You can tell that Brooklyn Beckham is rich rich now because he could have made bank from a tell all interview but just dropped it on his Instagram story for free
Look, I’m not saying the possibility of atomic warfare was completely off my 2026 radar… I just didn’t think it would have been started by Brooklyn Beckham.
martina si fa una storia lontana dalle telecamere due settimane dopo la rottura ed è una strega cattiva, ciro accetta il trono tre settimane dopo ed è un cuore che si merita tutto
aaaa il double standard
#coatters#uominiedonne
Ormai è un costume imperante: si cerca di proporsi quali vittime di qualche abuso, sopruso, ingiustizia, per godere di un attimo di popolarità ed uscire da un anonimato evidentemente avvertito come soffocante e insopportabile. Ed ecco che si coglie qualsiasi pretesto per assurgere al ruolo di martire, in particolare, martire del maschio, rigorosamente bianco, considerato porco, pervertito, violento, molestatore. Fai un fischio per strada? Sei un criminale. Fai un complimento? Sei un potenziale killer. Fai una battuta per smorzare la tensione? Sei un molestatore sessuale. E certi giornali ci marciano su queste storie, fanno titoloni, articoli, per alimentare la narrativa del patriarcato e del maschio bianco tossico, tanto cara alle lesbiche, alle donne che odiano gli uomini, perché personalmente insoddisfatte, alla sinistra islamista, alle femministe delle astine alle vocali. Stavolta a pubblicare il suo video in lacrime per denunciare la violenza subita è questa 23enne siciliana, Marzia Sardo, che vive a Roma, una ragazza che studia recitazione, probabilmente in cerca di un palco strumentalizzando un medico reo di avere fatto una battuta. Spieghiamo i fatti: la ragazza, che pare imbevuta di ideologia progressista tanto da usare espressioni ormai celebri quali “figli sani di questa società malata”, si stava sottoponendo alla tac, ha chiesto se avesse dovuto togliere il reggiseno, il medico ha detto “no, lo tenga”, poi ha aggiunto una battuta, “ma se vuole toglierlo, rende tutti felici”. E allora? Dove sta il crimine? Tanto più quando il medico è stato altamente professionale, raccomandando alla donna di lasciare addosso il reggiseno. Quale molestatore? I medici, questi poveracci, oltre a subire sempre più di frequente aggressioni, devono subire pure tale Marzia Sardo, aspirante attrice, che getta loro addosso infamia, accusando un professionista, intento a lavorare, di averla violata e piangendo disperata davanti al suo telefonino per confezionare un video da buttare nella rete per pescare like facili da parte di quella fetta marcia della società che ormai vede il marcio ovunque, anche nel più innocente dei gesti e nella più pulita delle parole. Una pratica che del resto funziona, ossia rende popolari. Di quella popolarità da due soldi che dura 48 ore, sebbene ci sia chi ci ha costruito sopra carriere o le ha rinverdite uscendo dallo sgabuzzino in cui era finita. Dico solo una cosa: che pena! Sì, amici, che pena! Che pena e che tristezza utilizzare la disonestà e non il merito o il talento o il valore per emergere! Che pena infangare un essere umano, padre e marito, per farsi notare! Che pena questa smania di mostrarsi sempre quali parti deboli da tutelare e abusate dal mostro! Che pena costruire qualcosa, cioè niente, sulla pelle altrui!
Questo è essere sfigate. E queste donne che si proclamano profanate da un fischio o da una parola, che urlano e piangono e puntano il dito, sono sempre - guarda caso - esteticamente e intellettualmente insignificanti. Se dico racchie vengo divorata. Ma racchie sono. Però a sentirle pare che tutti i maschi siano lì con la bava alla bocca ansiosi di guardarle e toccarle.
Una donna di valore, ricordatevelo care femministe, non ha bisogno di fare la vittima del maschio per conquistare spazio. E alle battute ride, non piagnucola per fare la vittima e finire su Repubblica o in qualche talk-show da quattro soldi dove esperti di banalità, anche detti “opinionisti” (senza opinioni proprie), ci spiegano quanto sia porco e sporco il maschio nostrano.