Ieri a Roma, al Monk, dopo la presentazione del suo nuovo libro “Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina”, ho avuto ancora una volta il privilegio di ascoltare e parlare con Francesca Albanese.
Ogni incontro con lei è qualcosa che lascia il segno. Non solo per la profondità con cui parla della Palestina, ma per la luce con cui affronta l’oscurità del nostro tempo. Francesca ha una presenza che rassicura e scuote allo stesso tempo. Una calma che non è silenzio, ma forza consapevole. Una semplicità che non è leggerezza, ma scelta radicale di verità.
Ci sono persone che parlano per mestiere, altre che parlano per dovere. Francesca parla per necessità interiore, perché non può tacere. E chi l’ascolta non resta mai indifferente. Le sue parole arrivano dritte al cuore, ma anche alla coscienza. Ti costringono a guardare ciò che spesso preferiamo ignorare: le ingiustizie che avvengono mentre viviamo le nostre vite tranquille.
Sta dedicando la sua esistenza a denunciare un genocidio che molti fingono di non vedere, mettendo a rischio se stessa, la sua carriera, la sua sicurezza. E lo fa con una dignità rara. Con uno sguardo che abbraccia l’intera umanità. Quando parla della Palestina, non parla solo di un popolo martoriato, ma di tutti coloro che ovunque nel mondo vengono privati di diritti, di voce, di terra, di sogni.
Francesca non è mai sopra le righe, non urla, non cerca il clamore. Eppure viene attaccata con ferocia, calunniata, delegittimata. In un’Italia in cui troppo spesso chi si espone per la giustizia viene deriso o insultato, lei ha avuto il coraggio di andare controcorrente. Di dire la verità quando farlo significa perdere protezioni, alleanze, privilegi. E lo ha fatto con grazia, rigore e amore.
Per me non è solo una delle menti più lucide del nostro tempo. È una coscienza viva. Un esempio raro. È italiana, sì, ma appartiene al mondo. Parla della Palestina, ma lo fa con la stessa intensità con cui riflette sull’Africa, sull’Asia, sulle Americhe. Ci mostra che tutte le lotte per la dignità umana sono collegate, che nessun popolo può essere libero se un altro viene oppresso.
Quello che mi colpisce ogni volta in lei è la sua capacità di parlare della sofferenza senza cinismo, con empatia profonda, senza mai perdere la fiducia nella possibilità di un mondo migliore. In un tempo di cinismo e indifferenza, Francesca è una voce limpida, un faro che indica la strada.
Solo in Italia, ed è una ferita che brucia, si permette che una figura come la sua venga screditata. Mentre nel mondo viene ascoltata, rispettata, invitata nei luoghi in cui si prendono decisioni importanti, nel nostro Paese si trova ad affrontare una campagna d’odio che non dice nulla su di lei, ma molto su chi la teme.
Chiunque abbia il privilegio di ascoltarla, capisce che Francesca Albanese non sta semplicemente facendo il suo lavoro. Sta tentando, con tutte le sue forze, di svegliare le coscienze, di scuotere il torpore, di ricordarci che l’indifferenza è una scelta, e spesso è la più vile.
Per me, Francesca è una donna di coraggio raro. Una custode della dignità umana. Non ha scelto la strada più facile, ma quella più giusta. E per questo merita non solo rispetto, ma gratitudine.
Sta offrendo al mondo, forse per l’ultima volta, la possibilità di fermarsi, guardarsi allo specchio e scegliere: da che parte vogliamo stare?
So little, so late, President @vonderleyen :
After you have given Israel 21 months a free pass in Gaza, it will take more than words to prevent Israel from completing its genocidal mission and overt ethnic cleansing campaign. And even more, to repair what's left of the EU credibility.
A Biella un gruppo di alpini, o presunti tali, canta Faccetta Nera e fa il saluto romano. Dei 57000 alpini mandati in Russia da Mussolini tornarono solo 11000. Non credo che nessuno di questi abbia cantato più Faccetta Nera. Ora la canta solo gente che dimentica la storia.
@Giovann59394926@soumi_ds Francesco non era "allineato" alla narrazione ipocrita di questi pseudo storici abituati a fare la Storia con le proprie opinioni.
@Lucrezi97533276 Li vota gente a cui non frega niente della loro ignoranza. Gente il cui unico interesse è poter continuare a farsi i caxxi propri. E quegli ignoranti glieli fanno fare perché è per questo che sono votati. Il problema è chi non vota più perché tradito da chi li doveva difendere.
@marcofurfaro Il PD dovrebbe riflettere sui danni causati dall'aver abbandonato l'elettorato che doveva difendere a favore di banche, imprenditori cialtroni, sanità privata, e a favore di un rigore applicato pervicacemente verso chi, avendo stipendi da fame, pagava le tasse per intero.
È morto Papa Francesco. È stato un grande profeta, un cristiano discepolo di Gesù, un fratello di tutti noi, un uomo di dialogo e di pace. Rimpiangeremo questi giorni in cui la chiesa si è mostrata madre e non matrigna.
Ringraziamo Dio per averci donato questo papà e pastore!