"Hip Hop and Hardcore both began as ways for people facing unfair treatment to build a community and express their frustrations.....among young people in inner cities and have grown from underground scenes to mainstream popularity over the decades. "
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Si chiamava Zoe Trinchero, aveva solo 17 anni.
È stata brutalmente uccisa a Nizza Monferrato (AT): picchiata con pugni al volto, strangolata e poi gettata nel Rio Nizza .
L’autore, reo confesso, è Alex Manna, 20 anni, un amico invaghito di lei: l’ha aggredita dopo un rifiuto a un suo approccio. Fermato e portato in carcere.
Un altro femminicidio che spegne un sogno (voleva fare la psicologa). Riposa in pace, Zoe. 💔
"Ma te,con la storia che hai: trattativa stato/mafia,i rapporti con la mafia,come/dove ha preso i soldi Berlusconi per fare tutto quello che ha fatto. E chiami la Dda per farmi chiudere i social perché sono pericoloso? Ma te sei pazzo, ti rovino"
Può piacere o meno ma HA RAGIONE!
Quando vide che sparavano al marito, l’agente di polizia Nino Agostino, Ida si scagliò contro i sicari. “Vi conosco!” gridò loro. Allora uno dei due le puntò la pistola al cuore ed esplose un colpo, per poi darsi alla fuga.
Li trovò la madre di Nino. Ida era ancora viva e si trascinava verso il corpo senza vita del marito, che era stato ammazzato perché aveva cercato di farle scudo con il corpo. Non ci fu niente da fare, morì. Era incinta del loro primo figlio e quella stessa mattina l’avrebbe detto ai loro amici. Stavano andando a far vedere l’album di nozze a uno di loro.
Ieri, 8 dicembre, Ida Castelluccio avrebbe compiuto gli anni. Morì assieme al marito per mano della mafia, su cui Nino stava indagando. Ricordarne anche quest'anno il volto, il compleanno, la memoria, è un modo per ricordare dove possa arrivare la mafia e gli orrori che può commettere.
Così da rendersi ogni volta sempre più conto di quanto sia necessario combatterla con ogni mezzo.
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Today I visited the house where I was born and all my memories came back.
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Giorgio Ambrosoli era un avvocato milanese di 41 anni quando, nel 1974, fu chiamato dalla Banca d’Italia a svolgere l’incarico più importante, difficile e complesso della sua carriera: il commissario liquidatore della Banca Privata Italiana.
Ambrosoli fece quello che aveva sempre fatto, e lo fece bene. Forse troppo bene.
Scoprì bilanci falsi, triangolazioni di conti, operazioni di riciclaggio internazionale, risparmiatori truffati, intrecci criminali tra politica, alta finanza, massoneria e mafia. E, al centro di tutto, la figura del dominus, quel Michele Sindona allora considerato ancora il re della finanza italiana e mondiale, con protezioni in America, nella loggia P2, nello IOR, in Cosa nostra, e pure nella politica.
Ambrosoli fece quello che quasi nessuno avrebbe fatto e nessuno fece prima di lui: denunciò tutto, rifiutò di firmare carte false, di occultare prove ed evidenze.
Provarono prima a fargli cambiare idea con le minacce, via via sempre più esplicite.
Lo Stato che avrebbe dovuto proteggerlo lo lasciò solo. Nel 1975, appena un anno dopo, lui aveva già capito tutto. Scrisse una lettera commovente alla moglie che oggi suona come una profezia. “Anna carissima, pagherò a caro prezzo l’incarico. Ma non mi lamento: è un’occasione unica per fare qualcosa per il Paese”.
Quel momento arrivò la sera dell’11 luglio 1979, quando, tornando a casa da una serata con gli amici, un sicario americano assoldato proprio da Sindona gli esplose contro quattro colpi di 357 Magnum, uccidendolo.
Aveva 46 anni, una moglie, tre figli, uno dei quali, Umberto, raccolse la sua eredità civile e morale candidandosi anni dopo alla Presidenza della Regione Lombardia.
Giorgio Ambrosoli appartiene alla schiera di quei servitori dello Stato di cui troppo presto e troppo a lungo ci siamo dimenticati. Un “eroe borghese”, come recita il bellissimo libro di Corrado Stajano a lui dedicato.
Un italiano perbene, che pagò il suo coraggio e il suo rigore con la vita.
This was Palestinian journalist Saleh Al-Jaafarawi's Last message before he was killed today.
He shared this video yesterday, a heartfelt message of thanks to everyone who supported, stood by, and protested for Gaza and the Palestinian cause.
Rewatching it broke my heart
«Damiano got emotional tonight remembering Pavlo Mendico, a 14 year old boy who took his own life because of bullying, a heartbreaking reminder that words can be deadly» 😭
Funny little FEARS Tour
Roma, Italy. Night 1 (11.10.2025)
via damiano.david.pulse
#damianodavid
Quando vide i sicari sparare al marito, l’agente di polizia Nino Agostino, Ida Castelluccio non esitò: si scagliò contro di loro urlando “Vi conosco!”. Ma uno dei killer le puntò la pistola al cuore e fece fuoco, lasciandola a terra prima di darsi alla fuga.
Poco dopo, fu la madre di Nino a trovarli. Ida, ferita gravemente, si trascinava verso il corpo del marito, morto perché aveva cercato di farle scudo con il proprio corpo. Per lei non ci fu nulla da fare: morì poco dopo.
Ida era incinta del loro primo figlio, e proprio quella mattina avrebbe condiviso la notizia con gli amici. Stavano andando a mostrare il loro album di nozze.
L’8 dicembre, Ida avrebbe compiuto 59 anni. Invece il suo volto si è fermato in quella tragica estate del 1989, stroncato dalla mafia, la stessa che Nino cercava di combattere.
Ricordare Ida Castelluccio oggi significa ricordare fino a dove può arrivare l’orrore della mafia. Significa capire, ogni volta di più, quanto sia necessario lottare contro questa piaga, con ogni mezzo, sempre.
Quando una delle voci più belle e potenti del panorama musicale italiano coverizza una delle voci più belle e potenti del panorama musicale italiano. Qui signori miei c'è solo da inchinarsi e ammettere che siamo molto fortunati ad averli certi artisti.
Questo fine settimana Gran Bretagna, Portogallo, Australia e Canada hanno riconosciuto lo Stato di Palestina. Meloni era impegnata in tv a parlare di pastarelle e si è anche presentata di fronte ai giovani del suo partito a parlare di coraggio: quello che lei non ha, nemmeno quando si tratta di scelte di umanità per reagire al genocidio in corso. Le viene la tremarella, perché non può scontentare Washington e il suo amico Netanyahu, nemmeno di fronte a oltre 60mila morti, di cui 20mila bambini. Per fortuna c'è un'Italia migliore. Questa ignavia non ci rappresenta.
Un sionista nazista complice di un genocidio che dà del fascista a chi denuncia i crimini israeliani è uno STRONZO, punto. Grande Enzo #Iachetti, hai dato voce a milioni di italiani.