@fedezille@DAZN_IT@FIGC@marcorusso992 E ringraziamo anche Beppe Bergomi, che dopo Compagnoni e Caressa stranamente "omertosi" e, in attesa del signor direttore @FedericoFerri, su @SkySport, che stasera ha trasmesso la partita, ha voluto far presente quanto accaduto allo Stadium.
Campioni oltre che Uomini si nasce 🤷🏻♂️
@ncorrasco Abbiamo 1 attaccante e mezzo titolare, il resto non sono giocatori che ti cambiano nulla davanti in europa, parliamoci chiaro. In ogni caso oggi buona prestazione
DAZN mi ha fatto rimuovere due monologhi sul pezzotto.
Due video in cui facevo quello che faccio da sempre: satira.
Non promuovevo la pirateria.
Ironizzavo sul costo del calcio e su una comunicazione che, a volte, sembra raccontare il pezzotto come il più grande problema del nostro Paese. 😂
Potevo incazzarmi.
Potevo fare il terzo monologo.
Ho fatto una canzone.
📺❌ IL PEZZOTTO NO.
Perché in Italia puoi fare quasi tutto…
MA IL PEZZOTTO NO. 🎶
“Ma il tempo dei diritti è questo. Tra il qualcosina e il nulla io scelgo qualcosina”
Laura Ravetto nel 2016 voto per le #unionicivili. Una delle poche dentro il centro destra.
Era in Forza Italia. Poi passò alla Lega.
Oggi in Futuro Nazionale con #Vannacci vuole abolirle.
Ad Amatrice, a 10 anni dal terremoto, l’80% degli sfollati vive ancora in abitazioni di emergenza. L’avanzamento resta parziale #ANSA https://t.co/ZPfnx8yaMf
Le uscite di Asllani e Frattesi, che a gennaio erano le partenze di Luis Henrique e Diouf, che 2 anni fa erano le partenze di Arnautovic e Correa, che 3 anni fa erano le partenze di Sensi e Sanchez, che 4 anni fa erano le partenze di Dalbert e Gosens
🚨‼️Ancora una volta, è il Corriere dello Sport a smontare in maniera pesantissima le intercettazioni pubblicate sull'inchiesta arbitri. In particolar modo, l'attenzione è su quella che coinvolge Giorgio Schenone. Addirittura non si parla nemmeno di arbitri in quella intercettazione mentre il Corriere della Sera la citava per un presunto desiderio dell'Inter di non avere Sozza per la partita con il Verona.
"Fra le tante telefonate al vaglio degli inquirenti, quella che ha coinvolto Rocchi, il responsabile per i rapporti con i club, Riccardo Pinzani, e Giorgio Schenone, referee manager dell’Inter. Pinzani riferisce a Rocchi che lo ha «chiamato Schenone» ma l’ex designatore lo interrompe subito, dicendo di sapere che l’Inter rompe le... scatole.
Pinzani riprende: «Schenone m’ha detto: “Guarda, so che Marotta ne stava parlando con Viglione», quest’ultimo capo dell’ufficio legislativo della Figc.
«Mi hanno chiamato - riprende Rocchi - mi hanno rotto i coglioni, te lo dico io».
La trascrizione, decontestualizzata, potrebbe sembrare avere una rilevanza. In realtà, le testimonianze portate dallo stesso Rocchi, da Pinzani e da Schenone, oltre che dall’avvocato Viglione, ne tratteggiano un quadro diverso.
Il discorso non è sull’operato di un arbitro (si parla di Sozza per Verona-Inter) ma sulla mancata pubblicazione, all’interno di Open VAR, del video inerente il mancato rigore su Bisseck in Inter-Roma.
Lo hanno raccontato gli stessi protagonisti agli inquirenti: Schenone lo aveva riferito a Pinzani (che è lì apposta per avere rapporti con i manager delle società) che lo aveva riferito a Rocchi. E Viglione cosa c’entra? Nulla, appunto, se non che da responsabile legale della Federcalcio, aveva espresso parere favorevole alla messa in onda del filmato. Nessun potere occulto, nessuna manovra. Come dimostrato dalla mancanza di intercettazioni con Marotta e Viglione. E dalla richiesta di archiviazione"
Le dimissioni anticipate dell’ad di Ferrovie dello Stato Stefano Donnarumma rappresentano un segnale preoccupante per FS e per il Paese.
Il Ministro Salvini, invece di prendersi le proprie responsabilità, scarica su un manager di grande esperienza e competenza i propri fallimenti politici e comunicativi.
Ancora più preoccupante sarebbe la sostituzione di Donnarumma con Gianpiero Strisciuglio, uomo di fiducia di Salvini, oggi già ad di Trenitalia.
Proprio la nomina un anno fa di Strisciuglio ad amministratore delegato di Trenitalia aveva sollevato molte perplessità ed era costata al governo una lettera della Commissione Europea, che chiedeva spiegazioni per il passaggio di poltrona da amministratore della Rete Ferrovaria (RFI) a quello di Trenitalia.
Insomma, nonostante questi passaggi da una partecipata all’altra non fossero ben visti dall’UE, visto che dovrebbero essere organismi indipendenti tra loro, Salvini già in passato era andato avanti dritto per la sua strada, promuovendo il “suo uomo”.
Con la scusa di ritardi e “nuove fasi”, ora Salvini promuove nuovamente il suo protetto Strisciuglio alla guida dell’intero gruppo di Ferrovie dello Stato, mandando a casa prima della conclusione del mandato un manager competente nel mezzo di un importante processo di riqualificazione dell’azienda, anche sul piano internazionale.
Una pessima operazione che allontana il secondo Ad di partecipate di grande capacità dopo quanto già accaduto in Leonardo con Roberto Cingolani.
Il governo dimostra ancora una volta di preferire i più vicini, a cui fa fare rapidamente grande strada, ai più competenti.
Cerimonia di intitolazione della scuola secondaria di primo grado di Portella di Mare, a Misilmeri, nel Palermitano, alla giovane Sara Campanella, studentessa del corso di laurea triennale in Tecniche di laboratorio biomedico dell'Università di Messina, vittima di femminicidio il 31 marzo 2025. La ragazza aveva frequentato proprio quell'istituto.
"La scomparsa di Sara ci ha lasciato atterriti, ha colpito tutti. Siamo qui tutti insieme oggi per ricordare Sara e insieme dimostriamo che riusciamo a essere uniti quando c'è da sconfiggere un grande nemico: la violenza", ha detto il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, partecipando alla cerimonia.
La Regione ha istituito un fondo annuale di 50 mila euro per finanziare borse di studio dedicate alla studentessa universitaria assassinata, approvato con sostegno unanime del Parlamento siciliano nella legge di variazione di bilancio a giugno scorso.
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video Facebook di Giusto Lo Gerfo