@AStramezzi@neuralink Dottore avrei bisogno di qualche consiglio x un bimbo con tumore maligno in cura al Regina Margherita di Torino,come posso contattarla?
"Aiuto l'epidemia! Bisogna correre a proteggersi"
Così ogni volta.
Così capitò ai genitori di Andrea che volevano mettere al sicuro il loro piccolo.
Come andò a finire lo si vede nel breve clip, grazie alla coraggiosa testimonianza del padre. Si comprende bene come l'autismo non si debba mai collegare, per imposizione.
Pochi genitori, dopo un evento così terribile, hanno la forza di esporre il loro dolore e quello della loro creatura al pubblico giudizio. Molti si chiudono nel silenzio.
https://t.co/xwW7H1twRU
PS Dopo questa puntata, "La Gabbia" di Paragone chiuse, guarda la coincidenza.
Il colonnello Douglas Macgregor spiega perché i globalisti sono determinati a distruggere la #Russia e a sostituire Putin:
"Il loro obiettivo è distruggere la Russia. Perché? Vogliono sostituire Putin perché Putin presiede l'ultima grande potenza europea che possiede un'identità nazionale, una lingua nazionale e una cultura nazionale che si fondano sul cristianesimo ortodosso. Questo rende la Russia nemica dei globalisti. Cosa ci hanno fatto i globalisti?
Hanno inondato i nostri paesi di non europei con l'obiettivo specifico di diluirci, distruggere la nostra identità nazionale, eliminare la nostra cultura. Eliminare qualsiasi potere residuo che il cristianesimo possa esercitare culturalmente in Occidente e vogliono fare lo stesso con la Russia.
Vogliono farlo con la Russia perché possiede enormi risorse: minerali, agricole, petrolifere, di gas e metalli rari. Se si riesce a rimuovere Putin, si possono depredare le sue risorse e arricchirsi. Ecco perché la Russia deve andarsene. La Russia sta resistendo."
Via Laura Aboli
Fosse per me, da domani nessuno scende a lavoro, ci facciamo le ferie lunghe tutti insieme non paghiamo piu un cazzo e ….
VAFFANCULO https://t.co/WRcfvzQ6G3
‼️Perché la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle misure Covid non audisce il luminare Prof. Mariano Bizzarri, Università La Sapienza?
Perché potrebbe evidenziare aspetti “scomodi” anche per l’attuale governo Meloni?
Il Prof. Bizzarri ha espresso sin da subito fortissime critiche sull’abuso dei test molecolari, sull’ inutilità delle mascherine ed è molto chiaro ad evidenziare che i cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 di fatto sono terapie geniche e che, dunque, mai avrebbero dovuto essere autorizzate per l’applicazione in massa sulla popolazione ignara in cosiddette campagne “vaccinali”.
E dunque mai un governo dovrebbe continuare a raccomandarle alle donne incinte!
Il Prof. Bizzarri è anche molto chiaro nel criticare giustamente lo scandalo della mancanza di una effettiva farmacovigilanza sui cosiddetti “vaccini” contro il Covid-19 e il fatto che il governo Meloni (insediato a fine 2022) non ha fatto nulla al riguardo!
In teoria, non si capisce perché un luminare di tale spessore internazionale non venga audito. Però, considerando i fatti si capisce: perché uno come il Prof. Bizzarri é troppo ben informato su tutta una serie di aspetti fondamentali ed è molto chiaro e capace ad esporli con la sua expertise e autorità professionale.
In Commissione d’inchiesta sulle misure Covid della Provincia Autonoma di Bolzano il Prof. Bizzarri è stato audito su mia richiesta.
@Marcolisei@mariogiordano5@LucioMalan
QUESTE BESTIE VANNO FERMATE!
O smetti volontariamente di mangiare carne, oppure creeranno un'intolleranza genetica in modo che il tuo corpo la rigetti. Questo è ciò che dicono al World Economic Forum.
Matthew Liao, stretto collaboratore del WEF e di Bill Gates: Possiamo indurre ALLERGIE ALLA CARNE usando le zecche Lone Star in modo che tu NON POSSA fisicamente MANGIARE CARNE DI MANZO O ALTRI TIPI DI CARNE.
"Esiste già una zecca geneticamente modificata chiamata Lone Star.
Se ti morde, diventi allergico alla carne E PUOI MORIRE."
📹 sottotitoli in italiano 🇮🇹
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🔴⚠️SEMPRE PER IL TUO BENE...
...Ciò che ho sempre pensato...
Quando leggi le etichette degli ingredienti dei prodotti,ne sono riportati soltanto 1/3 di quelli presenti nel prodotto.
Esempio: farine,massa di cacao,latte scremato ecc... non è riportato cosa ci sia dentro questi..
Grazie
Roberto Riccardi
Un tempo a scuola esistevano i somari, che le trovavano tutte per non studiare. Oggi sono quasi scomparsi; hanno un certificato.
È il miracolo della diffusione a macchia d'olio dei disturbi dell'apprendimento.
Trecentocinquantamila. Tanti sono gli studenti italiani che possiedono una certificazione di Disturbo Specifico dell'Apprendimento.
Nel 2010, anno della Legge 170, rappresentavano lo 0,9% della popolazione scolastica. Oggi sfiorano il 6%. Un incremento del 500% in poco più di un decennio. In Liguria e Valle d'Aosta si raggiunge l'8,4%. Nelle scuole superiori la percentuale si avvicina al 7%.
Se il trend non si arrestasse, tra vent'anni la maggioranza degli studenti italiani risulterebbe certificata. Chi non ha un certificato diverrebbe la minoranza.
Cifre che stridono con le stime epidemiologiche più solide, che indicano una prevalenza dei disturbi specifici di lettura intorno al 3,5%. Le certificazioni scolastiche italiane hanno raggiunto il 6% e, in alcune regioni, superano l'8%. Lo scarto non si spiega con la consapevolezza.
Il pedagogista Daniele Novara denuncia da anni che nelle scuole si arriva a un 10% di dislessici certificati, due bambini su venti per classe. Il filosofo Umberto Galimberti parla di scuola elementare trasformata in clinica psichiatrica.
Si può invocare una maggiore consapevolezza diagnostica, come recita il mantra ministeriale. Si può anche chiamare le cose con il loro nome: siamo di fronte al più colossale sistema di aggiramento dell'obbligo scolastico nella storia della Repubblica.
Il meccanismo è di una semplicità disarmante. La maestra segnala che il bambino "si distrae" o "sogna ad occhi aperti", come se generazioni di scolari non avessero fatto esattamente lo stesso prima che qualcuno decidesse di trasformarlo in patologia.
La famiglia viene indirizzata verso lo psicologo infantile. Centri privati sfornano certificazioni dopo tre incontri o addirittura uno solo. Il bambino ottiene un Piano Didattico Personalizzato: compiti facilitati, interrogazioni programmate, tempi supplementari, dispensa dalla lettura ad alta voce.
Un percorso scolastico in discesa dove la promozione diventa un diritto automatico, non il risultato di un apprendimento effettivo.
Quanti professionisti affermati - medici, avvocati, ingegneri, accademici - riconoscerebbero oggi nella propria biografia i tratti di almeno un DSA?
Una grafia rimasta illeggibile a sessant'anni. I calcoli a mente che restano un tormento, applicare un tasso di cambio, computare una percentuale senza ricorrere al telefono. La lettura ad alta voce che in terza elementare era un supplizio.
Eppure hanno completato il liceo classico, si sono laureati, hanno costruito carriere, scritto libri, insegnato nelle università. Con quale strumento compensativo? La fatica. Con quale misura dispensativa? Nessuna. Con quale indennità di frequenza? Lo stipendio dei genitori che pretendevano risultati.
La differenza tra ieri e oggi non è neurologica. Non si è verificata una mutazione genetica nella popolazione italiana.
La differenza è che un bambino parcheggiato davanti a uno schermo fin dai primi mesi di vita - il telefono a tavola, il tablet in cameretta, la televisione come babysitter permanente - sviluppa inevitabilmente difficoltà di concentrazione, povertà lessicale, incapacità di sostenere lo sforzo prolungato della lettura.
Non è dislessia: è deprivazione educativa. Non è discalculia: è un cervello che nessuno ha allenato. Non è disgrafia: è una mano che non ha mai tenuto una matita abbastanza a lungo perché qualcuno le preferiva il touchscreen.
E quando quel bambino arriva a scuola e non riesce a tenere il passo, la colpa non è di un disturbo neurobiologico. La colpa è di genitori che hanno delegato l'educazione a un algoritmo e che ora delegano la diagnosi a un neuropsichiatra, perché ammettere il proprio fallimento educativo è più doloroso che accettare un certificato.
Intorno alla certificazione DSA
Questa è una bellissima notizia.
Dopo che i legali della famiglia #Trevallion hanno rinunciato al mandato (chissà sotto quali pressioni...), adesso il loro legale è Simone Pillon. 👏🏻👏🏻👏🏻
#Famigliadelbosco#Famiglianelbosco
Il fuoco amico contro Byoblu. Noto, en passant, che a giubilare per la fine dell'avventura eroica e coraggiosa di Byoblu non sono tanto i "nemici storici", come il partito di "Repubblica" e "L'espresso", ma vecchi "compagni di strada" dell'emittente fondata da Messora. Soggetti che, spesso, per una ragione o per un'altra, sono stati garbatamente messi alla porta per le ragioni più disparate. Sicché la loro non è una critica razionale all'operato di Byoblu (critica legittima, che forse sarebbe stato opportuno svolgere quando l'emittente era in vita), ma una semplice e irrazionale esternazione rancorosa di livore e acredine, una sorta di puerile manifestazione di gioia al cospetto del cadavere dell'amico poi divenuto rivale. Naturalmente queste critiche emotive e prive di logos, dalla consistenza per lo più poltacea, non ci dicono nulla su Byoblu, ma, in compenso, molto ci dicono sulla statura di chi le muove. Byoblu ha svolto un compito encomiabile e fondamentale: dare voce ai senza voce, porre pionieristicamente in essere le basi per una contro-egemonia culturale rispetto al pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto. La fine di Byoblu è, dunque, una sconfitta per tutto il variegato mondo di chi è contro l'ordine simbolico e materiale dominante. E come tale va appresa con sconforto e mestizia. Che a giubilare possano essere gli araldi dell'ordine dominante è naturale e fisiologico. Che a festeggiare, con tanto di requisitorie vuote e livorose, siano gli ex amici ed ex collaboratori è solo un ennesimo episodio della storia del risentimento e delle passioni tristi. Tanto più che gli stessi che si macchiano di questo contegno deplorevole sono, in taluni casi, ex collaboratori che hanno, de facto, copiato maldestramente il modello Byoblu per fondare, nelle loro cantine o nei loro sgabuzzini, il loro micro spazio telematico finalizzato alla gratificazione del loro ego (e magari anche del loro borsello) più che alla "riforma morale e intellettuale degli italiani" di gramsciana memoria. Vana è ogni guerra all'ordine dominante, quando il neocannibalismo della competitività liberista ha colonizzato le nostre menti.
Cena de antiguas compañeras de clase. 35 años.
Currículums brillantes, buenos sueldos, Instagram lleno de “mujeres empoderadas”.
Entre risas, Elena deja la copa, se toca la barriga y dice:
—He decidido dejar mi trabajo unos años para criar al bebé. Juan y yo lo hemos decidido así.
Un segundo de silencio.
Sonrisas tensas.
Hasta que habla Clara.
Bio morada, hilos sobre patriarcado, postureo 24/7.
Deja la copa de golpe:
—Es un error gravísimo, Elena. Renuncias a tu independencia para ser la chacha de tu marido. Es un retroceso.
La mesa se congela.
Elena se encoge. Mira al mantel. Se le cae la sonrisa.
Ahí entro yo:
—Pensaba que el feminismo iba de que las mujeres pudieran elegir su vida, no de que todas hicieran la misma.
Clara gira la cabeza, molesta:
—Esa es una falsa libertad. Estás perpetuando roles de género.
Ya sin sonreír:
—No, Clara. Lo que perpetúas es tu ego. No quieres mujeres libres, quieres discípulas.
Si una amiga no encaja en tu guion, la tratas de ignorante y la humillas delante de todas.
Se pone tensa:
—Estás alienada. No entiendes nada de estructuras de poder.
Traducción: “No repetís mi eslogan, así que estáis equivocadas”.
El resto de la cena, Clara la pasa deslizando el dedo por el móvil, tecleando con rabia.
Seguro que redactando un hilo sobre “lo duro que es ser feminista rodeada de mujeres machistas”.
Al salir, Elena me agarra del brazo.
Ojos brillantes, voz bajita:
—Gracias por defenderme. Pensé que estaba loca por querer criar a mi hijo.
No está loca.
Está rodeada de un activismo que ama más el relato que a las personas.
Reflexión:
Hay un feminismo que presume de “liberar a la mujer”…
siempre que elija carrera, éxito y oficina.
Si elige maternidad, hogar o cuidado, de repente es sumisa, retrógrada o “lavada de cerebro”.
La libertad no es aplaudir solo a la CEO.
Es no tratar de traidora a la que decide criar a sus hijos.
Cuando tu “feminismo” te hace atacar justo a las mujeres que dices defender,
ya no es un movimiento de liberación.
Es otra religión más,
con dogmas nuevos y la misma intolerancia de siempre.
Bentornato grande Alessandro ❤️
Il prof. Alessandro Meluzzi ritorna con un video il giorno di Pasquetta sul suo account Facebook.
Non so se questa sia davvero la sua voce, se sia reale o frutto dell'IA, so però che queste parole sono piene di amore e speranza, dunque grazie per averle condivise con noi tutti.🌹
https://t.co/ihh1D8WEUX
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NELL’INTERESSE SUPERIORE DEL BAMBINO
Cosa c’è dietro alla sottrazione dei minori
PAS. (Parental Alienation Syndrome) Sindrome da alienazione genitoriale o parentale.
Ve la spiego cosi. Mettetevi seduti.
America anni ’80.
Robert Gardner è uno psichiatra infantile, rispettato professore clinico volontario alla Columbia University, autore di oltre 40 libri e 250 articoli. Sostenitore di posizioni giustificanti la pedofilia, morirà suicida.
È diventato famosissimo (e controverso) per aver coniato il termine Parental Alienation Syndrome (PAS) (sindrome da alienazione genitoriale) nel 1985-1987.
Gardner ritiene che il 90% delle denunce di abusi verso i padri, siano fantasia di madri vendicative.
Ma i dati mostrano che le false denunce sono rare (5-10%), mentre la violenza reale è sottostimata.
Gardner inventa e teorizza la sindrome da alienazione parentale, con cui etichetta la madre come manipolatrice o non collaborativa, responsabile lei, del conflitto tra il figlio e il padre, cosicché si determina la sua alienazione e la separazione traumatica dal figlio.
Ve lo spiego nello specifico.
La storia è sempre la stessa. Ed è la storia di TUTTE quelle madri che sfilano a Roma gridando al cielo e a chi non le ascolta più, il dolore che si trascina in ognuna delle loro storie.
Ecco il copione: Una madre che subisce violenza domestica su lei e/o i figli, anche in presenza di condanne penali già comminate al padre, e che intende per questo porre fine al rapporto, può andare incontro ad un calvario senza fine fattosi prassi molto diffusa.
A seguito della denuncia per violenza, il sistema derubrica tutto a “conflitto genitoriale”. L’accusa di violenza scompare per venire spostata sulla conflittualità.
Il problema non è più la violenza del padre, il problema è il conflitto fra i genitori. E chi ne è responsabile? La madre.
La violenza (o il pericolo) viene ribaltata e attribuita ora alla madre stessa: è lei che “non collabora”, che è “ostativa”, “simbiotica”, “alienante”, che “usa i figli contro l’altro genitore” o contro le istituzioni.
La madre, da vittima, è diventata colpevole!!! ⬇️
Risultato: i bambini vengono allontanati dalla madre (quella che ha denunciato), proprio perché la sua “calunnia”, la sua “resistenza” o il suo “conflitto” vengono considerati dannosi per i minori.
Non esistono perizie o accertamenti. Quelli verrano dopo. Molto dopo.
Per ora basta la relazione dei servizi sociali, sufficiente al giudice per far allontanare i minori.
La derubricazione da violenza a conflitto comporta dunque l’allontanamento dei bambini in strutture che iniziano a macinare denaro, e determina una serie di nomine ( CTP CTU, educatori, psichiatri, curatori, mediatori ecc.) che innescano un altro fiume di denaro senza fine. Le perizie possono durare anni durante i quali i genitori sostanzialmente perdono i figli, e i bambini PERDONO TUTTO.
Tale sconsiderata pratica, che non rispetta i bambini, né le mamme, determinata dal potere enorme conferito ai servizi sociali, prevede che in presenza del conflitto si proceda ad affermare il principio di BIGENITORIALITÀ applicata senza distinzioni, che può arrivare a imporre ai bambini la FREQUENTAZIONE FORZATA dei padri abusanti!!!
O delle madri, come nella tragedia del bimbo di Trieste consegnato FORZATAMENTE alla madre che lo ha ammazzato in virtù di questa bigenitorialità imposta.
Non di rado i bambini possono perfino essere collocati presso il genitore abusante.
Da specificare che I BAMBINI NON VENGONO MAI ASCOLTATI.
Anche Catherine è stata giudicata “Ostativa” “ALIENANTE”
“SQUALIFICANTE” “
Qual è il nesso con la storia dei bambini del bosco?
Nella famiglia di Catherine e Nathan non c’è violenza, ma lo schema si ripete quando lo Stato prende il posto del padre, e la madre Catherine viene colpevolizzata e trattata come l’elemento “alienante”.
Per lei scatta dunque il meccanismo che le riversa addosso la colpa di essersi opposta, non ad un padre, ma alle istituzioni ( servizi sociali e sistema) ed al modello educativo imposto, e di aver danneggiato i figli.
Il Tribunale ha applicato lo stesso schema della PAS:
Catherine è colpevole di essersi contrapposta e di resistere alle ingerenze spropositate e impositive delle Istituzioni ( servizi sociali)
I bambini sono stati tolti (in seguito sarà allontanata anche lei dalla struttura) non perché si è dimostrato un pericolo concreto e immediato, ma perché la madre non accettava passivamente il modello imposto (scuola obbligatoria, smartphone, dieta, socializzazione standard).
È il rovesciamento più cinico:
Si tolgono i bambini alla madre non per proteggerli da una violenza, ma perché lei ha osato denunciare o resistere a quella che il sistema considera una “violenza” da parte sua. La resistenza di Catherine diventa la vera colpa. Il suo amore per il proprio figli, diventa incredibilmente e strumentalmente un PERICOLO per loro stessi. È lei che danneggia i bambini. Non lo sconvolgimento delle loro vite strappate alla madre senza perizie né verifiche.
Si tratta dunque di alienazione istituzionale o PAS di Stato
La retorica della tutela viene utilizzata per punire il genitore (la madre) che non si adegua.
La PAS è considerata pseudoscienza, bocciata dalla Cassazione e dall’OMS. È contestata dalla CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo). Non è riconosciuta dal manuale diagnostico dei disturbi mentali (DSM).
Nonostante le ripetute critiche viene liberamene applicata, malgrado non possa essere menzionata, e si esprime cosi attraverso schemi fotocopia, sempre quelli, buttati addosso alle madri. La PAS continua ad avere un impatto significativo e ossessivo sulle sottrazioni di minori in Italia.
🔴 THE BIBI FILES
Il documentario su Benjamin Netanyahu, tradotto in italiano con l’ausilio dell’IA da @Veleno_Q_B.
Grazie 🙏
È un documentario americano del 2024 diretto da Alexis Bloom e rilanciato ieri da @TCNetwork@TuckerCarlson che sta facendo discutere a livello internazionale.
Il film, vietato in Israele, presenta filmati di interrogatori trapelati dal processo di Benjamin Netanyahu.
Un documentario che svela anni di vicende che il governo Netanyahu avrebbe cercato di tenere nascoste, tra accuse di corruzione, presunti accordi sottobanco e manovre geopolitiche controverse. Attraverso testimonianze dirette e materiali inediti, questo lavoro mostra un lato del potere raramente accessibile al pubblico.
Alex Gibney ha ricevuto 1.000 ore di video segreti di interrogatori della polizia su Benjamin Netanyahu.
👉 https://t.co/VH3bYUKSf7
Un documentario così controverso che Netanyahu si è recato personalmente in un tribunale israeliano per cercare di bloccarne la pubblicazione.
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