei pompieri.”
6/6 “Oggi, 30/03, il primo giorno dell'Eid, siamo tornati e abbiamo recuperato i corpi sepolti di
8 soccorritori PRCS (Mezza Luna Rossa palestinese), 6 della Difesa Civile e 1 membro dello staff ONU. Sono stati uccisi nelle loro uniformi. Alla guida dei loro veicoli chiaramente contrassegnati. Indossando i loro guanti. In viaggio per salvare vite. Questo non sarebbe mai dovuto accadere.”
“Gli stati devono unirsi e chiedere l’immediata ripresa di un cessate il fuoco duraturo, la fine del genocidio di Israele contro le persone palestinesi a Gaza e lo smantellamento del suo sistema di apartheid e dell’occupazione illegale del Territorio palestinese”, @AgnesCallamard
Israel brazenly resumed its devastating bombing campaign in Gaza killing at least 414 people in their sleep, including at least 100 children, and again wiping out entire families in a matter of hours. https://t.co/22rWRSxK1A