Siamo tutti impazziti per le Olimpiadi invernali, noi che non sappiamo nessuna cosa degli sport invernali.
Diciamolo subito: sembrano tutti matti. Persone completamente prive del più basilare istinto di autoconservazione, che fanno cose straordinarie. Praticamente centinaia di Bruce Willis in Die Hard.
Il rischio ha un fascino narrativo potentissimo, un magnetismo primitivo. Però ha in sè anche un’enorme componente infantile, nel senso più puro del termine: quei tentativi che se poi ti fai male a casa ti dò il resto, diceva nonna.
Puro come la neve che accoglie ma non perdona, ed è per questo che ci sembra così onesta.
Lanciarsi giù da una montagna per vedere chi arriva primo. Saltare da una rampa a tutta velocità credendosi Icaro. Fare salti mortali in bilico su una lama. Spararsi a mille all’ora dentro un budello di ghiaccio con lo slittino. Pure uno sull’altro. Pure a testa in giù. Così. Per vedere che succede.
Cosa sono queste, se non follie che immaginerebbe un bambino, ma calcolate dalla fisica?
Allora non fa niente se non conosciamo le strategie e non vediamo le sfumature, perché sentiamo lo spirito. Gli sport invernali toccano corde dai 0 ai 99 anni, dall’asilo al post-doc in ingegneria.
Le discipline estive affondano le radici nei giochi antichi, nella guerra classica, nelle feste medievali e quelle popolari. L’atleta contro il tempo, contro la distanza, contro un altro atleta.
Celebrano l’uomo come misura del mondo.
Quelle invernali nascono spesso dalla necessità: trasportare merci su slitte o pattugliare confini, come il biathlon. Oppure dal desiderio di rendere il freddo meno noioso, come il curling sui laghi gelati scozzesi. L’atleta contro il tempo, contro la distanza, contro un altro atleta.
Contro l’inverno.
Celebrano l’uomo che si adatta al mondo. Che lo sperimenta e lo sfida. Che rispetta la spietata grandezza della natura, ma ci gioca con l’impeto di un bambino. Forse solo il nuoto in acque libere regala la stessa sensazione, perché conosciamo più la Luna che gli abissi.
In fondo, tifiamo la possibilità di restare in equilibrio. Non c’è niente di più umano di questo.
#milanocortina2026 #Olympics
I'm sorry.
As a direct result of a very serious and credible threat I have received I'm cancelling several "open to the public"
appearances scheduled next week for my new book The Final Score.
I've received threats for years for my work exposing Donald Trump and his administration, but this threat is different.
I accept that we live in a nation that is divided politically. I do not accept and will never accept for ANYONE to ever threaten or resort to violence to achieve their political positions or to silence anyone.
I will not be silenced. I will keep fighting, keep telling the truth and keep making political videos that reach millions of people until IMO this corrupt administration is no longer in power.
Beh, fratelli e sorelle nerazzurri, manca un quarto d'ora. Abbracciamoci forte, giratevi verso chi non ha fede, verso chi ha paura, verso chi teme di osare, e dite loro:
Tu resta qua, io vado.
Forza Inter, sempre e per sempre.
@Milestemplaris@Inter Come diceva Giacinto “Ci sono giorni in cui essere interista è facile, altri in cui è doveroso e altri in cui esserlo è un onore”
1949-2024
Sono passati 75 anni dal 4 maggio 1949, impresso per sempre nella nostra Storia. Il ricordo del Grande Torino vive dentro ogni tifoso del Toro. Gli Invincibili erano e sono l’orgoglio d’Italia.
Si chiude un anno di Inter.
Forse l’anno più intenso che il sottoscritto, con 50 anni di Interismo sulla capoccia, abbia mai vissuto.
Più del Triplete, più dello scudetto dei panzer, più dell’anno magico con Altobelli. Muraro e Pasinato. >>
Il 4 marzo 1947 l'Assemblea Costituente inizia la discussione generale del progetto di Costituzione della Repubblica italiana.
La seduta, sospesa alle 17,55, è ripresa alle 18,10.
Intervento di Piero Calamandrei.
La parte sulle disposizioni transitorie.
@AMIN1908_ Non varrà 80 milioni, non lo daranno in prestito e non è un dc dx da difesa a tre. Ma per fare il centrale e giocare in serie A non lo vedo così male (al netto dei miti/meme che girano attorno alla sua figura)