@Ander_Bruckes Mi pare giusto, iscriviamo gente a caso e facciamoci rimborsare il costo da anonimi benefattori, sembra la prima lezione di "finanziamento illecito for dummies".
La #Lega trova il tempo di festeggiare sui social la riammissione della Russia alle #Olimpiadi. Ma sugli arresti di oggi a Roma per presunto spionaggio al servizio di Mosca, neanche una parola.
Quando c'è da commentare una notizia sportiva, sono rapidissimi. Quando c'è da parlare di sicurezza nazionale, cala il silenzio.
I servizi russi operano anche in Italia. Di fronte a questo non ci si gira dall'altra parte. La Lega dica chiaramente da che parte sta.
@Azione_it
Questa è la sede di Stravinsky Russkie Motivi, l'"associazione culturale" fondata da Larissa Yudina, russa, frequentatrice della Casa russa di Roma e membro dell'Assemblea Costituente del partito di Vannacci.
Giudicate voi.
Ringrazio molto @andreafontanot per l'informazione
Perché Michele Geraci partecipa al Forum di San Pietroburgo con un badge che lo presenta come rappresentante del ministero dello Sviluppo Economico Italiano?
@mimit_gov ?
✍🏻 Giulio Galetti
𝗜𝗟 𝗙𝗜𝗟𝗠 𝗖𝗛𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗘𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘
(𝘊𝘦𝘯𝘴𝘶𝘳𝘢 𝘦𝘵𝘯𝘪𝘤𝘢, 𝘴𝘦𝘳𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘴𝘪𝘭𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰)
Nella stagione cinematografica del 2026 c’è un film che non è stato invitato, non è stato recensito, non è stato programmato in Italia nelle sale che si autodefiniscono riferimenti culturali del cinema d’autore. Il film in questione si chiama “Tuner”, lo dirige Daniel Roher, ha un cast di assoluto livello e una qualità che la stampa anglosassone ha riconosciuto con entusiasmo diffuso e motivato. In Italia, silenzio.
Non il silenzio dell’opera trascurabile ma il silenzio deliberato, quello che si esplicita per omissione sistematica.
“Tuner” racconta la storia di Niki, accordatore di pianoforti la cui ipoacusia affina l’udito fino a farne uno scassinatore di casseforti meccaniche di raro talento. Da questo innesco, Roher costruisce un ibrido elegante: dramma psicologico, thriller e storia romantica, con una cultura musicale autentica che innerva ogni sequenza. Presentato al TIFF di Toronto e al BFI di Londra, ha raccolto consensi calorosi. L’Hollywood Reporter parla di una transizione sorprendente dal documentario al cinema narrativo di Roher (Oscar 2022). In Italia non è arrivata nemmeno l’eco. Il film è uscito senza lanci, senza un circuito di sale, senza prossimamente passati a ripetizione.
1️⃣ 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗦𝗧 𝗘 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗖𝗖𝗔𝗧𝗢 𝗢𝗥𝗜𝗚𝗜𝗡𝗔𝗟𝗘
Daniel Roher è canadese, ebreo, ha vinto l’Oscar nel 2022 per “Navalny”. Dustin Hoffman, a ottantasette anni, porta sullo schermo Harry Horowitz, vecchio accordatore ebreo newyorchese, con una naturalezza impareggiabile. Lior Raz, il villain Uri, è israeliano, noto come protagonista di “Fauda”. Jean Reno interpreta un compositore sopravvissuto alla Shoah: attore di origini sefardite marocchine, porta a quel ruolo una credibilità che non si improvvisa. Tovah Feldshuh, la moglie del mentore, è un’istituzione del teatro ebraico americano. La coerenza culturale dell’insieme non è accidentale: è il progetto consapevole di un autore che racconta il suo mondo. E questo, in certi ambienti, costituisce un problema.
🔴 Il boicottaggio strisciante delle opere a forte connotazione ebraica non si annuncia, non si firma, non si argomenta. Si manifesta nell’assenza: il film che non viene selezionato dai circuiti d’essai, la recensione che non viene programmata, la programmazione che svanisce dai cinema che si autodefiniscono “di qualità” mentre proiettano qualsiasi cosa purché non evochi Israele o l’ebraismo in termini non conformi alla narrativa dominante. Una discriminazione che si traveste da scelta editoriale: nella sua opacità è difficile da smontare, perché non lascia tracce esplicite.
2️⃣ 𝗜𝗟 𝗠𝗘𝗖𝗖𝗔𝗡𝗜𝗦𝗠𝗢
Il BDS culturale, acronimo del movimento Boycott, Divestment and Sanctions nato in ambito politico contro Israele, ha contaminato nel tempo una parte non trascurabile della critica cinematografica europea. In Italia il fenomeno è particolarmente acuto nelle selezioni dei festival minori, nelle rassegne universitarie, nella programmazione delle sale d’essai. La presenza di opere con forte identità ebraica è inversamente proporzionale all’intensità del dibattito sul conflitto mediorientale. Non è teoria del complotto: è un epifenomeno documentabile attraverso le assenze sistematiche, e le assenze sistematiche parlano più chiaro delle presenze dichiarate.
3️⃣ 𝗜𝗟 𝗣𝗔𝗥𝗔𝗗𝗢𝗦𝗦𝗢
“Tuner” è un film oggettivamente ben fatto, fotografia di qualità superiore alla media del cinema indipendente, regia precisa e senza ridondanze, esecuzioni musicali in presa diretta e di livello eccelso. Leo Woodall conferma di essere tra gli attori più interessanti della sua generazione. Dustin Hoffman a ottantasette anni è semplicemente mostruoso.
Ignorare tutto questo non è una scelta politica camuffata da indifferenza estetica. La forma più vile di censura, perché non si può contestare, perché l’accusato risponde sempre con la stessa formula: “Non ho avuto modo di vederlo.”
Chi non ha avuto modo di vederlo, lo faccia e attivi il passa parola, è un film che vale tutto i soldi del biglietto.
Chi vuole approfondire trova la mia recensione alla pagina in calce
“Le Recensioni dell’OSTE” 👇 https://t.co/nlcIqFhG41*
@gpazzaglia71 In un mondo dove ogni stronzo esprime la sua opinione dopo aver letto due fregnacce su internet, De Gregori dimostra ancora una volta un intelligenza e una sensibilità superiore. D'altronde lui non ha bisogno della visibilità come altre nullità che sbraitano slogan da un palco
E dopo Erri De Luca - lapidato dal tribunale del popolo perché ha spiegato che a Gaza non c’è nessun genocidio - ecco i nazisti di nuovo in azione contro Francesco De Gregori.
La cui colpa, da punire con violenza (per ora verbale, in futuro chissà) è quella di aver detto che sulla questione mediorientale non si sente in grado di esprimere una posizione.
Ma i nazisti propal - perché così si chiamano - non lo possono certo tollerare: tutti devono avere una posizione, e deve essere necessariamente uguale alla loro. Sennò giù botte !
@BMitraglia@LordWiesenthal Le motivazioni degli scioperi nella scuola (quelli che si leggono sulle circolari) sono uguali a quelle e lo sono per tutto l'anno. Aggiungi solo: "seguire nelle mense la dieta dei gruppi sanguigni" e "stop alle spese militari ". È una roba sostenibile?
Luca e Paolo cantano “Siamo filorussi”.
Una presa in giro di quelli che, davanti a invasioni, deportazioni e massacri, hanno scelto di trasformarsi in propagandisti del Cremlino.
Chiave di interpretazione assolutamente corretta.
I russi hanno mobilitato Vannacci per russificare maggiormente la destra e mobiliteranno Di Battista per russificare maggiormente la sinistra.
Siamo pieni di traditori
Piccola storia triste.
L’Ucraina colpisce una scuola professionale con relativo dormitorio nella zona occupata di Luhansk, spiegando che si trattava di un obiettivo militare 1/
I politici che parlano di queste tematiche, che sono quelle decisive del nostro tempo, si contano sulle dita di una mano.
L'impegno che ci mette @CarloCalenda, che si concordi con lui o meno (io concordo con lui), è l'impegno che dovremmo pretendere da tutti i nostri politici