Sinceramente, nunca he entendido la obsesión de crear robots con forma humana, por ejemplo, el que reparte los paquetes en la cinta.
Prefiero este que selecciona tomates a 1000km/h:
Attivista: "Le tue mucche stanno immettendo carbonio nell'atmosfera."
Contadino: "Da dove l'hanno preso?"
Attivista: "Cosa?"
Contadino: "Il carbonio. Da dove l'ha preso la mucca prima di metterlo da qualsiasi parte."
Attivista: "Dal... mangiare?"
Contadino: "Dal mangiare erba. E da dove l'ha preso l'erba."
Attivista: "Dal suolo?"
Contadino: "Dall'aria. L'erba l'ha estratto dall'aria la scorsa primavera. La mucca ha mangiato l'erba. La mucca ne ha espirato un po' di nuovo. È tornato nell'aria da cui proveniva."
Attivista: "Ma sta comunque andando nell'atmosfera."
Contadino: "Sta tornando indietro. C'è una differenza tra una cosa che va da qualche parte e una cosa che torna indietro. Hai descritto un cerchio e ne hai paura."
Attivista: "Allora semplicemente non avere la mucca."
Contadino: "L'erba muore comunque in autunno. Marcisce dove cade. Il carbonio torna nell'aria comunque, solo senza che nessuno venga nutrito nel mezzo."
Attivista: "Non è così semplice."
Contadino: "È erba, mucca, respiro, erba. O è erba, marciume, aria, erba. Stesso cerchio, meno cene. Se per te è complicato, starei alla larga dal ciclo dell'acqua. Quello ha le nuvole dentro."
Sama Hoole
Un uomo di ottant’anni vive in un monolocale perché ha prodotto troppo latte. Il latte lo voleva comprare qualcuno. L’Unione Europea ha deciso che era troppo.
Giuseppe Frison aveva un’azienda agricola a Mira, nella campagna veneziana. Dodici ettari, duecento mucche, una vita tra i campi.
Negli anni Novanta riceve una multa da 600.000 euro per aver superato il tetto di produzione che l’Unione Europea gli aveva assegnato.
Il suo consulente ha dimostrato che con le vacche presenti in stalla quel limite non poteva essere
superato. La multa non doveva arrivare. Ma è arrivata.
Concorda una rateizzazione da 40.000 euro l’anno, rinunciando al ricorso.
Paga per qualche anno.
Poi chiede un mutuo a Veneto Banca e alla Popolare di Vicenza. Entrambe falliscono.
L’azienda finisce all’asta: casa, terreni, fabbricati, tutto. Il ricorso è sospeso. L’asta no. Oggi vive con la moglie in un monolocale a Malcontenta.
Le quote latte erano un sistema introdotto dall’Unione Europea nel 1984. Ogni paese aveva un tetto di produzione. Chi lo superava pagava una multa. Il sistema doveva proteggere i piccoli allevatori dalla concorrenza dei grandi produttori del Nord Europa.
L’Italia aveva circa 100.000 aziende lattiero-casearie. Oggi ne ha 15.000.
Alcuni allevatori hanno sforato le quote consapevolmente. Altri sono stati multati per errori di calcolo dello Stato italiano — la Corte di Giustizia dell’UE lo ha confermato. Nel 2015 l’Unione Europea ha abolito il sistema. Non funzionava. Le multe però non sono state abolite.
Nel 2026, quattromila aziende italiane hanno ancora debiti aperti per circa due miliardi di euro.
Per aver prodotto qualcosa che il mercato chiedeva, in quantità che un regolamento non consentiva, all’interno di un sistema che non esiste più.
(Giovanni Affinita)
🇮🇹🇦🇿 Azerbaijan supplies 16% of Italy's gas.
SOCAR just bought 4,500 Italian fuel stations.
This is what energy security looks like when Hormuz closes.
While the world watches the Strait Italy just rewired its energy architecture northward.
The Meloni-Aliyev meeting, what was agreed?
First Italian PM visit to Azerbaijan in 13 years.
Framed explicitly as a "reliable partnerships" discussion during Middle East instability.
→ Azerbaijan exported 25 bcm of gas in 2025 7.5 bcm to Italy
→ Italy: top EU buyer of Azerbaijani gas
→ TAP cumulative deliveries: 47.5 bcm since startup
→ TAP covers ~16% of Italy's total gas demand
→ Both leaders: agreed to push volumes higher via TAP expansion
Aliyev: TAP expansion "has already started but must continue"
Meloni: Azerbaijani gas has been "decisive for Italy's energy security" and Hormuz makes it more critical still.
The infrastructure behind the words
The Southern Gas Corridor: Caspian → Azerbaijan → Georgia → Turkey → Greece → Albania → Puglia.
TAP annual flows: 9.5 bcm and rising.
Recent compressor upgrades: +1.2 bcm/year added capacity.
Technical ceiling with full expansion: toward 20 bcm/year.
Every bcm that comes through TAP is one bcm that doesn't need to come through Hormuz.
The SOCAR downstream move
This is where it gets structural.
SOCAR Azerbaijan's state oil company just acquired 99.82% of Italiana Petroli (IP):
→ 10 mt/year refining capacity across 2 Italian refineries
→ 4,500 service stations across Italy
→ Aviation fuel, bitumen, logistics assets included
→ EC approved: February 2026
Gas flows in via TAP.
Oil and products flow out via IP's refineries and retail network.
SOCAR now has a vertically integrated position inside the EU's 3rd largest economy.
Bilateral trade: €10.2 billion in 2025 Italy is Azerbaijan's largest commercial partner.
Azerbaijan invested €2.5 billion in Italy.
That's an energy alliance formalised by war.
The EU wants Russian gas gone.
Gulf supply is physically disrupted.
The Caspian route via Azerbaijan is the one clean corridor left that avoids both.
The Italy-Azerbaijan-SOCAR triangle is the EU's northbound hedge:
Caspian gas in via TAP.
Azerbaijani oil out via Italian refineries and 4,500 fuel stations.
The map of European energy security is being redrawn not in Brussels, but in Baku.
Il AC Milan scelse di non rinnovare il contratto di Andrea Pirlo nel 2011, ritenendo che a 32 anni avesse superato il suo momento migliore.
Pirlo firmò per la Juventus a parametro zero e vinse il premio di miglior giocatore della Serie A per tre stagioni consecutive, un record mai eguagliato.
Se volete essere più sereni...
(e magari anche un filo più svegli)
Ascoltate un po' meno il frastuono dei TG e dei social - quel jukebox impazzito che passa sempre la Stessa canzone... solo con titoli diversi.
E aprite qualche libro in più.
Sì, lo so...
non vibra, non notifica, non urla "ULTIM'ORA!!!" ogni tre minuti.
Però - strano a dirsi -
fa pensare.
E ogni tanto...
fa pure capire.
È meno rumoroso, ma molto più pericoloso.
Leggere non vi renderà perfetti...
ma almeno un po' meno telecomandati.
E già quello, oggi, è rock.
#pensierodelgiorno #vascolive
Revolut just removed a major headache for its Italian🇮🇹 customers.
Revolut’s Italian branch (ABI 3669) has been added to the Agenzia delle Entrate’s official list for F24 payments.
Italian users with an IT IBAN can now pay taxes, INPS contributions, IMU, TARI and more directly in the Revolut app.
This builds on the Italian IBAN rollout and makes Revolut far more usable as a daily account.
Will this finally make Revolut your main bank in Italy, or is one piece still missing?
@Lorenzo_lollo11@corry_ghi Ovviamente la maleducazione, i commenti faziosi o inutili, sono qualcosa che non dovrebbe esistere. Però seriamente il vantaggio dovrebbe esserci se, oltre al box, un propietario ha anche i pannelli solari, giusto?
Questo ristorante in Giappone ha fatto un esperimento per dimostrare la velocità con cui si trasmette un virus.
È stata usata una sorta di vernice su un "paziente zero" per simulare il virus e il tutto è durato solo 30 minuti.
Alla fine viene mostrato il risultato.
Dato il successo che sta ottenendo, mi tocca fare coming out: ho avuto io la stupida idea di creare #PUCS, il portale (satirico) della PA più pazzo del mondo.
https://t.co/b1SKZI4idf
Mi sono decisamente divertito a farlo, spero abbia strappato un sorriso anche a voi.
🚨🚨🚨🪖🇺🇸🇬🇧🇪🇺🇮🇱🇮🇷 Le lancette sull’orologio le vedo pure io. E che le ore siano ancora troppo piccole lo intuisco benissimo. Ma ciò che è accaduto questa notte è un potenziale game-changer: questo punto nave non può attendere.
Mi spiego: i lanci di missili balistici andati in scena questa notte contro la base angloamericana di Diego Garcia hanno il potere di cambiare la natura di questa guerra. O almeno dovrebbero.
Non più o non solo una guerra nell’interesse esclusivo di Israele. Non più o non solo “l’escursione” (cit.) di un Presidente degli Stati Uniti verso cui non nutriamo particolare simpatia. Una guerra giusta, invece. Necessaria. Difensiva. Di natura preventiva.
Forse ora qualcuno riconoscerà - forse, ripeto - che il programma missilistico iraniano è davvero una minaccia per tutti. E che il rifiuto categorico di Teheran di inserire questo argomento nei negoziati nucleari con gli Stati Uniti nascondeva una trappola per il mondo intero, anzitutto per gli europei.
Ora, dobbiamo intenderci: abbiamo ancora troppi pochi elementi per dire cosa sia accaduto con esattezza. Non sappiamo ad esempio dove siano atterrati di preciso i due missili diretti verso la base di Diego Garcia. E nemmeno se - come viene ipotizzato - almeno uno sia stato ingaggiato dagli americani con successo con un intercettore SM-3.
Possiamo fare però qualche ipotesi: il maggiore indiziato, se cerchiamo il vettore che potrebbe aver percorso una distanza vicina ai circa 4000 km che separano il territorio iraniano da quello della base USA-Regno Unito nell’Oceano Indiano, è il Khorramshahr-4. Le stime ufficiali gli attribuivano in realtà una gittata di 2000 km e rotti. L’ipotesi di scuola è che trasportando una testata molto più leggera possa spingersi ben oltre.
Promemoria: l’Iran ha sempre negato di essere in possesso di missili capaci di percorrere una distanza superiore ai 2000 km.
Qualche anno fa, in un intervento pubblico, perfino Ali Khamenei disse che dai Guardiani della Rivoluzione gli era arrivata una richiesta: aumentare la capacità dei missili iraniani fino ai 5000 km. Rifiutò. O almeno così disse ufficialmente. Non sappiamo se fu un bluff o se (ampiamente possibile) i Guardiani della Rivoluzione abbiano perseguito ugualmente i loro disegni.
L’alternativa che mi viene in mente è che l'Iran stia ora attingendo al proprio arsenale di vettori spaziali convertendoli in missili balistici. Chi conosce la natura di questo regime sa da tempo che questi razzi sono stati a lungo presentati come funzionali ad attività per scopi civili ma che in realtà servivano ad acquisire tecnologia militare per la creazione di missili in grado di trasportare una testata nucleare. Vedremo.
Ciò che sappiamo dopo stanotte, in ogni caso, è che forse la precisione sarebbe ancora un problema, che le probabilità di un impatto diretto sarebbero comunque ridotte, ma che il raggio della guerra iraniano deve essere allargato. Il problema riguarda tutto il continente europeo. Alto Nord escluso, probabilmente.
Questo per dire cosa? In una notte senza sonno, l’ennesima, per dire che nessuno in Europa può dire in coscienza “non è la nostra guerra”.
Lo è, potrebbe esserlo, e non per nostra scelta.
Il Blog continuerà ad aggiornarvi con l’onestà e l’impegno di sempre. Chi apprezza questo spazio di informazione indipendente lo sostenga: https://t.co/HPfjUHUqMm
Ps: buonanotte o buongiorno, a seconda di quando leggerete.
🇮🇹👮♀️ À Rome, la police est intervenue après un signalement de pleurs très forts provenant d’un appartement. Quatre agents se sont rendus sur place et ont découvert Jole, 84 ans, et son mari Michele, 94 ans, chez eux. Heureusement, aucun drame : le couple était simplement bouleversé en regardant les informations à la télévision.
Jole avait demandé à son mari pourquoi les nouvelles étaient si négatives ce jour-là. L’émotion l’a submergée, ses sanglots ont inquiété le voisinage… et quelqu’un a appelé la police.
Mariés depuis près de 70 ans, ils ont confié aux agents qu’ils se sentaient très seuls et que cela faisait longtemps que personne ne leur avait rendu visite. Les policiers ont aussi réalisé qu’ils n’avaient pas partagé un véritable repas depuis un moment.
En attendant l’arrivée d’une ambulance pour s’assurer que tout allait bien, deux agents ont décidé de leur préparer un dîner simple : des spaghettis au beurre et au parmesan, tandis que leurs collègues restaient discuter avec eux.
Ce jour-là, il n’y avait pas de crime à résoudre. Mais il y avait quelque chose d’essentiel à offrir : un peu de présence, de chaleur humaine et de compassion.
Et parfois, c’est tout ce dont quelqu’un a besoin. ❤️
La mattina dell’11 settembre 2001, Michael Hingson era seduto nel suo ufficio al 78º piano della Torre Nord del World Trade Center.
Cieco dalla nascita, affrontava la vita con sicurezza grazie alla sua Labrador gialla guida, Roselle.
Alle 8:46, il American Airlines Flight 11 crash si schiantò contro l’edificio 18 piani sopra di loro.
La torre sussultò. Il fumo riempì i corridoi. Carta e detriti piovevano dalle finestre infrante. La gente urlava.
Michael non poteva vedere la palla di fuoco. Non poteva vedere il fumo. Ma sentì l’edificio tremare — e sentì Roselle alzarsi. Non abbaiò. Non tirò con frenesia. Si alzò semplicemente, calma e pronta. In quel movimento silenzioso trovò la sua risposta. Il panico non li avrebbe salvati. Passi costanti forse sì.
Chiamò sua moglie per dirle che la amava. Controllò l’ufficio per assicurarsi che nessuno fosse rimasto indietro. Indicò ai colleghi la scala B. Poi agganciò la mano alla pettorina di Roselle e pronunciò le parole che entrambi conoscevano bene: avanti.
Iniziarono la lunga discesa — 1.463 gradini tra fumo e paura. Al 50º piano, un collega sussurrò: «Mike, non ce la faremo». Michael rispose con fermezza: «Se io e Roselle possiamo farlo, potete farlo anche voi». E così fecero. Le persone in quella scala iniziarono a seguire il ritmo di un uomo cieco e del suo cane — un passo alla volta.
Senza correre. Senza caos. Solo fiducia.
I vigili del fuoco li sfioravano mentre salivano verso le fiamme. Michael e Roselle si appiattirono contro il muro per lasciarli passare.
Molti di quei coraggiosi non sarebbero mai tornati.
Quando raggiunsero l’atrio, all’esterno cadevano detriti come pioggia mortale. Pochi istanti dopo, la Collapse of the South Tower sconvolse l’area.
Roselle guidò Michael verso un ingresso della metropolitana, poi fuori, nelle strade piene di polvere.
Quando anche la Collapse of the North Tower avvenne alle loro spalle, lei continuò a camminare.
Lo condusse per 40 isolati verso nord, fino alla sicurezza.
C’è un dettaglio che Michael racconta sempre. Roselle aveva paura dei tuoni.
A casa, un temporale lontano la faceva tremare. Ma quel giorno — circondata da esplosioni, sirene e torri che crollavano — non tremò nemmeno una volta. Nemmeno una.
Nel 2004, Roselle sviluppò una malattia del sangue, ritenuta collegata alla polvere tossica respirata quella mattina. Si ritirò dal servizio di guida, ma non dall’amore.
Trascorse i suoi ultimi anni circondata dalla famiglia, dolce e fiera.
Nel 2011, all’età di 14 anni, si spense.
Roselle non poteva impedire alle torri di cadere. Non poteva zittire la paura nella scala. Ma fece ciò che fanno gli eroi — guidò. Attraverso l’oscurità. Attraverso il fuoco. Attraverso 1.463 gradini di incertezza.
E a volte, l’anima più coraggiosa nella stanza non è quella che può vedere il pericolo. È quella che lo percepisce… e va avanti comunque.