EU citizen & proud of it. Father of 4 and grandfather of 4 young Europeans, I hope for their future in the united Europe of the founding fathers. RT≠endorsement
This week, I attend a formidable demo from #NATO’s Ramstein Flag 2026 exercise in #Norway, #Sweden and #Finland, witnessing first-hand the professionalism, readiness and interoperability of Allied Air Forces.
Bringing together forces from up to 18 Allied nations, this major live-flying exercise demonstrates the unmatched NATO’s ability to integrate rapidly across #air, #land, #maritime, #cyber and #space domains.
In today’s security environment, #deterrence and #defence require state-of-the-art capabilities, but also highly trained people able to operate them with speed, precision and confidence.
#RamsteinFlag is a clear example of NATO’s 360-degree approach in action, strengthening our collective defence and ensuring the Alliance remains ready to deter and, if necessary, defend.
Read all about our visit here: https://t.co/2kEcHYx3s2
#WeAreNATO
#StrongerTogether
#Military
@NATO@NATO_AIRCOM@SHAPE_NATO
32 Chiefs of Defence and 2 Strategic Commanders.
1 Alliance.
Zero compromise.
Today's MCCS made one thing crystal clear, once again: our Deterrence & Defence is second to none.
And our military cohesion? Ironclad. 💪
Thank you to all CHODs, SACEUR and SACT who made it so.
#NATO
#WeAreNATO
#StrongerTogether
#Military
#SlavaUkraïni
El 25 de diciembre de 1983, Ronald y Nancy Reagan rompieron discretamente el protocolo presidencial de la manera más hermosa imaginable. Antes del amanecer, a las 6 de la mañana, se escabulleron de la Casa Blanca sin fanfarrias, condujeron ellos mismos hasta un pequeño asilo en las afueras de Virginia y pasaron la mañana sirviendo el desayuno a residentes ancianos que no tenían familia que los visitara en Navidad. Nancy se paró frente a la plancha volteando panqueques, mientras Ronnie se sentó junto a una mujer de 90 años con demencia que no dejaba de llamarlo “hijo”. Él nunca la corrigió. Simplemente le tomó la mano y le susurró: “Estoy aquí, mamá. Estoy aquí”.
El Servicio Secreto estaba frenético: no había un equipo completo de seguridad, ni planificaci��n previa, ni prensa. Esto no fue un momento escenificado ni un gesto político. Todo comenzó porque Nancy había leído una carta de la administradora de un asilo que describía la soledad aplastante que muchos residentes sentían durante las fiestas. Se volvió hacia Ronnie y dijo: “Tenemos que hacer algo. Estos podrían ser nuestros padres”.
Lo que pocas personas sabían en ese momento era que esto no fue un acto de bondad de un solo día. Se convirtió en una tradición privada que los Reagan repitieron cada Navidad durante los ocho años completos de la presidencia. Siempre en secreto. Siempre sin cámaras. Nancy horneaba galletas ella misma la noche anterior. Ronnie traía cartas de soldados en el extranjero y las leía en voz alta a veteranos cuyos ojos ya no podían manejar las palabras.
En una Navidad, Reagan pasó cuarenta y cinco minutos sentado junto a un veterano moribundo de la Guerra de Corea, tomándole la mano y rezando en silencio para que no tuviera que dejar este mundo solo. Cuando Nancy los encontró, Ronnie estaba llorando. “Ningún héroe”, le dijo, “debería morir sin que alguien le diga gracias”.
Estas historias solo salieron a la luz años después, compartidas por el personal del asilo tras la muerte de Reagan. Perduran porque revelan algo raro y perdurable: que los actos más significativos de amor y servicio suelen ser aquellos que nadie ve, hechos no por reconocimiento o aplausos, sino simplemente porque el corazón sabe que debe presentarse.
After visiting #Ukraine with the @ChairmanEUMC, Gen Clancy, this week, the message could not be better reinforced: what is being defended in @Kyiv matters to all of us, for the security of #Europe and the entire transatlantic community.
Ukraine’s fight fuels legitimacy, democracy and resilience. But also prosperity and innovation.
Discussing with 🇺🇦 Deputy Minister for Foreign Affairs Olexandr Mischenko, Deputy Minister of Defence, LtGen Yevhen Moisiuk, Chairman of the Verkhovna Rada @r_stefanchuk, Deputy PM for European and Euro-Atlantic Integration @taraskachka, we reaffirmed #NATOMC sustained, unwavering support to Ukraine, which could not replace the exemplary courage and determination of the Ukrainian people to fight today and defend their and our liberty tomorrow.
@CinC_AFU Gen Oleksandr Syrskyi’s briefing on the evolution of the conflict reminded everyone also about Ukraine’s valuable contribution to the Alliance, through hard-won lessons in modern warfare.
While #NATO, 🇪🇺, Allies and Partners continue to deliver essential support, more can — and must — be done to strengthen Ukraine’s Armed Forces. We are moving in the right direction, because we are #StrongerTogether as we #StandwithUkraine !
Full story here 👇
https://t.co/a0yIFF4Dbc
Congratulazioni a @magyarpeterMP vincitore delle elezioni in Ungheria. In un momento di grande incertezza, ancora una volta, il Partito popolare europeo viene scelto come forza rassicurante e garante della stabilità in Europa.
Volevo rassicurare i senzapalle da tastiera: non vi leggo. Non contate nulla per me. Siete pateticamente soli e tristi. Mi spiace solo per quelli che hanno democraticamente votato No perché non meritano di essere associati a tali escrementi. Grazie a chi mi sta scrivendo in
Le argomentazioni sentite in queste ultime settimane a sostegno del NO per la riforma della giustizia sono identiche a quelle che ho ascoltato nel 2016 contro il referendum costituzionale di Renzi.
In molti casi sono gli stessi giornalisti, gli stessi programmi televisivi e gli stessi politici che ripetono le stesse cose.
C’è un fronte trasversale del NO a ogni cambiamento che va sconfitto domenica e lunedì.
L’ho già visto in campo tante volte. Ma la politicizzazione di ogni cosa porta alla paralisi del paese e al suo declino.
Esprimo il mio più sentito cordoglio per la scomparsa del Patriarca Filaret, guida spirituale
della Chiesa ortodossa ucraina e punto di riferimento per milioni di fedeli in uno dei momenti più complessi della storia di Kyiv. Il suo impegno pastorale ha accompagnato e sostenuto una comunità profondamente segnata dagli eventi degli ultimi anni, offrendo speranza, identità e forza.
La sua eredità morale resterà viva nella storia del Paese che tanto amava e continuerà a ispirare le future generazioni.
Un pensiero di vicinanza alla comunità religiosa ucraina e a tutti coloro che oggi ne piangono la perdita.
Seguiamo con grande attenzione quanto accaduto alla base di Ali Al Salem in Kuwait. Desidero esprimere la mia forte vicinanza ai militari italiani coinvolti e la mia solidarietà ai Paesi della regione che stanno subendo attacchi indiscriminati.
La grande professionalità e la prontezza dei nostri militari continuano a essere dimostrate anche in momenti di crisi. Fortunatamente, non si registrano feriti tra il personale. L’Alleanza resta solidale con tutti i Paesi e con il personale militare colpiti da questi attacchi.
#NATO #StrongerTogether
@ItalyatNATO@SM_Difesa
“Dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete”, ci ha detto il pm Gratteri durante un’intervista. Parole che suonano come un avvertimento. Gratteri vuole gettare la rete che usa per le sue famose pesche a strascico, con centinaia di persone indagate e arrestate e poi prosciolte o assolte (con tanto di indennizzo per ingiusta detenzione)? Si faccia pure avanti, procuratore. Intanto continueremo a raccontare le sue gesta. Anzi, colgo l’occasione per ricordarne alcune:
la maxi operazione contro la ’ndrangheta del 2003 a Platì, nella Locride, con 125 misure di custodia cautelare (alla fine solo in 8 vennero condannati); l’operazione “Circolo formato” del 2011, con l’arresto di 40 persone, tra cui il sindaco di Marina di Gioiosa Ionica e diversi assessori (gli amministratori locali poi vennero assolti); la maxi operazione "Stige", con 169 arresti (a processo 100 imputati sono stati poi assolti - all'epoca degli arresti Gratteri la definì "la più grande operazione degli ultimi 23 anni" e "un’indagine da portare nella scuola della magistratura"); l’ancora più nota operazione “Rinascita-Scott”, lanciata nel 2019 con 334 persone destinatarie di misure cautelari (in primo grado sono stati assolti 131 imputati su 338, praticamente uno su tre); l’inchiesta del dicembre 2018 che sconvolse la politica calabrese, con le accuse di corruzione e abuso d’ufficio contro l’allora presidente della regione, Mario Oliverio, poi assolto da tutte le accuse; l’indagine “Erebo Lacinio” del 2021, con 8 persone accusate di associazione a delinquere per traffico illecito di rifiuti (poi tutte assolte, ma nel frattempo l'azienda è fallita); l'indagine contro Domenico Tallini, ex presidente del Consiglio regionale della Calabria, accusato e poi assolto definitivamente dalle accuse infamanti di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso (accuse che gli costarono anche un mese ai domiciliari).
Eccetera eccetera.
Anche a causa delle maxi retate di Gratteri, la Calabria è diventata la prima regione italiana per indennizzi per ingiuste detenzioni. Dal 2018 al 2024 lo Stato ha pagato 78 milioni di euro per indennizzare i cittadini vittime di ingiusta detenzione in Calabria, il 35% della spesa nazionale (220 milioni).
Oggi Gratteri è tra i testimonial del No alla riforma Nordio, che accusa di sottomettere il pm all'esecutivo (falso: l'articolo 104 della Costituzione continuerà a garantire autonomia e indipendenza all'intera magistratura, giudici e pm).
Eppure Gratteri continua a essere intervistato ogni giorno, senza contraddittorio, da tv e giornali, per commentare la riforma costituzionale e per parlare di "giustizia giusta". Lui.