E forse è il caso di capirsi. Con un elenco semplice da condividere tra noi:
Criticare cosa fa il governo di Israele non significa odiare Israele o gli ebrei.
Criticare cosa fa il governo di Israele non significa smettere di lottare contro Hamas e simili.
(segue)
Fossi il capo dell'ANPI, oggi sarei seduto accanto ai leader delle comunità ebraiche in Italia, a fare fronte. Perché i fascismi (anche quelli autoprodotti) sono nemici comuni. Sarei lì in solidarietà, a riconoscere che poche mele marce non rovinano il cesto. (segue)
Il paradossale referendum di domenica. Una destra che rischia proponendo una riforma liberale e una sinistra a testa bassa a difesa di un ordinamento fascista. E l'Italia va a rotoli
NORDIO VS BETTINI
Bettini, 18 giugno 2025 sul Foglio: "Ritengo che la separazione delle carriere nella magistratura possa rappresentare un passo importante, persino doveroso, nella direzione di una maggiore terzietà del giudice"
Bettini, 26 settembre 2025 al congresso delle Camere penali: "Se la separazione delle carriere è un segnale verso la terzietà del giudizio per me ben venga"
Bettini, 19 gennaio 2026 a Radio24: "Mi sono espresso più volte a favore della separazione delle carriere. La formulazione della legge proposta dal governo include questa misura, ma oggi il dibattito è così politicizzato che il voto è diventato un sì o un no a Giorgia Meloni. Non posso sostenere una contrapposizione così pesante alla sinistra, alle forze democratiche e al Pd, partito che ho contributo a fondare e dentro il quale milito con convinzione. E il mio voto a ciò sarà conseguente"
Nordio, 19 marzo 2026: "Bettini, uno dei fondatori del Pd, è il nostro migliore sponsor: ha detto che questa riforma gli piace ma voterà No per dare una spallata al governo Meloni”.
Bettini, 19 marzo 2026: "Sono per il No sia nel merito che per il contesto. Non ho mai pronunciato le frasi che Nordio mi attribuisce".
Nordio, 19 marzo 2026: "Capisco che il povero Bettini sia stato costretto all’autocritica, nella migliore tradizione dei processi stalinisti, da Koniev a Kamenev a Bucharin. Ma non siamo più nell’URSS, dove i libri erano stampati a fogli mobili, che si sostituivano per modificare il passato. Le sue parole sulla riforma rimangono e la sua retromarcia mi suscita una tenera pietà"
#16marzo 1978. Le Brigate Rosse rapiscono #AldoMoro e uccidono gli uomini della sua scorta. Inizia uno dei periodi più drammatici della storia italiana. Moro dopo una lunga prigionia verrà ucciso. Il terrorismo continuerà colpire, ma la reazione democratica e popolare lo sconfiggerà. Nulla sia dimenticato e chi ha pagato con la vita sia sempre ricordato e onorato
Per “La Nazione” Serracchiani (responsabile giustizia Pd) vota Sì. Ovviamente è un refuso, ma la confusione è legittima visto che Serracchiani nel 2019 aderì alla mozione Martina che prevedeva la separazione delle carriere…
“Come si cambia per non morire…” (cit.)
Contro il sorteggio per il #Csm@ANMagistrati ha scatenato una vera e propria guerra. Peccato che dal 2017 sia lo stesso Csm ad averlo scelto per una delle sue funzioni più delicate: la nomina dei togati nelle commissioni di concorso per l’ingresso in magistratura. Basta balle. Io voto Sì #ReferendumGiustizia
una campagna sobria, nel merito, rispettosa delle ragioni altrui: i paletti posti dal Presidente Mattarella siano condivisi da tutti. Dal canto nostro come Liberta' Eguale-Sinistra del Si' lo stiamo facendo dal 12 gennaio
questo e' il Preambolo della Costituzione portoghese che fa professione di antifascismo dalla seconda riga. Agli articoli 218 e 220 ha due Csm separati.
Il video del #PD che dice che chi vota #Si al #referendum e’ un fascista raggiunge forse il punto piu’ basso di qualsiasi polemica politica. Quindi chi sosteneva la mozione #Martina nel 2019 e il programma del #Pd nel 2022 erano tutti fascisti. https://t.co/aY3LzCIjhE
La linea comunicativa del @pdnetwork che assimila al fascismo chi voterà Sì al referendum del 22-23 marzo è gravemente insultante e svilente.
Da fondatrice e militante del PD sono colpita e molto addolorata da una deriva comunicativa e politica sempre più polarizzante e populista.
La Costituzione si difende soprattutto non violentandone i principi, tra cui quello del referendum confermativo su cui gli elettori devono esprimersi nel merito, senza trasformarlo in una contesa politica sul governo in carica. Per quello ci saranno le elezioni politiche.
Io voterò sì, e lo farò in compagnia di molti elettori e militanti del Pd, per i quali chiedo rispetto: basta, vi prego, con accuse infamanti.
Basta con una campagna che sembra ricalcare, al contrario, i toni e lo stile di Fratelli d’Italia, anche loro impegnati una penosa linea comunicativa per cui chi vota no è assimilabile ai violenti degli scontri di Torino.
Dico a tutti: recuperiamo una discussione di merito, serena, rispettosa e centrata: dobbiamo farlo per il bene del dibattito pubblico, e della democrazia del nostro Paese.
Poi so bene che esiste una linea maggioritaria nel mio partito, e sono sicura che esistono molti modi per argomentare sulle ragioni del “No”.
In tutta onestà mi pare che quelle osservate e ascoltate fin qui non siano quelle più giuste e quelle più convincenti.
#ReferendumGiustizia