Lo avete letto su tutti i giornali: @pinapic ha deciso di aderire alla grande famiglia di @RenewEurope.
Da dove partire se non da noi della @fleinaudi?
▶️ Le abbiamo fatto una piccola intervista per capire i motivi della sua scelta. Da non perdere
La dottoressa Spaziali, è stata ascoltata dalla commissione covid.
Le è stato chiesto cosa ha fatto per lo studio del Professor Di Donna (ex socio-studio di Conte) per essere stata rimborsata di 93 mila euro per due giorni di lavoro?
Era un po' nervosetta.
Quellen berichten, dass tatsächlich der General getötet wurde. Es handelt sich um den stellvertretenden Oberbefehlshaber der russischen Luftstreitkräfte, Generalleutnant Alexander Maximzew. Dies wird durch den Rang eines Generalleutnants und sein Alter von 62 Jahren unterstützt.
Il n’y a pas si longtemps, j’ai lu l’histoire d’un garde forestier appelé Étienne.
Chaque jour, il offrait quelques morceaux de viande à une louve maigre, affamée.
Elle s’approchait de sa cabane, toujours sur ses gardes, mais avec assurance.
Jusqu’au jour où elle cessa de venir.
Les jours passèrent. Puis les semaines.
Et soudain, un matin, elle reparut.
Mais cette fois, elle n’était pas seule.
Deux louveteaux l’accompagnaient, jeunes et farouches, blottis contre elle.
Étienne comprit aussitôt :
La viande qu’il croyait lui offrir n’était pas pour elle.
C’était pour ses petits, cachés quelque part, dans l’ombre profonde de la forêt.
Ils restèrent là un moment, figés dans un silence presque sacré.
Les jeunes ne quittaient pas leur mère d’une patte.
Et la vieille louve, elle, fixait Étienne.
Longtemps. Intensément.
Ce regard n’avait rien de sauvage.
C’était un merci.
Un remerciement silencieux, profond, venu du plus ancien instinct.
Aucune parole n’était nécessaire.
Ses yeux disaient tout.
Puis elle tourna la tête.
Et tous trois disparurent, vers d’autres montagnes, d’autres sentiers, d’autres vies.
Étienne resta là, debout devant sa cabane,
le seau encore dans les mains,
le cœur silencieux et les yeux baignés de lumière.
Car on ne reçoit pas chaque jour
le remerciement d’une louve pour avoir sauvé ses enfants.
Parfois, les animaux n’oublient pas.
Mieux que les hommes.
Cette louve n’a pas oublié.
Elle n’est pas seulement revenue —
elle a amené ses petits.
Pour leur montrer qui leur avait sauvé la vie.
Qui n’avait pas eu peur.
Qui ne les avait pas chassés.
Qui n’avait pas tiré.
Mais qui avait donné.
Simplement.
Sans attendre.
Sans parler.
Et pourtant… tant de personnes oublient.
Oublient même ceux qui leur ont donné la vie.
Oublient les mains qui les ont portés,
les épaules qui ont supporté leurs chagrins.
Oublient… parce qu’« il est temps de passer à autre chose »,
parce qu’« on n’a plus le temps »,
parce que « la vie continue ».
Mais la louve…n’a pas oublié.
Marco Rizzo (Democrazia Sovrana e Popolare) "distrugge" La7: «La7 è un partito politico di sinistra e fa propaganda meglio di chiunque altro.
#la7#Rizzo#Borgonovo#Tag24#sinistra
Ho il vomito ad ascoltare i crimini fatti da questa bestia russa. Stupri ed esecuzioni di civili. INCLUSI BAMBINI. Non esistono parole per descrivere quello che hanno fatto i russi qui in Ucraina.
Esiste una sola cosa da fare: liquidarli.
Putin e i suoi leccapiedi diranno che era una scuola, un asilo o chissà cos'altro, e invece era solo l'ennesimo centro di comando degli orchi smilitarizzato dagli ucraini.
Avanti così, uno dopo l'altro 🇺🇦
Solidarietà a Matteo Salvini per il grave episodio avvenuto oggi alla Sapienza.
Bruciare il volto di chi la pensa diversamente non è protesta: è odio ideologico. Un gesto intollerante, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico.
Noi continueremo a portare avanti il nostro lavoro con determinazione e senza sconti, nonostante il clima di odio che qualcuno cerca di alimentare.
An extraordinary incident: a Russian soldier approached a downed Ukrainian FPV drone, gathered some of its debris, tossed it back into the fire and knelt down right next to it to watch it burn.
Sono sempre più affascinato sull’approccio che @marcotravaglio ha con tutto ciò che riguarda la Russia e soprattutto da come il suo giornale, che da anni si erge a censore e tribunale del popolo, punto di riferimento di ogni delirio manettaro, quando le malefatte riguardano Putin e dintorni si apra al garantismo più assoluto, quasi preassolutorio.
Quello delle elezioni armene è solo l’ultimo caso. Candidati filorussi arrestati senza motivo, scrive il Fatto, con riferimento ai casi degli esponenti di “Armenia Forte”, accusati solo di corruzione elettorale e voto di scambio (secondo l'Anticorruzione, avrebbero orchestrato un sistema per pagare e manipolare la nomina dei membri delle commissioni elettorali di seggio, offrendo compensi in denaro in cambio della garanzia di un pacchetto di voti), riciclaggio di denaro (sono state contestate irregolarità finanziarie e flussi di denaro illeciti legati al finanziamento della campagna elettorale) e coercizione e interferenza (accuse di aver esercitato pressioni e interferito indebitamente nello svolgimento e nella partecipazione a riunioni e assemblee pubbliche). Con un leader, Samvel Karapetyan, il quale si trovava già agli arresti domiciliari nella sua residenza fuori Yerevan con l'accusa formale di istigazione al rovesciamento del potere statale.
Tutti innocentissimi a priori. Perché a renderli tali non sono i fatti, ma l’essere corrotti, corruttori, sobillatori o golpisti per conto di Putin e contro l’Europa, pertanto mossi dalla nobile causa della destabilizzazione dell’Occidente, in favore del luminoso fascismo multipolare russo.
Ricordiamo tutti i titoli violenti sfornati dal Fatto anche a ridosso del referendum costituzionale della Moldova del 2024 e delle elezioni presidenziali del 2025, con i quali si denunciavano arresti arbitrari appena prima delle consultazioni per condizionare il voto, ignorando come le indagini condotte dalla Procura Anticorruzione moldava, dal SIS (Servizi di Sicurezza) e supportate dai tracciamenti finanziari delle intelligence occidentali avessero svelato un gigantesco sistema di corruzione di Stato ed eversione.
I reati formali per cui sono scattati gli arresti di leader (come Evghenia Gutul, governatrice della Gagauzia) e candidati includevano voto di scambio e corruzione elettorale su scala di massa (la rete dell'oligarca Shor ha introdotto illegalmente in Moldova oltre 39 milioni di dollari provenienti direttamente dalla Russia per creare conti correnti in favore di 130.000 presso la banca statale russa Promsvyazbanksui quali venivano trasferite cifre mensilmente in cambio dell'impegno scritto a votare "No" al referendum UE e a favore dei candidati filorussi), ma anche finanziamento illecito di partiti politici da parte di un gruppo criminale organizzato, riciclaggio di denaro aggravato e tradimento e cospirazione contro lo Stato.
Stesso schema in Romania, dove Travaglio criticò pesantemente le autorità di Bucarest e l’Europa (non si sa bene a che titolo) per l’annullamento delle elezioni, non trovando strano che un candidato indipendente di estrema destra, ultranazionalista e dichiaratamente filorusso, Călin Georgescu, avesse vinto clamorosamente il primo turno con il 23% dei voti, senza aver fatto comizi, senza avere sedi di partito e avendo dichiarato ufficialmente al fisco "zero euro" di spese elettorali. Nessun ripensamento anche dopo che si era scoperto che il candidato semi-sconosciuto era stato aiutato da una massiccia campagna TikTok orchestrata in Russia e che sempre dalla Russia erano in realtà arrivati milioni di finanziamenti in criptovalute. Così come aveva sparato a zero sul fermo di Georgescu, cui erano seguiti ben 27 arresti, tra i quali quello del mercenario Horațiu Porta, nella cui casa erano stati trovati soldi e armi, con lo scopo, secondo la procura generale rumena, di compiere atti contro l'ordine costituzionale e per associazione eversiva. Anche in questo caso tutto regolare: tranne il complotto delle élite occidentali per limitare la libertà di voto e far vincere candidati graditi a Bruxelles.
Si potrebbe continuare ancora e ancora, citando innumerevoli articoli nei quali il Fatto picchia duro contro le autorità tedesche, ree di aver accusato di nazismo alcuni esponenti di AfD, ignorando le evidenze delle straordinarie e sofisticate campagne promosse dalla Russia per sostenere proprio il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel. E anche sulle critiche mosse alle autorità francesi per aver escluso Marine Le Pen, accusata di aver impiegato impropriamente fondi comunitari e già destinataria di prestiti milionari documentati da parte di banche controllate da Mosca.
E si potrebbe tornare indietro sino al 2004, anno delle elezioni presidenziali in Ucraina che Travaglio racconta come quello del primo dei due golpe dei quali fu vittima il candidato filorusso Viktor Yanukovich. Un golpe che, però, stando alla definizione letterale del termine, il candidato favorito di Mosca ha semmai compiuto anziché subito. Nei suoi editoriali, libri, spettacoli teatrali ed interventi tv gli sentirete infatti ripetere sempre e solo che il voto fu annullato dietro la spinta della piazza messa dal perfido Occidente. Non esistono fonti, prove o anche solo vaghi sospetti che questo sia vero. È invece documentato che Yanukovich organizzò bus e treni per portare elettori fedeli a votare più volte in tutto il paese, fece stampare schede aggiuntive direttamente in Russia e addirittura alterò elettronicamente i risultati del voto, avendo ottenuto le credenziali di accesso al cervellone della Commissione Elettorale Centrale, cui si era collegato con un cavo in fibra ottica dalla sede del suo comitato che era in un cinema dall’altra parte della strada.
Candidato “neutralista”, lo chiama ancora oggi. Così super partes che Mosca ha organizzato per la sua elezione la più grande truffa elettorale della storia del continente. Tutta roba ampiamente provata e appurata, ma che non merita di essere evidentemente citata quanto le fantasiose basi segrete ucraine nei baltici, la “misteriosa” morte dell’avvocato nel caso Minetti o delle innumerevoli altre manipolazioni della realtà da dare in pasto ad un popolo di lettori (ed elettori) beoti, ormai educati a non distinguere più nemmeno i fatti dalle opinioni.
Mykhailo Dianov defended the Azovstal steelworks...
Then he spent 129 days of hunger, violence and humiliation in the Olenivka prison camp.
He is one of the proofs that This nation is unbreakable 🫡🇺🇦
Hero❤️
🤬🤬🤬🤬🤬
Antonino Sergio Gambino
🔴𝐂𝐀𝐑𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐈𝐒 𝐒𝐎𝐍𝐎 𝐀𝐕𝐕𝐎𝐋𝐓𝐎𝐈 𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄 𝐈 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀𝐃𝐈𝐍𝐈?
Oggi abbiamo lasciato l’aula dopo l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dell’opposizione e, soprattutto, dei genovesi che rappresentiamo che chiedono più sicurezza a Genova.
Abbiamo avanzato richieste semplici e concrete:
✅ più presidi della Polizia Locale nelle aree più esposte;
✅ un piano straordinario per la sicurezza urbana;
✅ un migliore coordinamento con Municipi e comitati di quartiere;
✅ il potenziamento della videosorveglianza.
La risposta della Sindaca? Un secco NO.
Perché per lei, è tutta colpa del Governo.