La Spagna ha ordinato la chiusura del suo spazio aereo a tutti i velivoli che partecipano alla guerra in Iran. Il divieto riguarda non solo gli aerei direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, per il rifornimento in volo e di stanza in Paesi terzi. Il governo Sánchez ha proibito l'utilizzo delle basi aeree di Rota e Morón de la Frontera, aumentando le tensioni con gli Stati Uniti. Madrid non ha cambiato linea neppure di fronte alle minacce di Trump di un embargo commerciale
La vergognosa e oscena azione propagandistica della destra al governo conferma che ricorre alla strategia della tensione, e’ tutto così agghiacciante, i cittadini non sono al sicuro
Le immagini che ci arrivano dal Sudan sono relativamente poche. E quelle che raccontano meglio la gravità degli eventi sono troppo dure per poterle mostrare in tv o mettere in pagina sui giornali. Un esempio: la foto di una mamma e del suo bambino impiccati allo stesso albero.
150 mila morti in Sudan non li riusciamo a contemplare. La più grande crisi umanitaria del mondo, la più grande crisi di sfollati e di affamati del mondo, finché è descritta soltanto a parole non buca la nostra attenzione.
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La guerra in Sudan è cominciata il 15 aprile del 2023 perché il generale a capo di una milizia paramilitare - le Forze di supporto rapido (Rsf) - ha sfidato il capo dell’esercito regolare con l’ambizione di prendersi tutto il Paese.
I miliziani delle Rsf usano la guerra come un pretesto per uccidere e stuprare nelle aree etnicamente africane, in un Paese che oggi è a maggioranza araba.
Alcune vittime degli stupri etnici, che sono riuscite a scappare in Ciad, hanno raccontato che, durante le violenze, lo slogan degli stupratori era: “I vostri figli saranno arabi”. Oppure: “Quest’anno tutte le ragazze di qui saranno incinte dei figli dei Janjaweed”.
Janjaweed significa “I demoni a cavallo”. È il vecchio nome delle Forze di supporto rapido, che poi lo hanno cambiato per darsi un tono più serio ma senza rivedere di conseguenza i loro metodi.
Vent’anni fa i Janjaweed furono responsabili di una campagna di uccisioni di massa di persone nere che fece 300 mila morti e che non fu considerata un genocidio. Ora ce n’è un’altra, che va avanti da due anni.
Due giorni fa le Rsf sono entrare nella città di al Fasher, dove si erano riversati centinaia di migliaia di persone etnicamente africane in fuga, perché era l’unica grande città della zona dove i miliziani non fossero ancora arrivati.
Nelle immagini satellitari ad alta risoluzione si vedono grosse chiazze di sangue nella sabbia che indicano i punti delle città dove, nelle ultime 48 ore, sono avvenute le uccisioni. Ma le immagini più esplicite sono altre: le esecuzioni postate sui social network dagli stessi miliziani.
Si ascolta qui:
uno dei fenomeni più strani della vita è che non saprai mai quante volte qualcuno ha quasi scritto, quasi chiamato, quasi si è girato per dirti qualcosa, ma non ha trovato il coraggio.
Ciao Tiziana, domenica prossima torniamo in onda e ci meriteremmo questa torta per la ripartenza.
Puoi dire a tua madre se può darci la ricetta? Grazie.
maggio 2023
una tizia del mio paese mi manda una storia scrivendomi questa cosa.
(mai mandato mie foto a nessuno, MAI)
comincio a pensare a quale foto possano essere perché cazzo non ho mai mandato niente a nessuno -
In Veneto la mappatura dei nei non sarà più garantita dal Servizio sanitario regionale, peccato permetta di diagnosticare precocemente i tumori della pelle. Questo governo sta togliendo gli strumenti di prevenzione, non vedo gli italiani abbastanza incazzati