Aujourd’hui, une fois de plus, quelqu’un m’a dit :
— Ton travail ? Nettoyer des culs.
Et croyez-moi… ce n’est pas la première fois que je l’entends.
Mais ce soir, je veux répondre clairement.
Oui, je suis aide-soignante.
Et oui, je nettoie des culs.
Mais je fais aussi bien, bien plus que cela.
Je lave des corps fragiles.
J’habille des mains tremblantes.
Je nourris des bouches fatiguées.
J’offre des mots doux là où il n’y a plus que le silence.
Je rends leur dignité à ceux qui ne peuvent plus la préserver eux-mêmes.
Je prends soin d’hommes et de femmes qui ont tout donné à ce monde.
Et qui, aujourd’hui, ne méritent qu’une chose : être soignés avec humanité.
Réduire ce métier à « nettoyer des derrières », ce n’est pas seulement faux.
C’est insultant.
Parce que derrière chaque geste, il y a du respect.
Derrière chaque contact, il y a de la délicatesse.
Derrière chaque garde épuisante, il y a un cœur qui a choisi de servir.
Et vous savez quoi ?
Ceux qui se moquent de ce métier sont souvent ceux qui n’ont jamais eu besoin d’aide.
Qui n’ont jamais vu un parent perdre son autonomie.
Qui n’ont jamais eu à accepter leur propre fragilité.
Mais ce jour viendra.
Et ce jour-là… ils seront reconnaissants de nous trouver.
Reconnaissants de trouver quelqu’un qui ne juge pas.
Qui tend la main.
Qui soigne avec dignité, patience et amour silencieux.
Notre métier est fait de personnes.
Il est fait de courage.
Il est fait de présence, quand tout le reste s’efface.
Ce n’est pas un travail comme les autres.
C’est un travail vital.
La prochaine fois que cela vous fera rire… réfléchissez-y.
Car un jour, peut-être, ce sera votre tour.
Et vous serez heureux qu’à vos côtés, il y ait quelqu’un comme nous.
This is what late-term abortion looks like.
A fully developed child is stabbed in the heart and poisoned to death.
It’s not healthcare
It’s not empowering
It’s murder.
WATCH:
A student is asked whether he supports abortion and reveals he is an abortion survivor.
"I'm here because the abortion failed."
Abortion survivors are real. They are living proof that every child targeted by abortion is a unique human being with a life worth protecting.
Juventus, l'imperdibile giallo dell'estate: non può spendere un euro più di quanto incassa, ma finora ha speso 138 milioni incassandone 37. Per mettersi in regola ora deve vendere per 100 milioni
Incredibile ma vero, dopo le follie di Giuntoli e Comolli è arrivato Carnevali a oscurarne la fama. A un mese dall'accordo preso con l'UEFA la Juventus spende e spande come se non ci fosse un domani: le regole per Madama non esistono
Con la più grande disinvoltura di questo mondo la Gazzetta dello Sport informa oggi i suoi lettori che la Juventus è ad oggi il club italiano che più ha speso sul mercato: contando anche l’esborso per Openda, per il quale è scattato l’obbligo di acquisto a 42,3 milioni dopo il primo anno trascorso in prestito, la Juventus ha speso in nuovi acquisti la bellezza di 138,5 milioni la gran parte andati per l’acquisizione, oltre che di Openda (già diventato un esubero e spedito in prestito al Lione, costato appunto 42,3 milioni), di Kolo Muani (41,2 milioni), Alajbegovic (32) e Ekhator (16,4).
Nessun club italiano ha speso più della Juventus: la stessa Gazzetta ci informa infatti che il Como è arrivato a 127 milioni, il Milan a 103, il Napoli a 93, la Roma a 73. “Signora, quante spese”, è il titolo del quotidiano rosa che in due distinti sottotitoli spiega (si fa per dire): “La gestione: le esigenze di bilancio sono ormai consolidate alla Contanassa, il piano di risanamento è a buon punto”. E ancora: “I prossimi passi: i bianconeri devono realizzare preziose plusvalenze per compensare i mancati premi Champions”.
La Juventus ha naturalmente anche provveduto a cedere giocatori: ma a parte i 17,4 milioni che le spettavano per la cessione di Muharemovic - su cui si era riservata il 50% in caso di rivendita - dal Sassuolo al Leeds, si è trattato di cessioni di giovani dallo scarso valore. In tutto il club bianconero, a fronte di spese sostenute per nuovi acquisti per 138,5 milioni, ha incassato alla voce cessioni 37,7 milioni. Ha speso cioè 100,8 milioni più di quanto incassato e la Gazzetta, nel riferirne, non fa un plissé: il che è davvero strano perchè...
P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero
La número 1 del mundo en el tenis femenino, Aryna Sabalenka, lanza una declaración demoledora y sin filtros: «Es vital proteger la equidad. Biológicamente, los hombres son mucho más fuertes que las mujeres. No es justo. No es igualdad. No es deporte femenino si dejamos que hombres biológicos compitan contra nosotras». Se pone del lado de Sophie Cunningham y lanza un mensaje claro: las mujeres no vamos a seguir callándonos mientras nos roban nuestros títulos, podios y oportunidades.
Sulla pagina di don Ferdinando Rancan è ora disponibile lo speciale di Telepace "100 anni di bene", con racconti e interviste realizzate in occasione del centenario della nascita
https://t.co/juep5p4h1z
Non sono le armi atomiche che generano la #pace, ma il disarmo. Tale verità, che sembrava acclarata nei decenni scorsi, durante i quali abbiamo assistito ad una de-escalation nucleare, è stata offuscata da una corsa agli armamenti che oggi spaventa e atterrisce.
Ieri a #Pescara gli attivisti di #Mare Libero si sono ripresi la battigia! Il gestore ha tentato di cacciarci, prima tramite i dipendenti poi intervenendo di persona. Ma davanti all'evidenza legale delle sentenze si è dovuto arrendere: nessuno può mandarci via.
#Bolkestein
Giandomenico Caiazza, avvocato penalista italiano del Foro di Roma, già presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane (2018–2023), noto per il suo impegno nella tutela del diritto di difesa. Non un pericoloso manettaro.
E Amen, direi.
This is what the hand of a 22-week-old baby looks like: all five tiny fingers, fully formed, wrapped around a parent’s finger.
Age does not determine a child’s humanity.
Possibile che non ci sia in questo paese disgraziato un magistrato, un politico, un giornale che voglia dedicare tempo e pazienza ad assicurare una giustizia giusta per Giovanni e per la sua famiglia ? #VergognaItalia
Torino-Inter 5 minuti e diverse angolazioni proposte all’arbitro per fargli cambiare idea (resto dell’idea che non é mai rigore)
Fiorentina-Inter mano di Pongracic. Nemmeno il replay mostrato in tv
Inter-Atalanta 30 secondi per andare oltre l’episodio Frattesi-Scalvini
Como-Inter si valuta la posizione del contatto Bonny-Paz non il contatto stesso che non è mai punibile
E tanto altro
Sono fuori moda: amo il latino e odio l'inglese. Per me, il latino non è una lingua morta ma una lingua immortale. I nostri figli, invece, non so perché, non riescono a finire una frase se non c'infilano dentro almeno un paio di vocaboli inglesi, o per meglio dire americani. Sarà colpa della globalizzazione, di Internet o delle canzoni di successo... Ma perché mi piace tanto il latino? Perché è sintetico.
Perché va diritto al cuore del problema. Detto in altre parole, adoro la brevitas. Prendiamo Tacito per esempio, lì dove dice «Germani fingunt et credunt» Tre parole per esprimere un concetto che in italiano ha bisogno di almeno otto parole. Una frase come «I tedeschi prima si inventano le cose e poi finiscono col credere che siano vere» lui la riassume dicendo: "fingunt et credunt". Eccezionale!" Forse alla fine è per questo che mi piace tanto il latino: di gente che parla e parla e parla per ore senza dire nulla oggi ce ne sono anche troppi.
Luciano De Crescènzo, Il caffe sospeso.
Tutti hanno chiesto le dimissioni di Gravina, ma nessuno ha chiesto le dimissioni di questo signore, Luigi De Siervo, amministratore della Lega Calcio da 8 anni. De Siervo è un avvocato ed ha un percorso quanto più lontano possibile dal calcio. Da quando c'è lui si gioca a Pasqua, Pasquetta, si fanno i mini-tornei di Supercoppa Italia in Arabia Saudita e si gioca dal venerdì al lunedì. Il calcio è in mano al business. Se lo si vuole far rinascere, c'è da mandare via tutti quei personaggi che lo hanno distrutto.
Best practice da @PosteItaliane
Ieri alle 15 mentre stavo chiacchierando con degli amici a casa mia suona il citofono, è la mia vicina mi dice: “guarda francesco, ti ho portato su questo avviso perché altrimenti rischi che venga perso”, dato che lo avevano lasciato attaccato alla porta d’ingresso del condominio dove abitano 30 altri condomini. La ringrazio guardo l’ora ed era cinque minuti prima, noi eravamo a casa ma nessuno ci ha suonato. Evidentemente il postino non aveva tempo o voglia di perdere tempo per consegnarmi la raccomandata. Questa non è una cosa successa una volta, è ormai sistematico che Poste Italiane qui a Trieste, o almeno l’ufficio postale che serve a casa mia, abbia questa Best Practice. Il bello è che potrò andare a ritirare la raccomandata solo martedì prosdimo, servono due gg lavorativi perché il postino riporti la raccomandata al suo ufficio postale!!!
mi chiedo se i poveretti che spendono 8/10 di euro per mandarmi una “raccomandata, uno” siano contenti che poi io debba aspettare quattro giorni per poter andare a ritirare una raccomandata che mi poteva essere benissimo consegnata.
Mi auguro che questo post lo leggano anche in poste italiane e facciano una citofonatina all’ufficio postale di competenza. L’indirizzo lo trovate nella foto.
Come pensavate che ,quando il Presidentissimo,a cui saremo eternamente grati non tanto per le sue vittorie ma per aver fatto emergere quella che la cassazione ha definito una ASSOCIAZIONE A DELINQUERE,disse di aspettarsi che avrebbero fatto qualcosa per non trovarsi più fra i piedi Rocchi,poi questo losco individuo non avrebbe fatto una carriera inarrestabile.
Proprio nella settimana in cui la spinta su Dumfries viene definita dai Leccaculi di Regime una "spintarella" vi consegno la madre di tutte le mAJAlate che ha spianato la strada a "Rocchi e i suoi Fratelli" come una sorta di endorsement definitivo della Cupola.
Questo video, che mi piacerebbe diventasse virale, andrebbe proiettato nelle scuole arbitri di tutta italia, per far capire come distinguere un arbitraggio corrotto da un arbitraggio equo.
Da romanista derubato per decenni, vedere gli juventini schiumare rabbia per un furto arbitrale é pura goduria. Anni a raccontarci che gli arbitri fossero gli “alibi dei perdenti”, dopo che li rinchiudevano negli spogliatoi, per poi sbroccare per un rosso. Benvenuti al mondo