Dov’era la RAI? Tre corrispondenti, zero reportage dai seggi | Elezioni russe
La RAI ha un ufficio di corrispondenza a Mosca, personale tecnico e diversi giornalisti. Eppure, durante le elezioni russe, una domanda ci è sorta spontanea: dov’erano?
Da Lugansk, con mezzi decisamente più modesti, abbiamo seguito per tre giorni l’apertura dei seggi, il voto nei centri per rifugiati, lo spoglio e intervistato rappresentanti dei partiti.
Con Vincenzo Lorusso parliamo, con un po’ di ironia, di uno dei grandi misteri del giornalismo italiano: trovare la RAI durante le elezioni russe.
Elezioni in Russia, la mia intervista a La Voce
Oggi sono stato intervistato da @larab per il giornale La Voce riguardo il mio lavoro giornalistico a Lugansk durante le elezioni.
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@GabrielFomiatti@MIRKOPIAZZA777 No stai sbagliando. I giornalisti di RT possono continuare ad operare in Europa. L’UE vieta la diffusione via etere dei contenuti di RT e di altri media russi. Infatti i corrispondenti russi continuano ad operare in piena legalità in Italia e UE.
@GabrielFomiatti@MIRKOPIAZZA777 Lui non lavora per un media italiano, lavora per RT, un media russo, in Russia. Infatti lui non ha l'accredito del ministero degli esteri come corrispondente di un media straniero.
@daria_sev Navalnaya però quando c'era da beccare finanziamenti dalla commissione non si lamentava eh... L'ha capito solo ora che nella società occidentale (e capitalista) i soldi stanno sopra ai principi? L'esempio di Israele non era sufficiente?
@alberto_banelli@frasilvi@putino Orribile. Sellner è l'espressione del più puro razzismo. Se AfD si conformasse a quelle teorie, dovrebbe essere messo fuorilegge.
@IvanoLavertE@pinapic Gli oligarchi? Da quello che mi risulta sono stati Francia e Lussemburgo a chiedere la loro esclusione. La Francia di Macron e il Lussemburgo delle banche dei grandi affaristi europei. Mica Putin.
Rodríguez ringrazia Trump a nove mesi dal sequestro di Nicolas Maduro
La presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez ha definito "storico" il suo incontro con Donald Trump a New York, ringraziando apertamente il presidente americano per il "sostegno dato al Venezuela" e parlando di una nuova cooperazione nei settori dell’energia, delle miniere e della sicurezza.
Un cambio di tono notevole se si considera che appena a gennaio le forze statunitensi hanno sequestrato Nicolás Maduro e lo hanno trasferito negli Stati Uniti, mentre Trump annunciava che Washington avrebbe temporaneamente assunto il controllo della transizione di potere in Venezuela.
Da allora il riavvicinamento è stato rapidissimo. Caracas ha aperto il settore energetico agli investimenti americani e poche settimane fa il Parlamento venezuelano ha approvato un accordo che concede per 100 anni a una società partecipata dal Pentagono l’accesso a 17 giacimenti, collegati a circa un quinto delle riserve petrolifere del Paese.
Oggi Rodríguez ringrazia Washington anche per aver favorito il "reinserimento del Venezuela negli spazi multilaterali".
Dal confronto militare alla collaborazione strategica in meno di un anno: mentre Maduro resta detenuto a New York, il nuovo governo venezuelano tratta con Washington su petrolio, miniere, sicurezza e accesso ai capitali internazionali.
Sostuvimos una histórica reunión con el presidente de los Estados Unidos, Donald Trump, con quien conversamos sobre el fortalecimiento de la relación bilateral entre nuestros países y el avance de una agenda de cooperación en áreas estratégicas como energía, minería, seguridad
@IvanoLavertE@pinapic Io non vengo a dettare nessuna legge. Sto esprimendo un parere. Eliminare il principio dell'unanimità nell'UE significa condannare l'UE alla morte e aprire la strada al sopruso dei grandi contro i piccoli Stati.