CI VUOLE CORAGGIO E SPREGIO DEGLI ITALIANI CHE VIVONO IL TERRORE NELLE STRADE, a dire che non si preoccupa dell'immigrazione. Certo vivendo al Colle e uscendo protetto da decine di guardie del corpo e macchine, non ha neanche idea di cosa viva la gente sui treni, nelle strade, in metropolitana. NOI COMUNI MORTALI SIAMO MOLTO PREOCCUPATI, SPAVENTATI.
basiti da questa affermazione
SCIOCCANTE: I contratti segreti di Pfizer con i paesi dell’Unione Europea vengono alla luce.... In essi si stabilisce che: • Gli effetti collaterali a lungo termine sono SCONOSCIUTI... • L’efficacia del “vaccino” non è garantita... • Possono manifestarsi sintomi avversi gravi che ancora non sono stati scoperti... I governi hanno coartato la popolazione con i “vaccini” e hanno firmato in segreto esenzioni di responsabilità legale per Pfizer, riconoscendo che nessuno conosce le conseguenze...
VI AVEVAMO INFORMATO SIN DALL'INIZIO
Ecco le marche italiane che hanno accettato di produrre e distribuire prodotti con animali vaccinati con farmaci sperimentali autoreplicanti a mRNA.
Regolatevi come credete meglio.
I vaccini genici arrivano
per tutti gli animali, in EU.
L'Europa sta scrivendo le linee guida per autorizzarli anche nei bovini, nei suini e in quelli da compagnia, come già succede negli USA.
Se l'Italia vaccina tutti gli allevamenti con questa tecnologia genica, i derivati degli allevamenti (carne, uova e latte) trasformeranno gli italiani in cavie e il nostro paese in un laboratorio.
(…)
Non ci sono prove di sicurezza minimamente sufficienti e adeguate per salvaguardare i consumatori.
Sono prodotti sperimentali genici.
Stessa situazione del Covid.
(…)
Uno sparuto manipolo di “scienziati”/politici difende questa ennesima iniziativa scellerata di Schillaci per motivazioni ignote.
Ma il principio di precauzione non se lo ricordano più questi colleghi del “dissenso”?
(…)
Il sistema sicuro, efficace e economico consolidato per controllare i focolai di aviaria esiste da 100 anni.
(…)
Non vogliamo più essere usati come cavie da laboratorio direttamente e/o indirettamente con il cibo per nessun motivo!
Questa sperimentazione va fermata, subito. Nell’interesse anche degli allevatori. (…)
Sta ai cittadini scegliere da che parte stare e a chi far riferimento per la salute loro e dei propri figli.
Leonardo Guerra
Smascherata l'operazione psicologica sul linguaggio del COVID:
Gli 8 slogan che hanno manipolato la tua mente
1. "Sicuro ed efficace": ha presentato i vaccini come infallibili, mettendo a tacere le domande.
2. "Fidati della scienza": ha trasformato lo scetticismo in eresia antiscientifica.
3. "Siamo tutti sulla stessa barca": ha usato il senso di colpa e la riprova sociale come armi per ottenere l'obbedienza.
4. "Disinformazione": un cliché che blocca il pensiero per patologizzare il dissenso.
5. "Pandemia dei non vaccinati": ha scaricato la colpa, sfruttando gli istinti tribali.
6. "Due settimane per appiattire la curva": ha venduto misure temporanee come politiche senza fine.
7. "Proteggi la nonna": ha usato il ricatto emotivo per giustificare i lockdown.
8. "Segui la scienza": ha ignorato i dati in continua evoluzione, esigendo obbedienza cieca.
- Dott. Michelangelo Martucci
La gloriosa #NASA dei gloriosi #USA ha lanciato #Artemis.
I gloriosi astronauti, veri eroi moderni, escono dall'orbita terrestre per la prima volta dopo cinquant'anni; si proiettano nell'abisso cosmico, tra risatine e smorfiette in favor di camera.
Enormi fatiche tecniche hanno consentito di centrare la rotta per la luna e non precipitare nel vuoto eterno; fatiche che, cinquant'anni fa, nessuno aveva avvertito.
Poi via, per quattrocentomila chilometri verso il decrepito satellite.
Un viaggio infinitamente lungo, per dimostrare che la gloriosa NASA, l'efficiente agenzia dei nostri liberatori, sulla luna cinquant'anni fa ci andò davvero, unica entità umana in grado di farlo perché bella, alta, longilinea e appunto gloriosa.
C'è solo un piccolo, trascurabile, particolare.
Non scendono.
Sì, hai capito bene, servo: non allunano.
È troppo complesso, ci vorranno altri decenni, altre gloriose Artemis, per effettuare il glorioso allunaggio, quello che cinquant'anni fa era più facile della fermata del bus.
Fanno quattrocentomila gloriosi chilometri, danno un'occhiata da lontano, tornano indietro.
Come non rimanere ammirati dalla grandezza dei gloriosi USA, della gloriosa NASA, dei gloriosi astronauti?
Su, presto, servo, canta insieme a me:
«Viva i nostri gloriosi padroni! VIVA LA SCIENZA!»
In Francia è accaduto l’orrore.
Un ragazzo di 23 anni, di destra, è stato ucciso mentre difendeva delle ragazze e attiviste del suo stesso orientamento dall’aggressione di estremisti di sinistra.
Non avete tappato la bocca a nessuno: ne avete aperte molte altre.
Il giornalista Inglese @piersmorgan lo ha detto chiaramente a Djokovic:
"Mi dispiace. Avevi ragione tu."
La sua ammissione è un pugno nello stomaco per chi ha strumentalizzato la questione vaccini:
"È diventato chiaro che se si era vaccinati o no, non faceva alcuna differenza nel trasmettere il Covid. A quel punto, diventa una scelta personale".
Oggi è il IV anniversario del giorno in cui lo Stato ha deciso che era giusto aggredire i cittadini che difendevano il loro imprescindibile diritto al lavoro e alla dignità, indipendentemente dall'obbedire ai capricci insensati del governo. Non perdono e non dimentico
Quattro anni fa, il 15 ottobre 2021, entrava in vigore in Italia una delle pagine più infami e vergognose della nostra storia recente: l’obbligo del Green Pass per poter lavorare, viaggiare, bere un caffè al bar, partecipare alla vita sociale.
Fu presentato come un “passaporto per la libertà”. In realtà, fu un lasciapassare per dividere il Paese, per creare cittadini di serie A e di serie B, per imporre con la forza un’adesione a scelte sanitarie che dovevano rimanere personali e libere.
In nome della “sicurezza sanitaria” si arrivò a escludere persone dai luoghi di lavoro, a sospendere stipendi, a mettere alla gogna chi rivendicava un diritto elementare: quello di decidere sul proprio corpo.
Intere categorie furono costrette a scegliere tra la sopravvivenza economica e la propria coscienza. È stato un ricatto, non una misura sanitaria.
Il Green Pass non era uno strumento di salute pubblica, ma di controllo sociale. Fu il simbolo di una deriva autoritaria travestita da responsabilità collettiva.
Oggi, mentre si ammette apertamente che la capacità dei vaccini di bloccare il contagio era NULLA, INESISTENTE, ma lo si sapeva da subito, era scritto nero su bianco a pag 5 del piano strategico di vaccinazione, resta il fatto che milioni di persone furono trattate come pericolose solo per aver fatto domande, espresso dubbi o scelto diversamente.
Molti tacciono, come se nulla fosse accaduto. Ma chi ha vissuto quei mesi sulla propria pelle non dimentica. Non dimentica le porte chiuse, gli insulti, le sospensioni dal lavoro, la paura di essere cittadini illegittimi nella propria patria.
Non dimentica la complicità di chi avrebbe dovuto difendere i diritti e invece ha applaudito la discriminazione, coprendola con parole come “scienza” e “solidarietà”.
Oggi NON DOBBIAMO DIMENTICARE QUELLA GRANDISSIMA INFAMIA.
Perché un Paese che cancella le proprie infamie è condannato a ripeterle.
Il 15 ottobre non è una data qualsiasi: è il giorno in cui l’Italia decise che la libertà poteva essere concessa solo a chi obbediva.
E questo, quattro anni dopo, resta un marchio indelebile nella coscienza di un popolo che ha preferito la paura alla libertà.
- Il Maresciallo
https://t.co/CVdNUyZAsW
❤️Una bella storia, da leggere d’un fiato, accaduta nei ruggenti anni ‘20 del Secolo scorso a una grande attrice (4 Premi Oscar)
Katharine Hepburn.
"Una volta, da adolescente, io e mio padre eravamo in fila per comprare i biglietti per il circo. Alla fine, tra noi e la biglietteria c'era solo una famiglia. Quella famiglia mi ha lasciato un ricordo indelebile.
C'erano otto bambini, tutti sotto i 12 anni. Da come erano vestiti, si capiva che non avevano molti soldi, ma i loro abiti erano puliti, pulitissimi. I bambini erano ben educati, in piedi a coppie dietro i genitori, tenendosi per mano.
Erano così entusiasti dei clown, degli animali e di tutti gli spettacoli a cui avrebbero assistito quella sera. Dal loro entusiasmo, si capiva che non erano mai stati al circo prima. Sarebbe stato il momento clou della loro vita.
Il padre e la madre erano in piedi, fieri, in testa al loro piccolo gruppo. La madre teneva la mano del marito, guardandolo come per dirgli: "Sei il mio cavaliere in armatura splendente".
Lui sorrideva, felice di vedere la sua famiglia felice.
La bigliettaia gli chiese quanti biglietti desiderasse e lui rispose orgoglioso: "Voglio otto biglietti per bambini e due per adulti".
Poi la cassiera disse il prezzo.
La moglie lasciò andare la mano del marito, abbassò la testa e le labbra dell'uomo iniziarono a tremare. Si avvicinò e chiese: "Quanto ha detto?"
La bigliettaia ripeté il prezzo.
Non aveva abbastanza soldi. Come avrebbe potuto voltarsi e dire ai suoi otto figli che non poteva permettersi di portarli al circo?
Vedendo cosa stava succedendo, mio padre infilò la mano in tasca, tirò fuori una banconota da 20 dollari e la lasciò cadere a terra.
Non eravamo certo ricchi.
Mio padre diede un colpetto sulla spalla dell’uomo, si chinò, raccolse la banconota da 20 dollari e disse: "Mi scusi, signore, questa le è caduta dalla tasca".
L'uomo capì cosa stava succedendo.
Non aveva chiesto la carità, ma accettò con gratitudine l'aiuto dignitoso, in quella situazione disperata, straziante e imbarazzante.
Guardò dritto negli occhi mio padre, gli prese la mano tra le sue, strinse forte la banconota e, con le labbra tremanti e una lacrima che gli rigava la guancia, rispose: "Grazie, signore. Questo significa davvero tanto per me e la mia famiglia".
Io e mio padre tornammo alla macchina e rientrammo a casa.
I 20 $ che mio padre aveva regalato erano quelli che avevamo programmato di usare per i nostri biglietti e la serata.
Anche se quella sera non vedemmo il circo, provammo dentro di noi una gioia ben più grande di quella che avremmo provato vedendo il circo.
Quel giorno, ho imparato il vero valore del dono.
Chi dona è più grande di chi riceve.
Se vuoi essere grande, più grande della vita stessa, impara a dare.
L'amore non ha nulla a che fare con ciò che ti aspetti di ricevere, ma solo con ciò che ti aspetti di dare: tutto.
L'importanza di donare e benedire gli altri non può essere sopravvalutata, perché dare porta sempre gioia.
Impara a rendere felice qualcuno attraverso i gesti del dono.
- Katharine Hepburn
⚠️⚠️⚠️
NEGLI OSPEDALI ITALIANI SONO STATI PERPETRATI CRIMINI DI UNA BRUTALITÀ SENZA PRECEDENTI,OMICIDI DI STATO !
ECCO COME SONO MORTI I NOSTRI CARI!
ASSASSINI!
MALEDETTI!
#Movimentonesti