Il Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha risposto personalmente a un video di Luciana Littizzetto pubblicato sulla pagina Instagram di “Che tempo che fa”, declinando con ironia l'invito a trasferirsi in Italia per guidare il centrosinistra.
Dal suo account ufficiale, Sánchez ha raccolto l'ironia e ha risposto: «Grazie per le gentili parole, Luciana, ma devo rimanere in Spagna a cucinare paella per almeno altri quattro anni». Sánchez ha anche approfittato dello spazio per lanciare un messaggio politico chiarissimo sulle dinamiche di casa nostra: «Per l'Italia non riesco proprio a immaginare una persona migliore che Elly Schlein».
Ne parla Daniela Lanni su La Stampa
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«Partire è un po’ cercare di allontanare la morte». Massimo Parisi, per tutti Max, 58 anni, voce di Radio Monte Carlo, lo ha scritto un attimo prima di partire per l’Arizona: «Dopo due anni di cure per un tumore al pancreas le opzioni terapeutiche sono finite. Mi hanno dato un mese di vita e ho deciso di volare in America per provare un nuovo farmaco, il RasonQue, con molecola doraxonrasib».
La partenza il 6 settembre scorso, poi gli esami medici e la conferma che poteva accedere al trattamento. La prima dose di cura l’ha presa il 15 settembre, la successiva quattro giorni dopo. Tutto grazie al sostegno degli amici e di chi in trentacinque anni di radio lo ha seguito e conosciuto. La raccolta fondi aperta su GoFundMe dalla moglie Lulu Ng-Ha ha raggiunto in pochi giorni quasi 120mila dollari.
Ne scrive Daniela Lanni su La Stampa
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Un guanto gonfiato come pallone e i corridoi del Niguarda trasformati per qualche minuto in un campo da calcio. Leonardo Bove, 16 anni, tra le persone ferite più gravemente nel rogo di Crans-Montana, gioca con Franz Wilhelm Barruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni. Leonardo Bove è stato dimesso il 17 luglio dopo oltre sei mesi al Niguarda.
Video Ansa
Ci eravamo abituati a pensarla eterna, con quei capelli biondi, il trucco sempre perfetto, l’immagine immutabile negli anni, quasi da cartone animato. Eppure non lo era. Dolly Rebecca Parton è morta a Nashville, Tennessee. Aveva 80 anni. Con oltre 160 milioni di album venduti in tutto il mondo, era l’artista femminile di musica country che ha venduto più dischi di sempre.
Ed era molto di più di una cantante: se il termine icona significa davvero qualcosa, Dolly lo era. Sarò sempre una musicista country perché sono una ragazza di campagna», diceva lei. «Il mio stile è la mia anima, sono i miei sentimenti. Racconto al mondo attraverso le mie canzoni ciò che non avrei mai detto a mia madre».
Ne parla Simona Siri su La Stampa
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È morta a 80 anni la regina della musica country Dolly Parton, a dare la notizia è stata la famiglia. Ha vinto 11 Grammy Award, incluso un premio alla carriera. Con brani classici come "Coat of Many Colors", "Jolene", è diventata una delle artiste femminili più vendute di tutti i tempi, con oltre 100 milioni di dischi venduti. Con 25 singoli al primo posto e 49 album in vetta alle classifiche country, Dolly Parton ha segnato un'epoca.
La sua voce, un soprano limpido e immediatamente riconoscibile, ha raccontato l'amore, la povertà, la famiglia, la fede, la resilienza, senza filtri né retorica. Tra i suoi brani più celebri si ricordano veri e propri classici della musica americana, come "I Will Always Love You", una ballata struggente del 1974, riportata al successo planetario nel 1992 dalla potente reinterpretazione di Whitney Houston, diventata uno dei singoli più venduti di tutti i tempi.
La notizia integrale è su La Stampa
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Un nuovo traguardo, un premio che porta Roberto Bolle ufficialmente nella storia di Hollywood. A Los Angeles, l'étoile che ha portato la danza e l’Italia nell’olimpo mondiale, è stato selezionato per ricevere nel 2027 la prestigiosa stella sulla Hollywood Walk of Fame, nella categoria ‘Live Theatre/Live Performance’: “Ci sono traguardi che sembrano appartenere ai sogni. Fino al giorno in cui diventano realtà”.
Ne parla Daniela Lanni su La Stampa
Un’ondata di auguri via social ha preceduto (e sommerso) i messaggi dei politici per gli 85 anni di Sergio Mattarella, compiuti oggi, 23 luglio.
Con il Presidente della Repubblica si sono congratulate già di prima mattina le massime autorità istituzionali e leader di partito come Elly Schlein, Antonio Tajani, Maurizio Lupi e lo stesso Matteo Salvini, grato per quello che Mattarella «ha fatto, per quello che fa e per quello che farà». Ma a colpire, come negli scorsi anniversari, sono gli incoraggiamenti della gente comune, soprattutto dei giovani, per un Presidente tra i più anziani nella storia dell’Italia repubblicana, dietro soltanto a Sandro Pertini e a Giorgio Napolitano. Ai loro occhi Mattarella è il garante di una Costituzione che ha appena festeggiato il suo ottantesimo compleanno, ma resta viva e vitale.
Ne parla Ugo Magri su La Stampa
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I 75 gradi registrati sull'asfalto dei giardini Giuseppe Saragat non sono un errore della termocamera, ma la conseguenza delle alte temperature che soffocano la periferia nord di Torino. Ma in Barriera di Milano la morsa del caldo estremo non è solo una questione meteorologica, ma un problema sociale che colpisce chi non ha strumenti per difendersi. È quanto emerso tra i banchi del mercato di piazza Foroni, dove si è fermata la quinta tappa della campagna nazionale di Legambiente «Che caldo che fa!», che punta ad accendere i riflettori sulle diseguaglianze climatiche.
Il racconto integrale di Rebecca De Bortoli è su La Stampa - Torino
#Torino #LaStampa
"Oggi abbiamo una cosa in più in comune, siamo entrambi sposati. Per me l'amore ha un nome e quel nome è Sara. Grazie a chi, come noi, continua a credere nell'amore".
Con queste parole, in un post sui social, Francesca Vecchioni, scrittrice e attivista per i diritti umani ha annunciato l'unione civile con la compagna. Il video che accompagna il post mostra la neo sposa mentre scherza con il padre, il cantautore Roberto Vecchioni
Video Instagram Francesca Vecchioni
#vecchioni #matrimonio
Chiunque lavori con la parola scritta lo sa bene: si tratta di una forma di dialogo. Chi racconta, però, non ha modo di assistere all’effetto della storia alla quale ha dato vita. Per questo, l’opportunità dell’inversione del flusso è un’occasione rara e assai preziosa. Trovare un luogo in cui chi generalmente legge e si coinvolge in storie, fatti, idee può esprimere la propria posizione, o anche solo esternare la quantità e la qualità dell’emozione che ha provato di fronte a una notizia o a un commento ha un’importanza enorme, e una bellezza speciale.
Con questo articolo lo scrittore Maurizio De Giovanni comincia la sua rubrica domenicale di risposta alle lettere inviate a La Stampa.
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Sara Errani e Andrea Vavassori si confermano la coppia regina del doppio misto mondiale. I due azzurri hanno vinto per il secondo anno di fila il titolo del Roland Garros, secondo Slam del 2026 (montepremi complessivo 61.723.000 euro) di scena sui campi in terra rossa di Parigi, battendo in finale la coppia formata dalla canadese Gabriella Dabrowski e dallo statunitense Evan King, in tre set con il punteggio di 4-6, 6-3, 10-4 nel super tiebreak.
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“Sono un estimatore del Presidente Mattarella ed è un grande onore far parte delle celebrazioni per l’ottantesimo anniversario della Repubblica. Soprattutto in questo momento storico molto doloroso”. Nell’ambito delle iniziative del 2 giugno ci sarà anche Roberto Bolle, l’étoile vanto nazionale, divulgatore unico nel suo campo, in grado di portare la danza nel mondo. Sulle note di “Va' pensiero” si esibirà nei giardini del Quirinale prima di approdare a Torino dove sarà protagonista con Il Ballo in Bianco.
Partiamo dalla serata evento al Quirinale. Non solo una grande festa, anche un momento di riflessione sul mondo che ci circonda.
”Bisogna tenersi stretti i principi di libertà e democrazia su cui è fondato il nostro Paese. Tutto sta cambiando molto velocemente, da togliere il fiato. Sembra che i valori vengano presi a picconate e si fatica ad avere una visione positiva”.
L’intervista integrale di Daniela Lanni è su La Stampa
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