Ma la smettete di pubblicate foto e video di questi poveri neonati che non sanno ancora sorreggere la testa e hanno queste espressioni da vecchi laidi al circolo del biliardo?
Se sono arrabbiato? Se sono arrabbiato?
No, tranquilli, non sono arrabbiato, SONO INFURIATO!!!
Ma cosa vi è venuto in mente di dare a quella storia quell’assurdo significato?
La mia storia voleva renderlo uno spauracchio, da cui stare lontani.
Altro che incentivo.
Bob Dylan, nella canzone dedicata a Rubin “Hurricane” Carter – condannato ingiustamente per omicidio – cantava: «A Paterson le cose vanno così, se sei nero meglio non farti vedere in giro, a meno che tu non voglia accettare la sfida».
Insomma, se non vuoi rogne con la polizia.
Ieri sera vi ho raccontato la prima parte della storia di Vidkun Quisling (leggete qui https://t.co/k5Nwru4jZy ). Quisling è a Berlino e ha appena ricevuto da Hitler duecentomila marchi oro e l’invito a tenersi pronto ad aprire le porte della Norvegia all’occupazione tedesca.
C’era una volta, nell’anno del Signore 1284, una cittadina di nome Hameln, in Bassa Sassonia.
Gli abitanti erano infelici, stanchi, confusi, a causa di migliaia di topi che avevano invaso la città.
Inutili le continue proteste nella piazza sotto le finestre del borgomastro.
Jules Védrines, famoso pilota dell’epoca, mi fece fare un giro sul suo aereo.
Sì, proprio lui, che nel 1919 vincerà 25.000 franchi atterrando con un Caudron G III sul tetto delle gallerie Lafayette del Boulevard Haussmann (una terrazza di 28 metri per 12 metri).