- Kyrylo Budanov 🇺🇦
"You don't talk to us with ultimatums. Ukraine has already shown that it will not surrender its national interests under pressure.
We refused Russia’s demands, even when the price was incredibly high. We paid with blood, but we defended our right to decide our own future.
Any negotiations must be based on respect, sovereignty and Ukraine’s national interests, not on threats or coercion."
This nation is invincible.🫡💪🇺🇦
A questo punto, vista la puzza di russia che nella nomina si sente a chilometri, mi piacerebbe sapere se la passione del pirla per la russia è guidata dai rubli oppure da una vera e propria ideologia favorevole ai criminali del cremlino.
In entrambi i casi, fa tutto vomitare.
🚨⚽🇮🇹🇷🇺🇺🇦 Il caso Russia irrompe nella scelta del nuovo CT della Nazionale. Il ruolo di Andrea Pirlo come global ambassador della società di scommesse russa Fonbet è ora oggetto di approfondite riflessioni da parte del presidente della FIGC, Giovanni Malagò. "Ragioni di opportunità" starebbero rallentando la chiusura della trattativa.
La presenza a Mosca dell'ex centrocampista di Milan e Juventus - nelle stesse ore in cui la Russia lanciava un imponente bombardamento contro Kyiv - così come il rapporto con Fonbet, presentato dal bookmaker come "vittoria incondizionata" per lo sport russo durante una fase di "isolamento quasi totale", rappresentano motivi di imbarazzo che potrebbero esporre l'intero movimento azzurro.
Pirlo avrebbe ignorato anche i consigli di Andriy Shevchenko, suo ex compagno di squadra in rossonero, intervenuto per mettere in guardia l'amico e non solo. Il presidente della Federcalcio ucraina ha spiegato di aver espresso la propria contrarietà a diversi grandi nomi del calcio italiano avvicinatisi alla Russia in questi anni (Totti e Materazzi gli esempi più noti), senza ricevere risposta, e di aver quindi messo in pausa i rapporti con loro.
Malagò, titubante, per ora prende tempo. Così una partita che sembrava chiusa potrebbe clamorosamente riaprirsi.
«Alle persone più vicine Andrea Pirlo ha manifestato assoluta tranquillità. Nelle previsioni del suo staff questa faccenda si sgonfierà molto rapidamente» (Gazzetta dello Sport)
D’altronde è assolutamente normale che il futuro ct della Nazionale sia il testimonial della più grande agenzia russa di scommesse (Fonbet), che organizza eventi per veterani di guerra e promuove l’immagine di Mosca a livello internazionale. Ma è normale anche che a maggio, nelle stesse ore in cui l’esercito di Putin lanciava uno dei suoi attacchi più potenti contro obiettivi civili in Ucraina, Pirlo fosse a Mosca a firmare autografi proprio per Fonbet.
One of the defenders of Mariupol, now a prisoner of war, during a trial in russia. I’ve seen similar images from Auschwitz – this is how the Nazis treated their prisoners.
Ok, so when was the last time when the Yellow Jersey who is about to win TDF worked for a teammate in a mountain stage? This could be unprecedented, for sure Eddy Merckx didn't do this LOL.
#tdf2026
Hey @Pirlo_official
Chi non si fa problemi a prendere i soldi dei terroristi russi ha le mani che grondano del sangue degli ucraini e merita solo disprezzo assoluto
#NoPirlo
No ad Andrea Pirlo come Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di calcio.
Un no a chi è "global ambassador" di Fonbet e in quella veste si presta alla propaganda del regime russo.
E un no a chi le mani sporche dei rubli insanguinati della russia.
#NoPirlo
Forse siamo ancora in tempo a evitare la nomina di un putiniano alla guida della nazionale. Diamoci da fare.
Sarà l'Italia di Pirlo, oltre i dubbi di Malagò: già pronto lo staff, manca solo la firma https://t.co/5we17krR0s
Andrea Pirlo e i «rubli insanguinati», è già polemica sul nuovo Ct: il contratto con lo sponsor in Russia e le accuse da Kiev - Il video https://t.co/s8Nc5ZQG6W
On. @SPatuanelli, è interessante notare come ogni volta che illustri esponenti del M5S cercano di spacciare la propria vicinanza alla Russia per pacifismo, finiscano per fare puntualmente patetiche figure di palta.
Per sua informazione, Einstein non disse mai che “la stupidità è rifare sempre le stesse cose sperando di avere un risultato diverso". Quella frase, che erroneamente gli viene attribuita, apparve per la prima volta negli anni '80 nei manuali dei gruppi degli alcolisti anonimi.
Voglio però provare per un attimo ad immaginare che questo concetto non sia un quarantennale invito ad uscire dalle dipendenze (quella dal Cremlino, nel vostro caso) e ad applicarlo patuanellisticamente alla vastità delle relazioni internazionali. Se è vero che ripetendo lo stesso errore non si possono avere risultati differenti, saprebbe spiegare perché dovremmo per l’ennesima volta lasciare impunite le aggressioni di Putin e continuare a comprare il suo gas, come abbiamo fatto dopo la Cecenia (1999), la Georgia (2008), la Crimea (2014), la Siria (2015), le ingerenze elettorali, gli attacchi hacker, lo spionaggio e i sabotaggi, sapendo che questo ha solo incoraggiato la Russia, negli ultimi 26 anni, a compiere aggressioni sempre più violente? Cosa le fa pensare che scegliere di essere Chamberlain anziché Churchill questa volta, dopo quasi 90 anni di smentite, possa risparmiarci sia il disonore che la guerra?
A conferma del suo abbaglio le faccio presente che già nel luglio del 1933, prevedendo con straordinaria lucidità la traiettoria nazista, nel rispondere a due obiettori di coscienza belgi, Einstein scrisse: “Fino a poco tempo fa speravo che il rifiuto del servizio militare potesse essere un mezzo efficace per evitare la guerra. Ma oggi ci troviamo di fronte a una forza brutalmente organizzata che mira alla guerra. Ecco perché sostengo che, nelle condizioni attuali, la forza organizzata è l'unica difesa.”
È infatti noto a tutti - fatta eccezione per i 5 Stelle - che Einstein abbandonò le posizioni di pacifismo ingenuo proprio al cospetto della minaccia di un’autocrazia che si riarmava nel cuore dell’Europa e si preoccupò anche di spiegare la sua posizione, scrivendo: “Sono un pacifista convinto, ma non un pacifista assoluto. Di fronte a una minaccia totalitaria, l'uso della forza non è solo giustificato, è un dovere per salvare la libertà.”. E ancora: “La pace non è semplicemente l'assenza di guerra, ma la presenza della giustizia, del diritto e della libertà”. Quanto al rapporto tra pace e armi, è corretto citare anche il messaggio indirizzato alla Disarmament Conference del 1932, dove spiegò che i problemi del disarmo e della pace non si risolveranno finché le nazioni non accetteranno di sottomettere la loro sovranità a un diritto internazionale vincolante, ricordando come la pace ai costruisca sulla giustizia e non sulla resa al più forte.
Sperando di poter contribuire ad una lettura non manipolatoria dell’Einstein-pensiero mi permetto infine di aggiungere anche una parte del breve testo che Einstein inviò il 30 marzo 1953 a Josep Maria Corredor, da inserire nel libro Conversations con Casals (dedicato al celebre violoncellista e pacifista catalano Pablo Casals): “Egli [Casals] vede chiaramente che il mondo è in un pericolo di gran lunga maggiore per colpa di coloro che tollerano o incoraggiano il male, che non da parte di coloro che lo commettono effettivamente”. Vale la pena citarlo perché il suo risentimento era in quel momento verso quel pezzo di Occidente, che, pur essendo appena uscito dal trauma del nazismo, faceva disinvoltamente accordi con la dittatura franchista in Spagna. Questo perché Einstein non aveva doppi standard, quelli che invece puntualmente mostrate voi ogni volta che parlate di Ucraina, rispetto ad esempio ai conflitti in Medio Oriente.
Alla luce di tutto questo, l’unica cosa che posso dire a chi cita una frase motivazionale per alcolisti per mistificare e ribaltare il pensiero del più grande scienziato di sempre, è che forse nel vostro partito si dovrebbe bere di meno e studiare di più.