Fallimenti
La nostra Gioggia ha puntato tutto il suo mandato da presidente del consiglio sulla politica estera. Prima e unica leader europea a presenziare all’insediamento di Trump, fin dal primo giorno si è autoproclamata pontiere tra l’Europa e gli Stati Uniti.
Ha ripetuto allo sfinimento che finalmente l’Italia contava qualcosa nel mondo, che il suo rapporto col presidente americano ci proiettava nel futuro.
Per coltivare quel rapporto ha ignorato la politica nazionale, consegnandola a una manica di incapaci. Hanno smontato l’economia, la sanità, la scuola, l’industria, i salari. Hanno bruciato miliardi di PNRR.
Ha lasciato che Salvini, Nordio, Piantedosi, il cognato Lollobrigida e tutto il circo che avrebbe dovuto governare il paese distruggessero ogni cosa. Tutto sacrificato sull’altare del suo trionfo internazionale, i grandi successi della nostra Giorgia, viva il duce.
Il finale? Il suo mentore, il padre a cui si ispirava, il grande leader americano, la prende a calci in culo in diretta raccontando che Meloni lo ha implorato per una foto con lei al G7, e che gliel’ha concessa solo per pena.
La donna che contava nel mondo ridotta a una questua, smentita davanti a tutti, mentre Tajani cancella la trasferta negli Stati Uniti.
Il fallimento è doppio. Dentro hanno raso al suolo il paese, fuori l’unico asset che vantava si è rivoltato contro di lei in mondovisione.
Nessun governo aveva mai toccato vette di fallimento così alte.
Ieri il Parlamento europeo ha reso obbligatorio il reato di #abusodufficio per tutti i 27 Stati membri.
Speriamo che la normativa arrivi negli uffici di #Nordio tradotta in italiano!
@lucillaMasini2
Questo post di @AUniversale Ve lo dovete leggere tutto:
"Il dramma non è Meloni. Lei fa il suo.
Il dramma sono quelli che la votano. Loro che aspettano otto ore al pronto soccorso, vedono bruciare 670 milioni per due capannoni vuoti in Albania e applaudono pure.
Continuate così. Ve la meritate tutta.
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Lo aveva sillabato: “FUN-ZIO-NE-RAN-NO”. Una sillaba alla volta, come quando spieghi le cose a uno che non capisce.
E giù applausi, ola, bandierine, qualcuno che si commuoveva pure.
Bene. Oggi è arrivato il ministro degli Esteri albanese Ferit Hoxha. E a Euractiv ha dichiarato:
“Innanzitutto, l’accordo ha una durata di cinque anni. In secondo luogo, non ci sarà alcun rinnovo perché saremo membri dell’Unione Europea”.
Vi rendete conto?
Avete creduto a una che davanti alle telecamere sillabava FUN-ZIO-NE-RAN-NO come fosse Massimo Decimo Meridio. Una che ha promesso 36 mila migranti l’anno nei centri. Risultato: ne sono passati qualche centinaio.
E ora, cari elettori meloniani, qualche domanda.
Quanti posti letto in ospedale si fanno con 670 milioni di euro?
Quanti reparti di pronto soccorso si tengono aperti la notte?
Quante buche si tappano sulle statale che prendete ogni mattina per andare al lavoro?
Quanti treni si fanno arrivare in orario nella sua provincia?
Quanti asili nido si aprono per sua figlia, per suo nipote, per il bambino dei suoi vicini che la madre non sa più dove lasciare?
670 milioni di euro buttati in due capannoni in mezzo al nulla albanese. Che non hanno mai funzionato, che non funzioneranno mai e che tra un po’ chiuderanno. Presidiato da poliziotti italiani che ogni mattina si svegliano, si mettono in divisa, fanno colazione e poi vanno a sorvegliare le farfalle.
Meloni continui pure a sillabare: FUN-ZIO-NE-RAN-NO.
L’eco lo sente solo lei. E voi che battete le mani."
Filippo Ferri, dalla Polfer lombarda alla questura brianzola: in Cassazione fu condannato a 3 anni e 8 mesi per le violenze della Diaz. Con questo governo se sei un criminale condannato fai carriera.
#Meloni#Piantedosi
@Moonlightshad1 Indecenti entrambi.
Vomitevole Conte che invoca le primarie un minuto dopo i risultati del referendum. Prima un accordo sul programma, poi chi ha più voti fa il premier.
Il NO ha vinto in modo netto, con una bellissima partecipazione al voto. Gli italiani hanno deciso di difendere la nostra Costituzione. Sono orgogliosa di Genova: in città ha votato oltre il 63% degli aventi diritto e il NO ha vinto con 10 punti in più della media nazionale.
Il #GovernoMeloni sta buttando milioni per portare in Albania persone che sa che verranno fatte tornare dai giudici (che applicano la legge).
Lo sta facendo per poter attaccare i giudici in vista del #refefendum.
Vi sta impoverendo e vi sta prendendo per il culo.
Ieri, sul giornale che non riceve alcun finanziamento pubblico, proprio come tutti gli altri, a parte le cooperative vere o farlocche tipo gli Angelucci o i giornali di partito, Marco Travaglio ha sostenuto che, se diamo i soldi a quei cattivoni degli ucraini per resistere ai bravi ragazzi russi, dovremmo darli anche all’Iran per resistere agli imperialisti americani.
Ci ho fatto una battutina sui social, e alcuni amici sono arrivati a commentarmi che in fondo il parallelo era corretto.
Cercherò di spiegare perché, ovviamente per me, col cazzo che è corretto.
La Russia è una dittatura, esporta dittatura per permettere a Putin di ricostruire una URSS privatizzata. L’Ucraina, con tutti i difetti del mondo, ma se si dovesse bombardare ogni Paese che ha battaglioni di estrema destra o fascisti persino al governo, avremmo un sacco di parcheggio sia a Pisa che persino a Palazzo Madama… l’Ucraina è una democrazia. Ed è Europa. Aiutarla, significa aiutarci.
L’Iran è un regime teocratico che ha appena ammazzato circa 30.000 giovani uomini e donne che chiedevano più libertà.
Armarlo, se vogliamo appunto cadere nella puerile provocazione di Travaglio, significherebbe sostenere una dittatura teocratica. Come gli Usa recero con l'Afghanistan in funzione anti-URSS, guadagnandoci per esempio Al Qaeda. Non va a finire a bene.
E questo al netto che Trump non abbia alcuna legittimazione, che il suo imperialismo faccia schifo, e che se esistesse ancora l’Onu, o l’Europa indebolita dai vari cacicchi russi, andrebbe contrato e subito con sanzioni economiche almeno al pari delle sue.
Quindi sono due situazioni diversissime. E mischiarle in malafede può venire solo da chi aveva garantito che nessuna delle due guerre, quella russa contro l’Ucraina, e quella di Trump contro chicchessia, sarebbe mai avvenuta.
E ancora parla. E ancora ci spiega. E ancora provoca.
‘sto cazzaro.
Un saluto da Anna Politkovskaja
@paola_g64@ANMagistrati E mica è colpa dei magistrati se tutti i mafiosi votano si. Poi ci saranno sicuramente anche altri che non dovrebbero sentirsi chiamati in causa.
Perché dovrebbero?