The EU Parliament said NO to Chat Control. Then NO again. The exemption expired in April.
So what did they do? Weber (EPP) asked Metsola to reopen the file, the Council adopted the old text as a "new" position on July 2, and the vote ran as a second reading, where rejection needs 361 votes and every absent MEP effectively counts as a YES. The date? The last day before summer recess.
276 votes against wasn't enough. Suspicionless, warrantless scanning of private messages is back, even though the EU's own legal service warned that indiscriminate scanning violates Article 7 of the Charter of Fundamental Rights.
When "no" doesn't count and you just re-run the vote until you get the right answer, that's not democracy. It's theater.
What we can do:
• Write to your MEPs. Names and votes are public. Remember them at the ballot box.
• Support https://t.co/FLGrjsUpnG and orgs like EDRi
• Switch to end-to-end encrypted apps (Signal). They're not covered by the scanning, for now.
• The permanent Chat Control 2.0 is still being negotiated. That's the real fight. Don't let them pull the same trick twice.
Conversazione tra G. Gabellini e Gianandrea Gajani (direttore "Analisi difesa")
Perché Putin ha ragione dal punto di vista strategico | Gianandrea Gaiani https://t.co/2HTGIBHg6U via @YouTube
Sommario mio viaggio in Russia (il terzo in un anno)
1) Il governo italiano o non sa dell’immenso, immenso, goodwil di cui l’Italia gode qua e lo sta distruggendo inconsciamente. O lo sa, e lo sta distruggendo intenzionalmente
2) L’economia della Russia ha varie difficoltà, alcune strutturali (le geografia etc) ed altre contingenti ai postumi covid e a qualche sanzione che rende la vita più complessa ad alcuni cittadini
3) Ma non esiste nessuno, ripeto nessun, problema economico tale da portare la Russia al ritiro dall’Ucraina. E quindi, le sanzioni sono state un fallimento totale, come previsto,
4) Le sanzioni non le mette la “UE cattiva” ma il gruppo di capi di governo che le votano all’unanimità: quindi la responsabilità del fallimento delle sanzioni e delle conseguenze sulla nostra economia sono del governo #Meloni
5) la Russia resta aperta a riaprire i rapporti commerciali con quelle aziende europee italiane che hanno lasciato il paese senza aver lasciato troppo amaro in bocca. Ora parte la corsa dei topi che risalgono sulla nave.
6) la Russia è un paese bellissimo e ricco di arte e culture e tradizioni che consiglio a tutti di visitare sia la ovviamente splendida San Pietroburgo che tutte le regioni orientali, come ho fatto io nei miei tanti viaggi
7) l’Unione Europea è considerata una nullità assoluta nell’arena geopolitica e su questo mi trovo anche io d’accordo
8) la proposta della Russia per far terminare il conflitto in Ucraina e contenuta nel documento di Istanbul di quattro anni fa al netto di alcune variazioni territoriali e su questo la Russia non farà nessun passo indietro
9) l’Unione Europea e l’Italia resteranno col cerino in mano perché sono gestiti da incompetenti, nel caso migliore
vorrei enfatizzare il punto uno, perché è molto importante e non riesco forse a trasmetterne l’importanza: l’amicizia che il popolo russo hai nei confronti dell’Italia è un fenomeno intergenerazionale che risale agli anni dell’unione sovietica, anni 60 e 70, dalle auto Fiat ai nostri cantanti alla nostra cultura ..un legame che i nonni hanno trasmesso a molti dei giovani di oggi e che Meloni Tajani e Salvini stanno distruggendo
Sono stato chiaro ? Il nostro governo sta distruggendo il rapporto Russia e Italia
E se li votate ancora , la colpa è anche vostra
Se fai la vicepresidente del parlamento europeo e a 24 ore dal rapimento in acque internazionali di una deputata del parlamento europeo non hai ancora detto una parola, non c’è bisogno di spiegarci da che parte stai, stai da quella dei rapitori e sei indegna del tuo ruolo
Interessantissima conversazione tra G. Gabellini e il gen. Maurizio Boni
La Russia si sta preparando a vent’anni di guerra con l’Occidente | Maur... https://t.co/PVk1lRDIwp via @YouTube
Conversazione tra G. Gabellini e il professor F. Dall'Aglio. Eccellente analisi con la quale concordo.
L’allarme di Bezrukov: la Russia deve prepararsi a decenni di guerra con... https://t.co/FEdYOXmOxT via @YouTube
Libertà d’opinione stile UE: sanzioni al giornalista tedesco Dogru perché “pro-pal”, bloccato anche il conto della madre
Dopo aver sanzionato il giornalista tedesco Dogru, ora l'UE blocca anche il conto della madre pensionata. Il motivo? "È pro-al e filo-russo".
Non c’è bisogno di un’accusa, né di un processo. Non servono prove, né c’è la possibilità di difendersi. Per essere ridotti al silenzio e alla miseria, nell’Unione Europea, basta avere opinioni sgradite. Il caso – di cui abbiamo già parlato in passato su InsideOver – di Hüseyin Dogru, giornalista berlinese di origini turche, è diventato il simbolo di una deriva autoritaria che preoccupa giuristi e difensori dei diritti civili. Tutto è iniziato nel 2025, quando Dogru è finito nel 17esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca. L’accusa formale? Con il suo lavoro giornalistico «filo-palestinese», avrebbe «alimentato discordie etniche, politiche e religiose», sostenendo così le «attività destabilizzanti della Russia». Prove? Nessuna. In buona sostanza, l’Unione Europea ha introdotto una sorta di «reato d’opinione» senza dirlo pubblicamente, utilizzando l’escamotage – piuttosto subdolo – delle sanzioni
https://t.co/MulYFagZBs
@graziano_delrio Tanto la fate pagare a noi. D'altronde cosa attendersi da un nazisionista sostenitore di criminali genocidi. Dove c'è fetore di nazismo c'è @graziano_delrio
Siamo inorriditi dal governo Meloni che continua a essere complice di Netanyahu.
L'Italia non sosterrà la proposta di sospendere accordo associazione Ue-Israele, semplicemente una VERGOGNA!
Vale sempre la pena di rammentare questa nota "predizione" di Altiero Spinelli, perché delinea uno schema strategico, con una chiara origine, che rimane ancor oggi attuale e, al tempo stesso, coerente ed evidente. Pur nell'apparenza, foriera di un orchestrato disorientamento, di contrapposizioni e dissidi rappresentati sul palcoscenico mediatico:
"Per quanto non si possa dire pubblicamente, il fatto è che l'Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo-americana, e non della distensione, così come per consolidarsi essa avrà bisogno di una guerra contro l'Unione Sovietica. (da Diario europeo (1948-1969), Il Mulino, Bologna, 1989, p. 175)".