@Perronismo23 Per carità, nessuno esente da colpe.
Ma non c’erano dubbi che ci si aspettasse il tonfo per criticarlo aspramente etichettandolo come si è sempre fatto
A 0, pochissimo d’ingaggio, senza pretese di titolarità, giocatore per qualità migliore della serie A. Che motivo ho di dire no per non averlo in rosa?
@dansmatete21 Per me quello è stato il momento in cui ha ritrovato l’affetto che gli era mancato negli ultimi anni da noi, tra infortuni e un addio tutt’altro che semplice. Più che pentito di non avervi scelto prima, mi è sembrato semplicemente felice di sentirsi di nuovo così amato. Lo merita
#Chiesa alla @Gazzetta_it:
“Io non me ne sarei mai andato dalla #Juventus. Si è anche detto che pretendessi molti soldi, ma la verità è un’altra: non mi è mai stato offerto il rinnovo. Non ne abbiamo nemmeno parlato. Giuntoli e Thiago Motta mi hanno detto: “Fede, non ci servi: trovati una squadra”. Mi è andata bene, sono ripartito da una delle top 5 al mondo come il Liverpool. Però la Juventus è sempre nel mio cuore e vorrei tornarci. Non ho mai parlato di soldi con la Juve e mai lo farò”
Sbeffeggiato, deriso, chiamato filosofo, giochista, respinto con la solita boria superba con cui il calcio italiano -ormai una creatura decrepita- ancora giudica ogni tecnico straniero. E alla fine, l’ha raggiunto lui, il risultato. L’ha avuta lui, la miglior difesa. L’ha fatto con un gruppo di ragazzini -costosi, sí- ma sicuramente meno di quelli di Milan e Juventus, e alle prime armi. L’ha fatto con un’identità forte, non negoziabile. L’ha fatto con la forza dello studio, delle idee, dell’umiltà nel mettersi sempre in discussione e adattarsi all’avversario di partita in partita. Cesc Fàbregas ha creato un cortocircuito nella dicotomia (illogica) tra giochisti e risultatisti. Cesc Fàbregas ha rotto il calcio italiano. E ben vengano, in Italia, i Cesc Fàbregas.
Dopo 17' il_Milan_è gia questo:
1'06" di staticità totale in 11 uomini dentro gli ultimi 35 m. Nessun giocatore accetta di azzardare pressione, linguaggi del corpo inequivocabili. Da qui nascerà il corner con cui il Cagliari realizzerà l'1-1.
"Sono felice perché qua ho dovuto prendere molte, molte, molte decisioni quando sono arrivato perché il presidente mi ha dato un po' la chiave delle operazioni calcistiche. È vero che non c'era praticamente niente. Oggi parlavo con un fisioterapista che quando sono venuto io a giocare quasi quattro anni fa ci allenavamo senza centro sportivo. In un posto, non mi ricordo dove era, facevamo i massaggi dentro ad un bar. Adesso, meno di quattro anni dopo, ci andiamo a giocare la Champions League, al il mio secondo anno e mezzo come allenatore"
- Cesc #Fabregas, allenatore del Como che per la prima volta nella sua storia è in Europa e giocherà in Champions League