Detesto i giovani 🤣😜
Vecchietto ostile boomer antipatico sempre critico e insofferente del nuovo conformismo. Draghi è il male assoluto
W la Patria Socialista
Il buon coglione Macron esempio perfetto di una grande e compatta UE baluardo del pensiero liberal e politically correct contro la dittatura della Russia del cattivissimo Putin.
Daje avanti così
@jacopo_iacoboni Jacopo ti dò la dritta per uno scoop clamoroso. In questo video il Colonnello Sborov delle battaglione Spetznatz "Torbella" minaccia apertamente Zelensky
https://t.co/2IPooxE6zL
Calenda, il pagliaccio.
Per più di un anno, ho subìto gli insulti di Carlo Calenda senza reagire. Ho subito in silenzio gli “shitstorm” periodici di questo personaggio patetico che usa persino le foto dei suoi familiari nei momenti privati per raccattare qualche like in più su Facebook. Calenda è arrivato addirittura ad attaccare la Partita del Cuore per la mia convocazione nella nazionale dei giornalisti, in un post del 14 luglio 2026, che ha generato una nuova campagna di insulti contro il sottoscritto. Non ho risposto per più di un anno agli insulti di questo pagliaccio, sperando che la smettesse, ma oggi sono costretto a replicare perché in molti hanno ripreso a insultarmi, credendo che le ultime affermazioni false di Azione sul mio conto siano vere. Incredibile a dirsi, Calenda è un leader di partito che insulta e diffama i cittadini italiani, organizzando contro di loro campagne di odio sui social usando un intero partito: iscritti, dirigenti, parlamentari e canali social ufficiali.
Ecco i fatti.
In data 28 luglio 2026, una parlamentare di “Azione” ha pubblicato un documento per conto del partito, con i loghi ufficiali, interamente costruito sulla menzogna, in cui attribuisce al mio ultimo articolo per il Fatto Quotidiano, pubblicato nella medesima data, cinque affermazioni inesistenti, per poi etichettarmi come “propagandista del Cremlino” sulla base di frasi da me mai scritte.
In primo luogo, non ho mai scritto che il Trattato sullo stato finale della Germania contenga un vincolo giuridico alla non espansione della NATO. I parlamentari di Azione, usando un documento con il logo del partito, mi attribuiscono di averlo scritto nel mio articolo del 28 luglio 2026, ma è falso.
In secondo luogo, il documento falso di Azione cita un’intervista del 2014 in cui Gorbaciov afferma che il tema dell’allargamento della NATO non è mai stato affrontato durante i mesi delle trattative per la riunificazione della Germania, senza sapere che Gorbaciov è stato smentito dalla documentazione desecretata in anni recenti: Gorbaciov discusse eccome il tema dell’allargamento della NATO in quel periodo. Ne discusse anche il ministro degli Esteri della Repubblica Federale Tedesca, o Germania Ovest, Hans-Dietrich Genscher, come documento nel mio prossimo libro che uscirà il 6 ottobre 2026, intitolato: "NATO: l'espansione verso la Russia. Dalla riunificazione della Germania alla guerra in Ucraina, 1990-2022".
In terzo luogo, non ho mai scritto la frase che Azione mi attribuisce falsamente come da foto allegata: “Se l’Ucraina entra nella NATO, ospiterà automaticamente le bombe nucleari americane”. Azione afferma di citare questa frase dal mio articolo del 28 luglio 2026, ma è falso: una frase del genere non compare da nessuna parte nel mio articolo.
Per dare un’idea di quanto Calenda usi Azione per fabbricare notizie false, pubblico qui sotto il mio articolo del 28 luglio 2026, affinché tutti possano confrontarlo con le menzogne diffuse da Azione nel suo falso fact-checking basato sulla menzogna e sulla disinformazione.
"Sicurezza. Ucraina nella Nato: come funziona la manipolazione delle idee".
Alessandro Orsini
Il Fatto Quotidiano, 28 luglio 2026.
Il problema dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato, in ultima istanza, è il problema dell’avvicinamento delle testate nucleari statunitensi alla Russia. In Italia questo problema non viene messo a fuoco perché il compito principale del sistema dell’informazione di uno Stato satellite è quello di indurre i cittadini a credere il falso manipolando l’opinione pubblica con la disinformazione per favorire il moto rotatorio intorno alla potenza dominante: la Casa Bianca.
La materia è complessa e dobbiamo procedere con ordine.
Il Trattato sulla riunificazione tedesca, o Trattato sullo stato finale della Germania, firmato a Mosca il 12 settembre 1990, ha il proprio “cuore” geopolitico nel paragrafo 3 dell’articolo 5 che definisce lo statuto militare speciale per la Germania Est in cambio del ritiro delle truppe sovietiche. Gorbaciov ritirò il suo veto all’ingresso della Germania unita nella Nato, non al vertice di Washington del 30 maggio-3 giugno 1990, ma soltanto nel vertice di Arkhyz del 15-16 luglio 1990. Kohl promise a Gorbaciov, tra le altre cose, che il territorio della Germania Est non avrebbe mai ospitato armi nucleari. Questa promessa di Kohl è incastonata nel paragrafo 3 dell’articolo 5 del Trattato.
Cerchiamo di capire adesso come avvenga la manipolazione dell’opinione pubblica su questo tema. I modi principali sono due.
In primo luogo, l’apparato intellettuale della Nato, la parte più corrotta del sistema dell’informazione, manipola gli italiani affermando che il problema della presenza delle armi nucleari Usa in Ucraina non esiste perché la Nato non ha mai discusso il loro schieramento in quel Paese martoriato. In realtà, la Nato non discute mai queste questioni con i cittadini. Gli Stati Uniti hanno trasferito in Italia alcune delle loro testate nucleari più avanzate nel marzo 2025, ma Guido Crosetto non ne ha mica discusso con gli italiani. Sono state trasferite e basta. Giorgia Meloni ha serrato le labbra su questo tema fino a farle sanguinare. Se l’Ucraina entrasse nella Nato, l’apparato intellettuale della Nato direbbe che Kiev può ospitare tutte le bombe che vuole sul proprio territorio.
In secondo luogo, l’apparato intellettuale della Nato manipola gli italiani confondendo le loro idee sulla sicurezza internazionale. Il tentativo di mantenere un’intera popolazione nell’infantilismo intellettuale, con slogan del tipo: “Ogni Stato fa quello che gli pare”, è una forma di manipolazione dell’opinione pubblica. Orbene, l’essenza della sicurezza internazionale non risiede nella lotta contro i pericoli reali, ma nella difesa dai pericoli potenziali. Entrando nella Nato, l’Ucraina potrebbe ospitare le armi nucleari americane. Ma se la Russia voleva prevenire questa possibilità nella Germania dell’Est nel 1990, come potrebbe accettare un simile pericolo potenziale in Ucraina nel 2026, dominato da tecnologia militare avanzatissima?
Gli Stati Uniti e la Russia fanno a gara da decenni a chi arriva prima: è una gara a porsi nella condizione di colpire prima di essere colpiti. Se gli Stati Uniti possono condurre un attacco nucleare più rapidamente, la Russia è praticamente spacciata e deve vivere in una condizione di sottomissione permanente. E siccome, come insegna un maestro del pensiero liberale come Dahrendorf, nessuno ama subire gli ordini di un altro, la Russia non vuole la Nato in Ucraina perché non vuole porsi in una condizione di ricattabilità: “Ma la Nato non vuole colpire la Russia con le testate nucleari!”. Ecco, questa è la tipica frase del tipico manipolatore dell’opinione pubblica
Un témoignage brut d’un prisonnier ukrainien qui fait froid dans le dos !
Pavel Geiko, soldat de la 110e brigade mécanisée, capturé près de Pokrovsk (direction Krasnoarmeysk / Chevtchenko en RPD) :
« On a tenu… 20 minutes. Peut-être 2 heures max dans un bâtiment.
Après ça : assauts russes toutes les 20-30 minutes. Blindés, infanterie, artillerie non-stop.
Le terrain ? Une boucherie.
Des montagnes de cadavres ukrainiens partout.
Impossible d’évacuer les blessés, impossible de les ramasser. Ça pourrit sur place.
On nous a envoyés comme de la chair à canon.
Pas d’entraînement, pas d’armes avant d’arriver sur place, des mecs de 60 ans jetés dans la fournaise.
On s’est rendus pour vivre.
Parce que continuer = mourir pour rien.”
Message final de Geiko :
« Mères, parents… ne laissez pas vos fils partir là-bas.
On n’est pas prêts. On ne gagnera pas cette guerre. »
Le front ukrainien craque sous les vagues incessantes, et les voix des survivants (ou capturés) le crient haut et fort.
@ing_xxxxxx@guffanti_marco "In patria" è un po' generico. Se fosse la Russia e sei scappato probabilmente hai fatto qualche cazzata. Andare contro la legge in USA Russia o Burundi è sempre un problema.
Da noi c'è gente pizzicata a Dubai col cash da riciclare in valigia, giusto per dire...
Esuli anche loro?