Oggi al Simposio Nazionale della Famiglia Vincenziana, dedicato ai giovani. Insieme abbiamo tratteggiato un percorso attraverso la Parola di Dio ma anche la cultura.
L’augurio che rivolgo loro è di coltivare sempre l’inquietudine, che è scintilla vitale e fremito di speranza.
C'è una notizia passata in sordina che merita di avere invece una grande cassa di risonanza.
Agli ultimi "International Photography Award", chiamati anche gli "Oscar della fotografia" (uno dei concorsi fotografici più importanti al mondo), il premio "Sport Photographer of the Year 2026" è stato vinto da un ragazzo italiano.
Un fotografo italiano di basket.
Si chiama Davide Bastianelli, e il suo straordinario progetto che gli ha permesso di vincere si intitola "Momentum".
Davide ce lo ha raccontato: "Sono entrato per la prima volta nel palazzetto di Pesaro 4 anni fa, e da quel momento, non ho più smesso di andarci. Sin dal primo scatto, ho capito che il basket sarebbe diventato parte di me e della mia vita fotografica.
In questo clima artistico-sportivo nasce 'Momentum': da un errore fotografico...
Un giorno ho messo a fuoco per sbaglio le mani di due giocatori che stavano andando a rimbalzo, e mi sono innamorato di quelle mani, così protese verso l'alto, che ho in seguito deciso di crearci attorno un vero e proprio stile personale (nonostante non abbia inventato io questo tipo di fotografie, ci mancherebbe).
L'idea nasce nel momento in cui sono diventato studente all'ISIA di Urbino (la mia città), nei due anni di magistrale, parlandone con i professori e con i miei colleghi mi sono dato l'obiettivo di raccontare il basket pesarese in maniera nuova, attraverso foto in bianco e nero alternate a foto mosse, dove il palasport si racconta da solo attraverso i suoi silenzi, i suoi dettagli.
'Momentum' è la mia tesi di laurea magistrale, un vero e proprio libro autoprodotto di 300 pagine di fotografie riguardanti il basket e la VL Pesaro.
È un progetto fotografico che indaga il corpo sportivo come luogo di tensione tra istante e movimento. Attraverso il linguaggio del bianco e nero, le immagini sottraggono il superfluo per concentrarsi sulla struttura del gesto, e sulla tensione muscolare. Il basket diventa così uno spazio di osservazione del corpo come costruzione sociale e simbolica.
Il mio sogno per 'Momentum'? Riuscire a trovare un editore che mi aiuti a pubblicare questo libro. Ad oggi potete consultarlo soltanto in ISIA, oppure al Foto Book Mania a Bologna in questi giorni."
Il basket italiano difficilmente ruba la scena a livello internazionale. Questa volta, però, dovremmo con orgoglio far sapere a tutti che il premio più importante a livello fotografico mondiale, nella sezione sport, è stato vinto da un ragazzo italiano grazie al suo lavoro nel basket.
Merita di pubblicare un libro.
Merita di essere celebrato da tutti.
(le altre foto nei tweet qui sotto ⬇️)
«Mettete ogni impegno per aggiungere alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza la temperanza, alla temperanza la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’amore fraterno, all’amore fraterno la carità.»
(Dalla seconda lettera di s. Pietro 1, 7)
Il vero coraggio non è l'audacia sfrontata di un solo atto eroico. Dovremmo esaltare chi è coraggioso nella quotidianità, per esempio all'interno della propria famiglia, anche quando la fedeltà ai propri doveri è costosa e silenziosa e non riceve alcuna ricompensa.
"Grazie mille per tutti i commenti razzisti sotto ai nostri post. Ci avete dato la carica!"
Domenica sera, dopo il trionfo dell'Italia Under 20 agli Europei di basket, David Torresani ha pubblicato queste parole sui suoi social.
"Mi ricordo quando sui social della Nazionale è stata pubblicata la nostra foto di squadra prima degli Europei: c'erano molti commenti razzisti, derisori e denigratori nei confronti di me e dei miei compagni. Qualcuno ci è rimasto abbastanza male, ma in linea di massima, è una cosa che ci ha dato una carica aggiuntiva per vincere le partite.
Spesso, i profili di chi scrive certe schifezze, sono profili falsi o comunque con nomi e foto finti. Mi chiedo il perchè molti non ci mettano la faccia. Probabilmente perchè sono dei codardi.
A prescindere da tutto, questo clima sui social non ha per nulla rovinato l'atmosfera: abbiamo ottenuto un risultato incredibile e ancor oggi mi sembra di vivere ancora dentro a un sogno".
David Torresani, 20 anni, playmaker di Treviso in Serie A, e futuro della pallacanestro italiana: i nostri giovani hanno molto più cervello e sensibilità di tanti adulti.
Chapeau.
Il miglior regalo che possiate farvi oggi è ascoltare, e divulgare, le parole di Angela Procida, nuotatrice di 24 anni che ieri sera ha perso il Bronzo per soli 2 centesimi nella finale dei 50metri dorso alle Paralimpiadi.
(via @grande_flagello)
L’abbraccio forte e sincero di #Spalletti al giornalista Marco #Nosotti che ha perso la moglie nei giorni scorsi ci ricorda quali sono le cose importanti della vita.
#EURO2024
(Fonte Video: Sky Sport)
#Mattarella: Uno Stato - per quanto potente, per quanto dotato di un minaccioso arsenale nucleare – non può pensare di violare, senza sanzioni, principi come quelli della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza di un altro Paese
Questa mattina è accaduta una cosa meravigliosa, una delle più belle in assoluto da quando esiste il nostro blog: prendetevi due minuti di tempo e proseguite nella lettura, anche per capire lo straordinario significato di questa foto.
Ousmane Diop è il centro della @dinamo_sassari, un ragazzo di 23 anni con una storia complicata alle spalle. Ha lasciato la famiglia in Senegal a 13 anni facendo una promessa a mamma e papà: "Tornerò quando diventerò un giocatore di basket e avrò i soldi per comprarvi una vera casa".
A 13 anni, in Italia, ha dormito per la prima volta in un letto da solo: prima lo condivideva con due fratelli.
Tra Udine, Torino e Sassari, è esploso il suo talento che gli ha permesso oggi di diventare un grande giocatore di Serie A.
L'anno scorso, dopo non aver visto la sua famiglia dai 13 ai 22 anni, è tornato in Senegal e ad accoglierlo c'erano i genitori in lacrime davanti alla porta di quella nuova casa comprata dal loro bambino, nel frattempo diventato uomo.
Questa mattina, all'Istituto Comprensivo San Donato, la scuola e il rione più multietnico e problematico di Sassari, le maestre hanno proiettato in classe il video che abbiamo realizzato due mesi fa nel quale Ousmane racconta la sua storia (questo https://t.co/rYhwRL6xnn).
Nella saletta-cinema della scuola c'erano un centinaio di bambini dai 6 ai 13 anni.
L'obiettivo era quello di dare un messaggio di speranza a dei bambini che vivono in condizioni non facili.
Alla fine della proiezione alcuni bambini si sono commossi, altri erano impazziti per la presenza di Ousmane.
Il bambino al centro della foto è un bambino di 6 anni nigeriano, che è rimasto particolarmente colpito dalla storia di Ousmane.
Ousmane, vedendolo piangere, è corso ad abbracciarlo.
L'abbraccio che vedete in questa foto rappresenta secondo noi la grandezza dello sport.
Lo sport abbatte confini, dà speranza, è inclusivo, crea condivisione, rafforza i legami, permette di divulgare messaggi positivi.
Ringraziamo @LegaBasketA che ci ha dato la possibilità di realizzare questo video che ha colpito molte persone. Ringraziamo la @dinamo_sassari che ha dato una grande mano per la realizzazione di questo incontro, e la @bibliopopsport che per prima ha avuto l'idea di portare il nostro video in una scuola.
Se qualcuno ci ponesse la domanda "Ma perchè 12 anni fa avete creato un blog di basket?", risponderemmo mostrando questa foto.
- marzo 2023, vicino a Vicenza un'arbitra di 15 anni viene aggredita fisicamente da un genitore al termine di una partita Under 15 maschile.
- aprile 2023, a Prato, durante una partita di Serie D, uno dei due arbitri viene insultato per tutta la partita per il colore della sua pelle
- maggio 2023, al termine di una partita Under 14 in Toscana, alcuni genitori attendono l'uscita di un giovane arbitro di origini senegalesi per insultarlo con frasi razziste. "È la terza volta in un anno che mi capitano cose del genere" dichiara in seguito
- novembre 2023, durante una partita Under 17, un genitore insulta una giovane arbitra per tutta la partita, augurandole di fare la fine di Giulia Cecchetin.
- gennaio 2024, a Ferrara durante una partita Under 14, un giovane arbitro di origini cinesi viene offeso per tutte la partita con insulti razzisti
- dieci giorni fa, in provincia di Padova, durante una partita Under 13, dei genitori rivolgono offese razziste ad un giovane arbitro
- la settimana scorsa, vicino a Salerno, al termine di una partita di Serie D, un individuo colpisce con calci e pugni entrambi gli arbitri, finiti in ospedale. La FIP Campania decide di sospendere il campionato nell'ultimo week end.
- sabato scorso, due giorni fa, nelle Marche, a 7 minuti dalla fine di una partita Under 14, un genitore invade il campo e colpisce in faccia con un pugno un giovane arbitro. La partita viene sospesa.
Questi sono solo alcuni degli episodi più eclatanti dell'ultimo anno, con un'escalation negli ultimi dieci giorni.
Quello che sta accadendo ultimamente ai danni di tanti giovani arbitri è uno scempio che deve far riflettere tutti. La mancanza di rispetto nei confronti di una figura importante tanto quanto quella del giocatore o dell'allenatore, è diventata ormai una consuetudine assodata.
Sempre più persone pensano che l'arbitro non meriti rispetto in quanto arbitro, in quanto figura che sbaglia, che fa perdere le partite, che rovina il pomeriggio dei figli, che non fischia i falli giusti, e poi il 5 avversario è sempre in fuorigioco e quel cornuto non lo vede mai.
In aggiunta, nell'ultimo anno, sono anche in crescita episodi di razzismo: il peggio che la mente umana abbia mai partorito.
Il fatto che tutto ciò accada sempre più spesso in partite dove in campo ci vanno bambini e ragazzini, aumenta la drammaticità del problema perchè in aggiunta ad arbitri vessati, aggrediti, picchiati, ci sono anche figli che crescono in famiglie alle quali andrebbe levata la potestà genitoriale.
Se non si fa qualcosa di concreto, a livello educativo, formativo, di progetti a lungo termine che insegnino in maniera mirata cosa sia lo sport e come lo si debba vivere, questo identico post varrà anche per gli anni a venire.
Un abbraccio a tutti gli arbitri di basket, e grazie per il coraggio che dimostrate nel ricoprire questo ruolo.
Secondo il leader della Lega va contro la democrazia impedire a un «bravo» politico di ricandidarsi, ma anni fa la pensava all’opposto: https://t.co/kEuaSzpUvJ
Grazie a questo blog negli anni abbiamo avuto la possibilità di conoscere tantissime persone. Lui è Dylan Rinco, un ragazzo di Verona che abbiamo incontrato per la prima volta due anni fa. Un ragazzo con le idee chiare, che ci ha chiesto consigli riguardo al suo progetto: "Ho in mente un'idea dal titolo 'I Fight The Cancer', mi piacerebbe raccontare la mia storia per dare speranza e coraggio a tutti quelli che si possono trovare nella mia stessa situazione". Queste parole ce le ha dette in una palestra, dov'era venuto appositamente per conoscerci. Aveva lo sguardo provato, non scandiva bene le parole e per questo si è scusato più volte per la sua lentezza nel parlare. Ma sorrideva. Sempre. Aveva una rarissima forma di tumore al cervello, che colpisce una persona su 1 milione. Aveva subito diversi interventi, e da mesi era sottoposto a cicli di chemioterapia a Bologna.
In questi due anni di malattia Dylan, sui suoi profili, ha creato qualcosa di straordinario. Ha raccontato la sua battaglia in modo diverso dal solito: era lui che intervistava i suoi amici per sapere come stessero vivendo la sua malattia. Sono video in cui non si piange, non si fa della retorica o del pietismo, si ride. Si ride tanto.
Dylan è un grandissimo appassionato di basket, ci giocava, aveva anche il logo "Air Jordan" tatuato sulla schiena. Andava a vedere Verona ed anche la Fortitudo, due società che gli sono state molto vicine. Negli ultimi mesi siamo diventati amici, ci ha confidato alcune cose intime, si è commosso quando gli abbiamo regalato la maglia della Nazionale qualche settimana fa.
Abbiamo conosciuto un sacco di persone in questi anni, dicevamo. Ma una persona così forte, determinata, e che ci ha travolto di sensazioni così belle e positive, non l'avevamo mai conosciuta.
Due giorni fa ci ha inviato un messaggio per chiederci come fosse stato vedere una partita NBA a Parigi: "L'anno prossimo, se sto meglio, mi mettete in valigia ok?".
Dylan ci ha lasciato ieri pomeriggio, aveva 25 anni.
Pochi giorni fa aveva presentato sui social "Terzo Tempo", un nuovo progetto. Il primo tempo è stata la sua vita fino ai 23 anni, il secondo tempo è stata la sua vita quando ha scoperto la malattia, il terzo è l'eredità che ha lasciato ai suoi amici e al basket che tanto amava: "Voglio portare la consapevolezza agli occhi di tutti e sfatare questo Tabù per far capire a tutti che può succedere una cosa così a chiunque, non è una cosa lontana. È iniziato tutto a Novembre 2021 e proseguirà ancora un po’. Questa esperienza ti trasforma. Trasforma la tua visione della vita, come vedi le tue relazioni personali e trasforma te stesso. Dopo questa esperienza potrai essere la versione migliore di te stesso".
Grazie per averci permesso di conoscerti.