Olimpia Milano esprime il più profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi, autentica leggenda del calcio italiano e simbolo di Milano.
Con la sua carriera, il suo talento e i suoi valori ha onorato la città indossando la maglia del Milan, lasciando un’eredità che attraversa lo sport e le generazioni. Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il nostro più sincero abbraccio.
La stella personale di Shavon Shields in Olimpia
Scudetti 4⃣
Coppe Italia 3⃣
Supercoppe 3⃣
Trofei🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐
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LEGGENDA
Nelle parole di Virdis la rabbia e il dolore di tutti noi.
"Piano piano hanno spento tutto.. chi si professava Dio forse vale meno di un angelo comune.. le parole stanno a zero.. contano i fatti.. e qui più che i fatti si vedono fattacci.. sempre e solo Forza Milan comunque".
Matteo Gabbia é colui che voleva partire per la supercoppa da infortunato. É colui che gioca con un'ernia e il dolore che ne consegue .
Si potrà discutere il calciatore, mai l'attaccamento e la dedizione . Benché meno da una proprietà comparsa le ultime settimane.
Gabbia ha fatto l’addetto stampa. L’ho visto tornare dal parcheggio a metterci la faccia anche senza aver giocato, ha commentato ogni passo falso con lucidità e responsabilità, domenica è uscito all’1 di notte dallo stadio. E oggi passa come il disinteressato al fallimento #Milan
Per tre anni ci hanno portato via il Milan.
Ce l'hanno spolpato, distrutto nei valori, dividendo la tifoseria, spazzato via il milanismo, reso San Siro una macchietta.
Anni di fazioni e lotte di potere supportati dal lacchè di turno.
Solo tanta tristezza.
Voi pensate che Cardinale, Scaroni e Furlani siano turbati dal fatto che l’Inter possa vincere lo Scudetto già stasera?
I milanisti, invece, lo sono.
Non c’è altro.
Ai più ingenui tra voi voglio ricordare che degli affiliati alla 'ndrangheta, che hanno ucciso un uomo, han testimoniato che l'Inter li avvisò delle indagini della procura e non è successo NIENTE, anzì Inter parte lesa.
Figuratevi adesso
Il Milan non è in crisi.
Ed è proprio questo il problema.
Perché una crisi si corregge, si affronta, si risolve.
Qui invece siamo davanti a qualcosa di molto più complesso: un sistema che funziona esattamente come è stato progettato.
Conti in ordine.
Stadio pieno.
Valorizzazione asset.
E in mezzo, il campo.
Il punto è che il campo non è più il centro del sistema, ma una sua componente. E quando il campo diventa una componente, smette di essere una priorità assoluta.
Non è un errore.
È un modello.
E il modello non implode.
Si mantiene.
Il problema è che nel calcio, mantenersi raramente basta per vincere.
Se, e dico se, Pulisic fosse uscito infuriato perché Leao non gli ha passato la palla, oggi di cosa parleremmo? Dell'uscita di Pulisic o di Leao "veneziano che non sopporta il compagno"?
Posto che ha la sue colpe e le critiche sono legittime, la tossicità che circonda Leão nel dibattito giornalistico non ha eguali.
É bastata una reazione di nervosismo al cambio (poco furba da parte sua -intendiamoci), per far uscire che é in vendita, che il suo rinnovo é congelato, che club, dirigenti e giocatori sono delusi, che nelle ultime settimane non è stato professionale. Si solletica la pancia del tifoso che non l’ha mai sopportato per le sue movenze ciondolanti, per la musica, per la moda. Intanto, ci sarebbe un compagno di reparto che non segna da tre mesi: gli è stato per caso dedicato mezzo articolo, mezza prima pagina? Ovviamente no, perché ha la faccia pulita, fuori dal campo é un timidone introverso, e rispecchia tutti i canoni del bravo ragazzo. Critichiamo Rafa per le prestazioni in campo -da infortunato, in un ruolo non suo- ma lasciamo stare le manipolazioni giornalistiche che da anni tentano di trasformarlo in un Balotelli #2.
É inutile farsi la guerra su Pulisic e Leão dividendosi in partiti, il problema del Milan é TUTTO l’attacco. Da inizio anno, non é mai stata schierata una coppia che fosse ben assortita, in piena condizione fisica, convincente al 100%. La verità é che l’intesa tra i due é pessima, e le due palle non servite da Pulisic sui tagli di Rafa lo testimoniano. Leão é forzato nel suo ruolo, e anche quando si muove bene non viene servito. L’americano, da tre mesi, non trova la porta e sbaglia una miriade di scelte. Poi, entrano Füllkrug e Nkunku e sono impalpabili. Il Milan deve fare serie riflessioni sull’attacco: a livello di nomi, e sistema di gioco. Un 3-5-2 che non preveda mezzo gioco di coppia tra le due punte, raramente si è visto.