Definisci Sicurezza.
Probabilmente, hai visto mai, nell'intimo del retequattrismo più ortodosso, mediatico e di governo, si 'sogna' un modello ICE anche qui. Quel modello meriterebbe peraltro più attenzione, più cronaca e conoscenza - notizie allucinanti in queste ore non ne mancano, anzi - sugli orrori che si stanno consumando negli States.
Tuttavia, almeno finora, resta appunto un 'sogno', una eccitazione utile solo a mettere in subbuglio qualche ghiandola repressa. Qui non possono, non almeno finora: ovviamente finchè esistono-e-resistono Costituzione, Giurisdizione, Stato di diritto e norme europee di rango superiore (benchè si stia cominciando a incrinare pure quelle, convinti di poter genialmente arginare ascese di soggetti come Afd e similari). Qui non potrebbero, non almeno finora, anche perché non c'è la stessa capacità di denaro per arruolamenti significativi di mezzi e 'proud boys' lungo lo stivale.
Possono semmai scimmiottarne alcuni intenti (leggasi alcuni) con risorse e mezzi che già ci stanno. Si sfornano continui 'decreti sicurezza': anche oggi la teglia è servita, perfino con 'scudi' per i corpi d'armata. Si continuano a sfornare decreti sicurezza del cui numero se ne perde ormai il conto, come le versioni di certi sotfware popolari. L'andazzo di questi 'decreti sicurezza' dal 2017 a oggi - che con abili termini ha pervaso anche governi di sinistra, per chi se lo ricorda leggasi il memorabile "decreto per il decoro urbano" - è sempre lo stesso: sostituire uno Stato di Diritto con uno Stato di Polizia.
Vorrei poter credere che esistano ancora 'liberali' con un senso genuino delle garanzie, ma la vedo dura. Potremmo pur sperare, per chi ha ancora 'nelle corde' questo tipo di cose, che ci si sia un Garante e non un "arbitro", un Primo Magistrato d'Italia come lo chiamava Pannella, capace di mettere paletti 'dissuasivi' e di avvalersi di quel limitato paio di strumenti che la Costituzione pur attribuisce. Altrimenti si continua pericolosamente a scivolare verso l'ultra identitarismo, verso l'ultra nazionalismo arruffapopolo, verso l'intimo fascismo anche in chi ancora non lo coltiva in cuor suo, verso l'antieuropeismo da brexiter (Putin, Orban, Bibi e Trump ringraziano).
Minneapolis, St Paul. Rastrellamenti porta-a-porta, incursioni nelle case senza mandato alcuno. Entrerebbero anche con inganno, bussando alla porta come fattorini. La milizia di regime ICE ha alzato il livello di abusi (che era già oltremisura).
⏰ Sveglia tutti perdio
Paolo Borsellino non avrebbe certo riconsegnanto ai clan di Tripoli, con un volo di Stato, un ricercato internazionale come AlMasri.
Falcone non avrebbe certo consegnato le volanti della Polizia alla Mafia; come l'Italia ha consegnato, risorse 💰 e vedette ai clan libici.
Ciao
Intervista a Italo Di Sabato, @OssRepressione, curatore del libro "800 miliardi di motivi per dire no alla Fortezza Europa" (edito da Left)
A cura di @andreabillau@RadioRadicale@ODNDItalia
https://t.co/pnTUB7hC7m
🔴 Relatori ONU: "la Tunisia non può essere considerata un paese sicuro".
Per la prima volta un documento ufficiale di fonti ONU ora lo mette per iscritto 🖊️: "violenze e abusi sistematici contro i migranti, richiedenti asilo e rifugiati, donne e bambini inclusi, comprese le violazioni del diritto alla vita anche nel contesto delle intercettazioni in mare, siamo preoccupati per il fatto che porti tunisini non possono essere considerati un luogo sicuro per le persone soccorse in mare nei dettami obbligatori delle linee guida del Comitato per la sicurezza marittima".
Non solo respingimenti collettivi, non solo aggressioni e trattamenti inumani e degradanti interni al territorio tunisino, non solo espulsioni forzate dei Rifugiati da abbandonare nel deserto algerino e libico. La comunicazione ufficiale realizzata dai Relatori ONU, inviata allo stato tunisino, va anche oltre il contesto già conosciuto e documentato da Associazioni e quei pochi organi di Stampa (su tutti una memorabile inchiesta del Guardian n.d.r.).
L'inaccessibilità delle organizzazioni internazionali - tanto nei porti, quanto nei centri 'di terra' e che ricalca un preciso "schema dal settembre 2023 nel modus operandi delle forze di sicurezza" di Tunisi - si aggiunge alle mancate identificazioni dei Naufraghi: che non creano solo un impedimento al contatto con le relative famiglie ma ⚠️ lasciano spazio a una pericolosa (ri)esposizione alla Tratta di Persone per sfruttamento sessuale "da gruppi criminali che operano al confine di Algeria e Libia".
Una parte significativa del severo documento è dedicata anche alla c.d. Guardia Costiera Tunisina, che opera in modo difficilmente riconducibile al concetto di soccorso. Se ne denunciano le manovre aggressive in mare delle vedette tunisine (Made In Italy 🇮🇹) volte anche a provocare naufragi deliberati: ⚠️ "secondo le numerose testimonianze ricevute, molte persone, tra cui bambini, hanno perso la vita a causa di queste manovre e altre risultano disperse".
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Alcune considerazioni che l'oggettività della cronaca muove sul terreno politico (e giudiziario).
1) A differenza della Libia, sulla cui realtà infernale si perde ormai il conto dei documenti ufficiali rilasciati dalle componenti ONU, per la prima volta si mette nero su bianco che la Tunisia non è un luogo sicuro. Molte delle determinazioni pervenute dai giudici sulla LIbia, italiani ed europei, hanno potuto contare finora sulla produzione in atti delle fonti ONU: da oggi la Giurisdizione⚖️ ha un supporto documentale in più anche sulla Tunisia.
2) La 'requisitoria' che abita in questo documento OHCHR mette in mora - una voltà di più - l'aver certificato per legge, con decreto del governo Meloni, la Tunisia come 'paese sicuro'.
3) Idem, l'odierno e impietoso documento ONU, non fa brillare il memorabile '#TeamEurope' che portò alla photo opportunity finale Kaid Saied, Giorgia Meloni, Mark Rutte e l'attuale commissaria europea Ursula von der Leyen: precipitati a Tunisi il 16 luglio 2023 per la firma di un memorandum, che finora ha prodotto costi importanti e protolli criminogeni contro ogni legge e convenzione internazionale.
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Il documento dell'Alto commissariato ONU per i diritti umani (OHCHR) -sotto la forma della comunicazione ufficiale alla Tunisia - è stato redatto da: 1) il Relatore speciale sulla tratta di persone, in particolare di donne e bambini, 2) dal Gruppo di lavoro di esperti sulle persone di origine africana, 3) dal Gruppo di lavoro sulle sparizioni forzate o involontarie, 4) dal Relatore speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, 5) dal Relatore speciale sui diritti umani dei migranti e (6) dal Relatore speciale sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relativa intolleranza.
🇺🇳 Il testo integrale del documento OHCHR è integralmente consultabile nel 📁 database della agenzia ONU a questo link 🔗
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https://t.co/9DmcSWb6D3
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📍 SCA/RR #Migranti #DecretoFlussi #Piantedosi #PaesiSicuri #Tunisia #Libia #Algeria #GuardiaCostiera #Albania #ONG #ONU #OHCHR
Fake news di FDI servita da Libero via Viminale
⛔️ Le ONG non hanno boicottato e tantomeno compromesso l'operazione Albania. A dirci del 'flop' sono i numeri della seconda missione Libra: andare ai fatti.
⚠️ Dal 4 al 6 novembre con le vedette della Guardia Costiera⚓️🇮🇹 a Lampedusa sbarcano 1651 Naufraghi in 37 sbarchi.
📌 Dal 4 al 6 novembre le ONG salvano: 325 Naufraghi in 6 eventi SAR.
☑️ Nave Libra in area operativa 4 al 6 novembre: resteranno solo 8 Naufraghi a bordo (il 6 novembre mattina la nave della Marina Militare lascia l'area operativa a sud ovest di Lampedusa e fa rotta verso l'Albania).
Nel dettaglio complessivo dal 4 al 6 novembre
🧮 Lampedusa 1651 in 38 sbarchi via assetti Guardia Costiera + GDF + Frontex
- 4 Novembre 571 Naufraghi (in 12 sbarchi)
- 5 novembre 700 Naufraghi (16 sbarchi)
- 6 novembre 380 Naufraghi (in 10 sbarchi)
🧮 ONG: 325 Naufraghi in 6 eventi SAR dal 4 al 6 novembre.
- #OceanViking: 185 Naufraghi soccorsi il 6 novembre (in 3 eventi SAR): sbarcati a Genova il 10 novembre.
- #SeaEye5: 78 Naufraghi soccorsi (in due eventi SAR il 5 novembre e in un evento SAR in comune con TrotamarIII il 6 novembre): sbarcati a Pozzallo il 7 novembre.
- #TrotamarIII: 62 Naufraghi soccorsi (da un evento SAR il 6 novembre in comune con SeaEye5): sbarcati a Lampedusa il 6 novembre.
🧮 Nave Libra dal 4 al 6 novembre
- 8 Naufraghi a bordo (il 6 novembre mattina la nave della Marina Militare lascia l'area operativa a sud ovest di Lampedusa e fa rotta verso l'Albania).
L'improvvida storia, rilanciata via social card da FDI, viene servita in un pezzo scritto da Fausto Carioti su Libero, che cita un "documento del ministero dell’Interno".
https://t.co/JW9BmHn6g2
Quello che Carioti e Libero omettono ai loro lettori (di conseguenza anche FDI e il resto dell'infosfera retequattrista):
- I numeri veri e omessi degli sbarchi arrivati a Lampedusa: 1651 Persone - contro le 8 di Libra - soccorse e sbarcate con assetti militari di Guardia Costiera Italiana, GDF e Frontex (il pezzo arriva anche nell'audace impresa di non menzionare mai il nome dell'isola delle Pelagie).
- Nel lamentare che le ONG non hanno consegnato i Naufraghi soccorsi alle autorità italiane, viene tralasciato un 'dettaglio': il protocollo prevede che le intercettazioni in mare, finalizzate alle deportazioni in Albania, vanno eseguite da assetti militari italiani 🇮🇹.
- Nell'additare un ruolo di boicottaggio delle ONG con soccorsi a sud dell'area operativa di Nave Libra, si omette che: il decreto Piantedosi punta a togliere via le navi ONG dalle zone SAR senza che possano restare per giorni in area, con assegnazioni immediate del porto di sbarco in porti lontani (Ocean Viking infatti andrà a sbarcare a Genova!).
- Nell'additare un ruolo di boicottaggio delle ONG con soccorsi a sud dell'area operativa di Nave Libra: viene omesso che, col protocollo Albania, la nave della Marina Militare viene posizionata all'interno della piccola area SAR italiana a circa 21 miglia sud ovest di Lampedusa.
https://t.co/37rTCFIY53
- Nell'additare un ruolo di boicottaggio delle ONG con soccorsi a sud dell'area operativa di Nave Libra si tralascia come gli assetti navali militari coinvolti nell'operazione Albania non vanno più a sud di Lampedusa a bypassare le navi ONG 1) per evitare di doversi smentire sulla bufala-delle-bufale conosciuta come fattore di attrazione "pull factor" (o "calamita" come ama chiamarla il direttore editoriale di Libero) già ampiamente smentita da fatti, numeri e perfino dal capo stesso di Frontex in audizione parlamentare e (2) per non mettersi in ridicolo rispetto ai costosi 💰 accordi - finalizzati ai respingimenti illegali in Libia - che l'Italia ha imbastito coi criminali libici spacciati per 'guardia costiera'.
- Nell'additare un ruolo di boicottaggio delle ONG con soccorsi a sud dell'area operativa di Nave Libra, Libero sostiene che le ONG avrebbero scelto quel paio di imbarcazioni con nazionalità "eleggibili" a bordo, da sottrarre alla deportazione in Albania. Quello che Libero e Carioti non dicono ai loro lettori (idem FDI) è che tra i 1651 sbarcati a Lampedusa nei giorni della Libra - a leggere i dati disaggregati degli sbarchi - ci sono anche nazionalità "eleggibili" secondo il c.d. DL Paesi Sicuri come Tunisia, Egitto e Bangladesh: arrivati nell'isola con i mezzi militari italiani e non certo con le ONG.
Libero ha preferito coltivare una nota imbastita dagli apparati del Viminale, che monta un inesistente 'boicottaggio' delle ONG sull'operazione Albania: non i dati veri, dunque i fatti, che smentiscono improvvidi assunti (dati che pur sono in possesso anche del Ministero dell'Interno).
#Albania #Libra #NaveLibra #PaesiSicuri #Migranti #Libia #Libya #Albania #UNHCR #OIM #ONG #Piantedosi #Lampedusa
🔴 Il Tribunale di Palermo: "imminente apertura del Centro di trattenimento per i rimpatri presso il comune di Porto Empedocle".
⚖️ Giudici precettati in pieno Ferragosto, alcuni costretti a rientrare dalle ferie.
Fallite al governo le operazioni al centro di Modica/Pozzallo - dopo le mancate convalide del tribunale di Catania a firma dei giudici Apostolico e Cupri - il governo in pieno ferragosto riprova a mettere 'in gabbia' i richiedenti asilo con la detenzione amministrativa, spostando la competenza in altro distretto.
🕵️ L'ufficialità in due circolari che abbiamo potuto visionare in esclusiva a Radio Radicale - una del presidente della sezione immigrazione del capoluogo siciliano Francesco Micela e una presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini - che confermano la creazione di un nuovo Centro di Trattenimento per i Rimpatri accelerati nei cosiddetti "paesi sicuri di provenienza" secondo i dettami del c.d. decreto Cutro.
⚠️ "Materia delicata per la natura dei diritti in questione": la prima circolare.
La prima circolare viene diffusa il 30 luglio proprio dal presidente Micela che guida la prima sezione civile. Dedicata al diritto familiare e alla condizione della Persona, la prima sezione ha in carico anche la Sezione Specializzata in materia di Immigrazione e Protezione Internazionale.
🖊️ "Come già informalmente anticipato, faccio presente che soltanto lo scorso 25 luglio la Questura di Agrigento ha comunicato - in modo del tutto informale - che per la prima volta nel territorio di nostra competenza sarà operativo, fra pochi giorni, un centro destinato ai trattenimenti alla frontiera, di cui all’art. 6 bis del decreto legislativo 18 agosto 2015, n, 142 (introdotto con il decreto legge n. 20 del 2023, convertito con la legge n. 50 del 2023)". La circolare Micela inizia con qualche disappunto per la tempistica, anche solo all'annuncio informale da parte della questura di Agrigento. Nella circolare il presidente, opportunamente, avverte i giudici togati come la materia si mostra "molto impegnativa e delicata sia per la natura dei diritti in questione" anche in relazione alle modifiche apportate dal Viminale sulla c.d. cauzione contempata dal decreto Cutro, recentemente rimodulata dopo le mancate convalide del caso Apostolico: e dopo una impugnativa a sezioni unite in Cassazione prima accesa e poi ritirata proprio dal governo.
https://t.co/3I8Dmrbpj8
La circolare Micela si conclude con un invito a "trattare personalmente i relativi procedimenti di convalida, senza delegare i giudici onorari" in ottemperanza alle determinazioni della Cassazione (3141/2024), aggiornando i componenti della prima sezione civile ai primi di settembre per un confronto "sia sulla specifica materia in questione, sia sulla portata e sulle ricadute, in termini organizzativi".
📈 "Provvedimenti organizzativi": la seconda circolare.
Il 5 agosto è il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini a far passare da uno stato informale a uno stato ufficiale l'operazione Porto Empedocle del governo.
🖊️ "Con nota del giorno 1 agosto 2024, il Capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria presso il Ministero della Giustizia ha formalmente comunicato l’imminente apertura del Centro di trattenimento per i rimpatri (di cui all’art. 7- bis del D.L. n.20 del 2023, convertito con L. n.50 del 2023) presso il comune di Porto Empedocle". Essendo agosto, piena rituale pausa feriale degli uffici giudiziari, Morosini allerta i giudici civili del distretto sulla "adozione degli opportuni provvedimenti organizzativi" per la tabella feriale dell'anno in corso "in considerazione della natura dei diritti in questione e al fine di salvaguardare la speditezza delle indicate procedure": già un giudice "rientrerà appositamente in servizio" dal 16 al 23 agosto per "i fascicoli relativi alle convalide in materia di protezione internazionale".
📄 Fin qui la cronaca sull'ufficialità della 'mossa' Piantedosi, emersa dalle circolari del Tribunale che abbiamo rintracciato, a conferma anche di un preallerta già lanciato sul Manifesto del 31 luglio in un articolo di Giansandro Merli.
https://t.co/A82XUpZEzx
☀️ Ferragosto diritto mio non ti conosco
Sulla "natura dei diritti in questione" evocata dal presidente Morosini, gli iscritti all'ordine giudiziario del capoluogo siciliano in punto di fatto e di diritto ora dovranno affrontare un Apostolico déjà vu. Eventuali inagibilità del diritto d'asilo e del diritto di difesa, paesi sicuri fissati per decreto già non ritenuti tali da diversi tribunali, praticabilità delle cauzioni, eventuali omissioni e vizi di forma sui provvedimenti di Polizia per trattenimenti e rimpatri. Le librerie del 'Palazzaccio' sono ormai letteralmente piene di ordinanze che hanno accolto i ricorsi dei migranti avversi a trattenimenti, procedure di rimpatrio accelerato e denegata protezione internazionale: a tal punto che - a ogni nuova pronuncia - i giudici della Cassazione sono costretti ad allungare il numero delle pagine delle ordinanze, elencando dozzine di determinazioni della loro stessa Corte Suprema. Un identico numero di richiami alle pronunce della Cassazione, abita per quantità nelle ordinanze dei tribunali di tutta Italia: non solo in quello di Catania.
Se da una parte il tribunale di Palermo, come è giusto che sia, sta organizzando in emergenza gli uffici nella sua giurisdizione; dall'altra, il Viminale spera di far partire nell'immediato questo CTR 'alternativo' non solo per sottrarsi al distretto di Catania ma confidando che gli avvocati della Sicilia occidentale esperti in materia (pochi) siano forse distratti dalle ferie per poter raccogliere deleghe utili alle assistenze legali e alla presentazione dei ricorsi.
🔍 Dove sta questo nuovo Centro di Trattenimento e Rimpatri?
Porto Emedocle è una operazione così 'trasparente' che al momento non si vede nemmeno fisicamente. Non ci è dato sapere quale sarà la struttura destinata al Centro di Trattenimento per i Rimpatri (che per comodità in acronimo andremo a chiamare CTR). L'attuale hotspot di Porto Empedlocle venne imbastito l'anno scorso dal Viminale con la decretazione, rinnovabile, sullo 'stato di emergenza'. La gestione dell'hotspot di Porto Empedocle è attualmente affidata ancora alla Croce Rossa Italiana, al cui ente finora non risultano aree interne destinate a un CTR ex decreto Cutro, come già fatto all'interno dell'Hotspot di Modica/Pozzallo. La Croce Rossa inoltre per statuto non può gestire strutture detentive, in quel caso l'ente fondato da Henry Dunant dovrebbe automaticamente esonerarsi dalla gestione. Siamo dunque in una "imminente" apertura del nuovo CTR ma senza saperne dove e in carico a quale gestore di quello che ormai viene definito un settore dell'impresa detentiva. Nell'imminenza "dell'imminente" una attività ispettiva dei parlamentari potrebbe forse rivelarne uleriori dettagli, portarne a conoscenza esistenza e ubicazione e - hai visto mai - verificarla fisicamente a Porto Empedocle.
12 agosto 2024
SCA/RR
#Migranti #Piantedosi #Cutro #Tunisia #Giustizia #Apostolico #Catania #Palermo #Agrigento #PortoEmpedocle
https://t.co/p9BEZaesc6 Oggi alle 17,30 il @CircoloLettori ospiterà il volume "Per un nuovo universalismo. L’apporto della religiosità alla cultura laica" di #AndreaBillau. Interverranno con il curatore Stefano D’Errico e Michele Bonmassar, moderati da Mauro Belcastro @Riforma_it
«Il dramma che le donne in Afghanistan vivono è l'esclusione per volere dei taleban dal loro percorso di istruzione»
Su @RadioRadicale l'intervista di @andreabillau a Viviana Daloiso e @NellaMariani autrici insieme a @luciacapuzzi1 di "Noi afghane"
👇https://t.co/ju1JcATI1S
Oggi trovate il qui cronista a pagina 3 di Le Monde in un 'ritratto' a firma di Allan Kaval.
Può essere letto qui
https://t.co/7OB3Kck4a2
.. oppure ascoltato in podcast, in una buona parte, nella Rassegna Stampa Estera curata da David Carretta
https://t.co/sVckyIty91
(segue🧵)
No-no Mr Varhelyi. Più si danno vedette a questi criminali - che sono parte della filiera del traffico - e più verranno respinti per poi ri-pagare riscatti in uscita dai lager e quota per re-imbarcarsi sulla costa: più vedette si danno e più gli moltiplicate gli affari. Vergogna.
Nell’intervallo di #SenegalOlanda ascoltatevi #Africana di oggi con @andreabillau.
Perché questo mondiale per le africane è diverso? E quanto figo è Aliou Cissé?
https://t.co/YAhWoKgnS4
Su @RadioRadicale con @andreabillau abbiamo parlato di giovani vittime della tratta, della difficoltà a farle emergere dallo sfruttamento, della necessità di un supporto a quelle che sono già mamme e i cui figli vengono spesso usati come arma di ricatto. https://t.co/zUJl49tCSX
🇷🇼 Grazie a una sentenza Cedu, è stato bloccato (per ora) il primo volo che avrebbe dovuto trasferire richiedenti asilo da UK al Ruanda.
Cosa c'entra questo con l'Arsenal e con il turismo?
La puntata di #Africana, su @RadioRadicale con @andreabillau.
▶️ https://t.co/wjllLDHPy0