✍🏻 Roberto Damico
Mentre, come si dice a Roma, la sinistra «rosica» perché Meloni è al centro della scena politica internazionale per via dello scontro con Trump, quello che sta davvero arrivando poco in Italia — sempre a causa del filtro operato dai nostri media, che ritraggono il nostro paese come molto più marginale e provinciale di quanto sia realmente — è che lo scontro Meloni lo sta abbondantemente vincendo e, soprattutto, lo sta vincendo proprio sui social e sui media statunitensi.
I motivi sono molteplici. Il primo, senza dubbio, è che Meloni è molto brava sui social. Lo stesso messaggio che ha confezionato in risposta a Trump, con quel «Io e l'Italia non imploriamo mai», ha fatto molto effetto. Inoltre, Meloni ha in pochi secondi lanciato attacchi letali alla credibilità di Trump, smontandolo: gli ha detto che ha mentito, gli ha detto che è supino con i nemici dell'Occidente, gli ha detto che lei non piega la testa. E nel contesto statunitense, che il presidente menta — cosa che stanno notando tutti essere documentata: non ci sono foto di Meloni e Trump insieme e Meloni non si è mostrata accondiscendente durante l'incontro — è vista come estremamente grave.
Un altro motivo è che mai nessun alleato aveva risposto con simile forza a Trump, mostrando un atteggiamento che ha molto stupito positivamente. Inoltre, sta colpendo il fatto che stiamo parlando di un leader italiano — che all'estero ha il prestigio dell'Italia come patria della cultura — e una donna che risponde a muso duro a un uomo. Un mix che sta avendo un effetto devastante, e che si sta allargando anche al di fuori, con i media indiani e giapponesi che parlano dell'argomento, prendendo le parti del leader italiano.
Ma, ancora una volta, dobbiamo notare il provincialismo delle opposizioni che, mentre il nostro leader è letteralmente l'occhio di un ciclone internazionale, usa argomenti puerili come «Meloni doveva notarlo prima» e cose simili. E anche le femministe non colgono l'occasione per rimarcare che una donna sta mettendo sotto uno dei maggiori bulli sulla scena internazionale.
E credo che anche questo mostri quanto il campo largo non sia adatto a governare: non capisce la politica internazionale, non legge i media globali, non sa cogliere un'occasione simbolica; preferisce rosicare.
🚨🚨🚨🪖🇷🇺 L'ALLERTA DEI GENERALI. IMMAGINI SATELLITARI E INFORMAZIONI DI INTELLIGENCE: PREPARATIVI RUSSI AL CONFINE PER UNA "GRANDE GUERRA". I DETTAGLI
A lanciare l’alert che crea scalpore nell’alto Nord sono quelle che il Blog è solito definire con un’espressione: “fonti tripla A”. È il rating di chi può contare su un’affidabilità fuori discussione, di chi non ha interesse a diffondere il panico senza che vi sia dietro una reale motivazione.
Uomini e donne dell’intelligence, generali di carriera, alti funzionari alleati: vite scandite da ritualità e prassi che non ammettono variazioni sul tema. Sono le menti che dovranno guidare la difesa del continente in caso di guerra, i volti che il nemico si troverà di fronte qualora scegliesse di attraversare il Rubicone della storia.
Forti dell’accesso diretto a informazioni top secret, consapevoli dei preparativi in corso oltre confine, adesso avvertono: la minaccia al di là della frontiera è più concreta di quanto si creda, più vicina di quanto si sia pensato finora. Il soggetto è sottinteso, ma non fa male esplicitarlo ancora una volta: è la Russia, la fonte delle loro preoccupazioni, il nemico nell’ombra in attesa di uscire allo scoperto. Attesa, dopotutto, forse agli sgoccioli.
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Il numero che racconta davvero l’afa non è l’umidità relativa, è il punto di rugiada.
Quando diciamo "umidità al 60%" stiamo usando un valore che dipende molto dalla temperatura dell’aria, per questo può ingannare, 60% con 22°C non ha lo stesso significato fisiologico di 60% con 34°C. Il punto di rugiada, invece, ci dice quanta umidità è realmente presente nell’aria, tecnicamente è la temperatura alla quale l’aria dovrebbe raffreddarsi, a pressione e contenuto di vapore costanti, per arrivare alla saturazione, più è alto il punto di rugiada, più l’aria è carica di vapore acqueo.
Dovete sapere che il nostro corpo si raffredda anche attraverso l’evaporazione del sudore ma se l’aria è già molto umida, l’evaporazione diventa meno efficiente e il calore si disperde peggio, la pelle resta più bagnata, il respiro sembra più pesante e il disagio aumenta anche se la temperatura massima non è estrema. Ecco perché 31°C con punto di rugiada a 24°C possono risultare molto più pesanti di 36°C con aria secca e ventilata. In genere, quando il punto di rugiada supera i 20°C l’aria comincia a diventare afosa, sopra i 22-24°C il disagio può diventare marcato, soprattutto nelle città, nelle ore serali e notturne, con poco vento e minime elevate, come vi spiegavo nel post di questa mattina.
Per fare un esempio pratico, oggi nella città di Roma la temperatura la temperatura massima è stata di 29 °C ma il punto di rugiada è rimasto contenuto tra i 13 ed i 15 °C, quindi ha fatto caldo ma l'afa è stata pressochè inesistente, dunque per capire quanto peserà davvero il caldo bisogna guardare anche il punto di rugiada. Le massime dicono quanto sale il termometro, il punto di rugiada dice quanta fatica farà il corpo a raffreddarsi.
El Nino si è formato.
NOAA ha appena aggiornato il quadro ENSO, non siamo più soltanto nella fase "El Nino probabile", ma in quella in cui le condizioni di El Nino sono ormai presenti nel Pacifico equatoriale. Il sistema oceano-atmosfera ha dato segnali sufficientemente coerenti per passare da El Nino Watch a El Nino Advisory.
Il Pacifico centrale e orientale resta più caldo della media, con un’anomalia Niño 3.4 intorno a +0.7°C, anche sotto la superficie persistono anomalie calde importanti, cioè calore disponibile nei primi strati dell’oceano ma la cosa piu' importante è che oceano e atmosfera stanno iniziando a muoversi nella stessa direzione. Secondo NOAA, El Nino dovrebbe rafforzarsi nei prossimi mesi e raggiungere il picco durante l’inverno boreale 2026-27. C’è anche una probabilità significativa che possa diventare molto forte tra novembre e gennaio.
"El Nino presente" però non significa conoscere già con certezza intensità finale e impatti regionali. Aumenta la probabilità di certe anomalie su scala globale, soprattutto nel Pacifico e nelle aree tropicali, ma non funziona come un interruttore che decide automaticamente il tempo in Italia o in Europa perchè da noi contano anche altri indici climatici. Il segnale è importante, ora non ci resta che monitorare quanto forte diventerà davvero l’accoppiamento oceano-atmosfera.
— Estuvo casado 62 años con Rosie Cotton.
— Tuvo 13 hijos.
— Fue elegido alcalde de La Comarca y ejerció durante 49 años en el puesto.
— Fue el único mortal en herir a Ella-Laraña
— Acabó con varios Orcos él solo.
— Estuvo 6 meses sin fumar pipa y sin comer patatas.
— Viajó 2.898 kilometros descalzo.
— Cargó con un adulto a sus espaldas hacia un volcán.
— Una de las pocas personas en la Tierra Media que son inmunes al anillo.
SAM ES EL MVP Y EL VERDADERO HÉROE DE EL SEÑOR DE LOS ANILLOS.
Avete mai notato che con l’Anticiclone delle Azzorre il cielo sembra spesso più azzurro, vivo, pulito?
Non è solo nostalgia meteorologica, quando arriva aria di matrice più oceanica o subtropicale marittima, l’atmosfera tende spesso a essere meno carica di pulviscolo desertico, aerosol e foschie dense rispetto alle grandi rimonte subtropicali continentali dal Nord Africa e il colore del cielo cambia.
In un’aria più pulita domina meglio la diffusione di Rayleigh, le molecole dell’atmosfera diffondono soprattutto la componente blu della luce solare, regalando quei cieli profondi, netti, quasi "lavati". Con le risalite africane, invece, può aumentare la presenza di polveri sahariane, particelle in sospensione e umidità, la luce viene diffusa e attenuata in modo diverso, il blu perde profondità, l’orizzonte si sporca, il cielo diventa più biancastro, opaco, lattiginoso.
Naturalmente non è una regola assoluta, contano anche umidità, vento, stabilità, inquinanti e stagione ma spesso il cielo ci dà un indizio.
Anche il colore del cielo, a volte, racconta da dove arriva l’aria.
Sui canali Telegram filorussi si esibiscono i missili gentilmente offerti dalla Nord Corea, con buona pace di chi da noi sa dire solo “basta armi all’Ucraina”. Magari @GiuseppeConteI, @matteosalvinimi ed altri fini pensatori come il generalissimo @RoVannacci ci sapranno dire perché la Russia può usare droni iraniani, missili nordcoreani e componentistica cinese per ammazzare civili e distruggere città, ma se l’Europa offre a Kyiv gli strumenti per difendersi diventa “escalation”
Մեր բոլոր հայ ընկերներին. այսօր կայացրեք ճիշտ որոշումը։
To all our Armenian friends: today, make the right decision.
A tous nos amis Arméniens: aujourd'hui, prenez la bonne décision.
Giugno potrebbe cambiare di nuovo passo.
Fino al 10 giugno l’Italia dovrebbe restare sotto una fase più stabile e via via più calda seppur senza eccessi, con espansione anticiclonica subtropicale marittima (anticiclone delle Azzorre) e condizioni più estive su molte regioni ma tra l’11 e il 15 giugno il quadro potrebbe cambiare di nuovo.
Stasera, per la prima volta, i principali modelli matematici previsionali sono concordi nel vedere una possibile ripresa delle correnti atlantiche, con maggiore instabilità e un nuovo calo termico. Non è ancora una previsione definitiva, però il segnale è interessante, perché anche gli spaghi previsionali cominciano a piegare verso il basso.
Al momento non si vede ancora una cupola subtropicale continentale lunga e bloccata sull’Italia e probabilmente almeno per tutta la seconda decade del mese non si farà vedere. Si vede piuttosto un’estate che prova ad avanzare, ma dentro una circolazione ancora mobile e che può regalarci un'ulteriore ondulazione atlantica con annesso calo termico. Le prossime 48 ore ci diranno se questa tendenza verrà confermata o se resterà solo un’oscillazione dei modelli.
Il governo piemontese, rinominatosi italiano, impiegò, contro inermi popolazioni civili, negli anni successivi al 1861, 120.000 uomini dell'esercito regolare più 100.000 guardie nazionali con licenza di uccidere senza processo (legge Pica, valida solo al sud) per sconfiggere il cosiddetto brigantaggio, che coinvolse, direttamente o indirettamente, 2 milioni di persone su 9 milioni di napoletani e siciliani. Già solo questi numeri contraddicono palesemente il luogo comune che il brigantaggio fosse semplice criminalità e non insorgenza politica contro i piemontesi: non esiste al mondo un popolo di cui una persona su 4 sia un assassino. I numeri parlano, le chiacchiere stanno a zero.
Убитой и запытанной в плену журналистке Виктории Рощиной россияне сломали затылочную кость, когда ее удерживали в СИЗО в Таганроге.
Я напомню что при передаче тела у девушки оказалось что отсутствовали внутренние органы, головной мозг, глазные яблоки, часть трахеи.
Очередное напоминание всему миру с кем воюет Украина. Это не люди.