"Questa mattina. Autogrill sloveno. Io e i miei amici entriamo per fare un refill di birra Lasko. Al bar c'è uno parecchio alto in ciabatte. Sta bevendo un caffè. È assieme ad un signore. Guardo meglio. È Doncic... Quasi non lo riconoscevo con 15 kg in meno: è tiratissimo. Dico 'Luka!', e lui sorride. Mi fa segno di uscire. Nel parcheggio saluta me e i miei amici. Fa foto con tutti. Dice che l'infortunio in amichevole non è niente di serio e che è carichissimo per gli Europei. Ci saluta in italiano, 'Ciao!', e se ne va.
Certo che la vita è proprio strana... Un giorno ti alleni con i Lakers a Los Angeles per poi rincasare nella tua villa a Beverly Hills, e un altro giorno sei in ciabatte all'autogrill a chiacchierare con dei perfetti sconosciuti italiani."
(Gabriele Gabatelli)
Crowdstrike Analysis:
It was a NULL pointer from the memory unsafe C++ language.
Since I am a professional C++ programmer, let me decode this stack trace dump for you.
Una macchina schiacciasassi perfettamente orchestrata da un semi-debuttante come coach Mazzulla.
Miglior record NBA in regular season.
16 vittorie su 19 partite ai playoff.
Tatum ha fatto il salto di qualità definitivo e le sue lacrime certificano quanto gli pesasse non aver ancora vinto.
Brown è maturato, diventando per lunghi tratti della stagione il vero leader della squadra.
L'enorme contributo su entrambi i lati del campo di Holiday e White.
L'aggiunta di un talento pazzesco, e di cristallo, come Porzingis senza il quale difficilmente sarebbe arrivato il titolo.
Il coronamento di una grandissima carriera per Al Horford.
Le piccole-grandi cose di collanti perfetti come Hause e Pritchard.
E oltre a tutto ciò il cuore, e un dente di White, gettati oltre l'ostacolo.
I Boston Celtics sono i campioni NBA, e, da oggi, la squadra più vincente nella storia della lega americana di basket.
#NBAtipo
L'uomo in foto si chiama Tim Connelly, ed è un genio.
- dal 2013 al 2022 ha costruito i Denver Nuggets che hanno vinto il titolo l'anno scorso. Tra le altre cose è stato l'unico General Manager di tutte le 30 squadre a credere che Jokic potesse fare la differenza in NBA scegliendolo al draft
- due anni fa ha ricevuto un'offerta da Minnesota, Denver non ha voluto aumentargli lo stipendio, ed è diventato così il nuovo presidente delle basketball operations dei Timberwolves
- l'anno scorso Denver ha vinto il titolo NBA con la squadra che aveva costruito lui
- a Minneapolis ha preso in mano una squadra spesso derisa per i suoi scarsissimi risultati nelle ultime 18 stagioni, e l'ha rifondata prendendo giocatori che oltre al talento offensivo avessero spiccate doti difensive, decidendo anche che accanto a Towns potesse starci perfettamente un altro "big-man" come Gobert. Per questa scelta è stato duramente e lungamente criticato
- in meno di due anni ha portato Minnesota in finale di conference, dopo aver eliminato questa notte i campioni NBA
- in sostanza ha portato sul tetto della NBA i Denver Nuggets, per poi lasciarli e costruire una nuova squadra che li potesse battere
Dietro al sorriso di questa persona per nulla appariscente, vestita in modo normale, che potrebbe tranquillamente essere scambiata per un impiegato del catasto o per un rappresentante di cinture, si nasconde l'uomo che ha deciso di prendere la NBA e di giocarci a Risiko.
Conferenza stampa di Doncic dopo la vittoria di Dallas con Oklahoma.
Un giornalista apre un video arrivato in chat.
Uno di quei video ingannevoli...
Dimentica di avere il volume al massimo...
E assistiamo così al momento più bello nella storia delle conferenze stampa.
#NBAtipo
Dimmi che il Panathinaikos si è qualificato alle Final Four di Eurolega senza dirmi che il Panathinaikos si è qualificato alle Final Four di Eurolega.
#EurolegaTipo
Finalmente è tornato quel momento dell’anno: stasera iniziano i playoff NBA, e soprattutto si può fare il bracket. Queste sono le previsioni di Shaq...
Potete farlo tutti qui https://t.co/NBc4P4sJgQ
È gratis, e dovete pronosticare i passaggi del turno dei playoff fino alla finale.
70 punti
18 rimbalzi
5 assist
59% al tiro
Nono giocatore della storia a segnare almeno 70 punti. Il primo a farlo in appena 37 minuti. Non ci sono parole per ciò che ha fatto questa notte e per come sta giocando in questa stagione. Ma facciamo un passo indietro.
Yaoundè, Camerun, 2011. Joel Hans Embiid ha 16 anni e gioca a pallavolo. Qualche mese prima, a casa di un suo amico benestante che aveva la tv satellitare, vede per la prima volta una partita NBA: è la finale tra Lakers e Boston del 2010. Resta folgorato da un giocatore in particolare. Il giorno dopo prende la sua palla da calcio e scende in strada a giocare a basket tirando verso un palo della luce, e gridando "Kobe!" ogni volta che lo colpisce.
"Quando partii per lasciare il Camerun andai in aeroporto indossando la sua canotta" (foto).
Tredici anni dopo, questa notte, ricorreva l'anniversario degli 81 punti di Bryant segnati nel 2006 nella leggendaria partita contro Toronto.
"Penso di aver omaggiato come meglio non potessi il mio idolo, la mia fonte di ispirazione, il motivo per cui ho iniziato a giocare a basket, senza il quale oggi non sarei qui. Grazie Kobe"
L'assistente di Steve Kerr, Dejan Milojevic, l'altra sera stava cenando con la squadra dopo la trasferta a Salt Lake City contro gli Utah Jazz. Ad un certo punto si è sentito male, qualche giocatore ha cercato di soccorrerlo, poi è arrivata l'ambulanza. La situazione è sembrata molto seria sin da subito. Purtroppo pochi minuti fa è stata diramata una notizia: Dejan non ce l'ha fatta, è deceduto a causa di un infarto. Aveva soltanto 46 anni.
Quella di Dejan è la storia di un ragazzo serbo con un talento pazzesco, autore anche di 141 punti in una partita nelle giovanili, ha giocato nel Partizan, a Valencia, e al Galatasaray, poi a 31 anni ha chiuso anzitempo la carriera a causa dei troppi infortuni. A quel punto si è messo a studiare e in breve tempo è diventato un grande allenatore, ma soprattutto un grande insegnante di pallacanestro per i giovani. Quanto grande lo dicono i nomi dei giocatori che ha scoperto, oppure ha fatto esplodere al Mega Basket di Belgrado: Nikola Jokic, Vasilije Micić, Ivica Zubac, Vlatko Čančar, Ognjen Jaramaz, Marko Simonović, Goga Bitadze e tanti altri.
Nel 2021 i Golden State Warriors gli hanno offerto un contratto: oltre a diventare assistente di Steve Kerr, gli hanno chiesto un lavoro specifico nello sviluppo del gioco interno dei giocatori.
"A lui devo tutto quello che sono", disse poco tempo fa Nikola Jokic.
È una tragedia per l'NBA, è una tragedia per la Serbia, è una tragedia per tutto il mondo del basket.
È suonata da pochi secondi la sirena finale di Philadelphia-Denver. I Sixers hanno vinto 126-121. Jokic ha giocato una grande partita da 25 punti e 19 rimbalzi, ma Embiid ne ha giocata una ancora migliore da 41 punti e 10 assist.
Nikola cerca Joel, lo chiama, gli da la mano e gli fa i complimenti. Joel lo abbraccia e gli parla a lungo in un orecchio. Nikola, come suo solito, scuote un po' la testa, poi sorride e lo ringrazia.
Embiid in conferenza stampa: "Cosa gli ho detto? Che è il giocatore più forte del mondo. Semplice. È il campione in carica, gioca nella squadra migliore, è stato l'MVP delle Finals. Sui social i tifosi delle nostre due squadre si scannano da sempre per chi sia più forte tra noi... la cosa mi fa sorridere perchè a noi due non frega nulla. Ma è lui quello più forte. Finché qualcuno non farà quello che ha fatto lui, non vincerà il titolo NBA ed anche l'MVP delle Finals, il migliore resterà lui".
Qualche minuto dopo, Jokic in sala stampa: "Embiid è un fenomeno. Segna sempre più di 30 punti ogni partita. Ogni singola partita... È una cosa difficilissima. Sta giocando in modo storico". E pochi mesi fa, dopo la vittoria del titolo, aveva detto: "Chi pensa che Embiid non abbia meritato il titolo di MVP della regular season è solamente cattivo. Lo ha strameritato".
Un camerunense di 2 metri e 15 per 130 kg da una parte, un serbo di 2 metri e 12 per 133 kg dall'altra. Uno sognava di fare il portiere di calcio, l'altro di vincere negli ippodromi. Ma uno è alto come la traversa, e l'altro non trova cavalli che abbiano il coraggio di trainarlo. Due esseri umani giganteschi completamente sudati, che dopo essersi riempiti di mazzate per tutta la partita, pieni di graffi e di lividi su tutto il corpo, si abbracciano come due megattere che giocano nell'oceano, si accarezzano, scherzano, sorridono delle persone che si insultano "a causa loro".
Gli anni '90, ad esempio, verranno per sempre ricordati come anni in cui i "big men" l'hanno fatta da padroni: Olajuwon, Ewing, Shaq, Robinson, Mourning e tanti altri dominavano e catalizzavano il gioco. Oggi si gioca un basket completamente diverso, ad una velocità tripla, con spazi sempre più ampi e atleti sempre più prestanti. Non è un basket disegnato su misura per i classici big men, ed è per questo che i big men di oggi si sono dovuti adattare ma soprattutto evolvere. Jokic ed Embiid sono due giocatori incredibili perchè sanno fare tutto. Jokic è uno dei migliori passatori al mondo. Embiid è uno dei migliori scorer al mondo. Entrambi sono pericolosi spalle e fronte a canestro. Possono segnare da 9 metri, possono stoppare chiunque, possono condurre il contropiede.
Entrambi dominano la pallacanestro di oggi.
Questa è una delle immagini più belle di questa stagione NBA.
E di quest'epoca di basket.