🇵🇸👉Periodista Palestina Nour Al-Hadath desde Gaza se quiebra al o formar en directo sobre el traslado obligados tras las amenazas de el ejército terrorista israelí, y no sabe a donde irá su familia...
¡Misión cumplida!
Es la 1:30 de la madrugada y concluimos la toma de protesta de las y los integrantes de la SCJN, de los diversos tribunales y del resto de órganos del Poder Judicial.
¡Lo logramos! ¡Transformamos el poder más conservador y corrupto del Estado Mexicano!
Le persone, quelle vere, non lobbisti e influencer pagati da Israele.
L’obiettivo era raccogliere 45 tonnellate di aiuti in 5 giorni, e “sembrava impossibile”.
Ne hanno raccolte 200.
A Genova alla sede di Music for Peace aiuti da inviare con Global Sumud Flottilla a Gaza.
🚨Al terminar la Sesión Permanente, el porro violento de Alito Moreno agredió de manera brutal a Emiliano, trabajador del Senado, y al Presidente del Senado, Gerardo Fernández Noroña.
Me niego a compartir curul con un violento peligroso: Alito debe ser expulsado.
Mentre il genocidio e carestia continuano a Gaza, Israele sta bombardando lo Yemen.
Il diritto internazionale viene calpestato con la complicità dei governi occidentali, che condannano la Russia quando bombarda le infrastrutture civili ma forniscono le bombe all’alleato Israele.
Abdullah Abu Zarqa piangeva implorando: «Ho fame», è morto in Turchia, dopo mesi che Israele ne ritardava l’evacuazione.
Ora i negazionisti diranno che era già malato, come se questo giustificasse chi l’ha assassinato di fame.
Sua sorella Habiba è ancora in ospedale. #GENOCIDIO
@perezreverte Como mexicano y amante de la Historia, no comparto la 'cruzada' de López Obrador y su mujer para que la corona española pidiera disculpas, pero esa noticia (de Beatriz M. viviendo en España) es falsa. Y créame que la derecha mexicana, esa sí, tiene muy buenos contactos en Madrid.
🤦🏽👉«Matamos a los niños y niñas Palestinos en Gaza de esta casa y posamos sonrientes con sus juguetes...
🌎👉Pero no se atrevan a llamarnos NAZIS eso es ser antisemita...»
Israele è l’unico paese sulla faccia della terra che ha l’unica prigione militare per bambini sotto 12 anni.
Un sistema carcerario costruito nel 1988, per ingabbiare e torturare la generazione del futuro dalla Palestina
Si parla di più di Anas Al Sharif perché era il più noto tra quelli che Israele ha preso di mira e ucciso ieri, ma i giornalisti assassinati sono 6:
Mohammed Qraiqea
Ibrahim Al Thaher
Mohamed Nofal
Moamen Aliwa
Mohammed Al-Khalidi
E quelli italiani sanno dire solo “Israele dice”
Il giornalista palestinese di Al Jazeera Anas Al-Sharif è stato ucciso mentre si trovava in una tenda con i giornalisti e operatori Mohammed Qreiqeh, Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal.
Anas, seguito nel mondo da milioni di persone sui social, era amatissimo per il coraggio con cui raccontava il massacro quotidiano del suo popolo, per l’empatia che lo portava talvolta a commuoversi durante i collegamenti, per l’amore per i suoi due figli Salah e la piccola Sham.
Sapeva di essere un morto che camminava, era apertamente accusato da Israele di essere una cellula di Hamas senza alcuna prova e anche oggi i giornali e i tg danno timidamente notizia della sua morte riferendo la versione del suo spietato assassino.
Nei giorni scorsi avevamo assistito al vergognoso tentativo di Bild di delegittimare i giornalisti palestinesi accusandoli di creare dei “set” su ordine di Hamas in cui i gazawi, sventolando scodelle vuote, si fingerebbero disperati e affamati. Ovviamente era una delle tante manipolazioni della realtà per preparare il terreno alla loro definitiva eliminazione da parte dell’esercito israeliano.
E in effetti, qualche giorno dopo, il ventottenne Anas e i suoi colleghi sono stati centrati in pieno da una bomba. Uccisi perché dovevano smettere di fornire al mondo le prove di ciò che Israele sta facendo.
Come se non avessimo visto abbastanza. #anasalsharif