Se non pensate che oggi in Israele ci sia al potere un governo di Nazisti che dire di voi?
E c'è ancora chi - come @LiaQuartapelle e @SinistraXIsrael , per tacere di tutti i Centristih Riformistih per Tel Aviv - che non vuole sanzioni per lo Stato Terrorista e Genocida.
Per i morti di via Rasella, Hitler in persona ordinò di uccidere 10 italiani per ogni soldato tedesco ucciso. I sionisti, per voce di Ben Gvir, promettono di uccidere 1000 libanesi per ogni soldato dell'IDF ucciso. Paragonati agli israeliani, i nazisti diventano Emergency.
Un’Europa complice di un genocidio che non riesce a sanzionare nemmeno Ben-Gvir è un’ottima pubblicità per i nuovi europeisti di Pina, che d’altronde ci aveva già spiegato bene da che parte sta
"In questo decreto, con un emendamento a firma Lega, gli operatori sanitari e coloro che lavorano nelle cliniche private sono stati esclusi da quel piccolo aumento salariale previsto. Chi beneficerà di questo emendamento della Lega?
Un deputato della Lega stessa: Angelucci".
In Italia se manifesti contro guerra, genocidio, riarmo, salari, diritti, precariato, sei una zecca e un vagabondo che fa la settimana corta. Se invece sfili a favore di una pulizia etnica e di una deportazione di massa al grido "duce, duce!", allora sei un vero patriota. #Roma
Chiedo umilmente al signor Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, garante della costituzione antifascista italiana: è normale che per le vie di Roma ci sia un corteo autorizzato che inneggia ad una deportazione di massa sulle note di "me ne frego"? @Quirinale
Milano.
Due volontari Unicef che raccolgono donazioni per i bambini di Gaza.
La reazione del turista israeliano.
Gente molto pericolosa, però quando vengono in vacanza in Italia, quelli protetti con la scorta pagata dal Governo sono loro.
Come dice Staglianò, un'imposta dall'1% al 3% applicata esclusivamente allo 0,1% più ricco della popolazione italiana (50.000 persone con patrimoni superiori a 5,4 milioni di €), produrrebbe un gettito di 13 miliardi di €, come una finanziaria. Cosa sta aspettando la sinistra?
Non vi pare vagamente sospetta, per usare un eufemismo, la reazione dei media alle recenti “rivelazioni” sul caso della grazia a #NicoleMinetti? Francamente, io sto provando un imbarazzo non indifferente: questi sono proprio sfacciati.
Non entro nel merito delle tecnicalità della procedura: primo, perché a mio avviso rappresentano un pantano da cui è difficile uscire; secondo, perché – a volerci comunque indugiare – è stato chiarissimo @marcotravaglio oggi nel suo editoriale. Insomma, non ha alcun senso chiedere all’oste se il vino è buono: rimando al suo fondo.
Resta la questione politica, e questa è grande come un grattacielo. E la responsabilità politica è tutta in capo al Presidente della Repubblica, come confermato dalla nota sentenza della Corte Costituzionale (200/2006): «Alla controfirma va attribuito carattere sostanziale quando l’atto sottoposto alla firma del Capo dello Stato sia di tipo governativo e, dunque, espressione delle potestà che sono proprie dell’Esecutivo, mentre ad essa deve essere riconosciuto valore soltanto formale quando l’atto sia espressione di poteri propri del Presidente della Repubblica, quali – ad esempio – quelli di inviare messaggi alle Camere, di nomina di senatori a vita o dei giudici costituzionali. A tali atti deve essere equiparato quello di concessione della grazia, che solo al Capo dello Stato è riconosciuto dall’art. 87 della Costituzione».
Sul sito del #Quirinale (non su quello del #FattoQuotidiano!), poi, si legge: «Ogni decisione sul merito è adottata dopo aver valutato: la peculiarità umanitaria che il caso presenta (ad esempio, per la risalenza nel tempo del delitto commesso, per la età e incensuratezza del suo autore, per il contesto – “storico”, personale, familiare – in cui si è verificato…); il periodo di pena espiato e la fruizione eventuale di benefici penali o penitenziari; l’assenza di elementi dai quali dedurre l’attuale pericolosità del condannato; gli esiti del processo rieducativo e, specie per le domande di grazia relative a pene accessorie, l’intervenuto reinserimento sociale del condannato; la condotta inframuraria tenuta; le osservazioni delle vittime del reato o, in caso di loro morte, dei loro familiari; la incompatibilità delle condizioni di salute del condannato con lo stato detentivo e la inattitudine a fronteggiarne la precarietà con i benefici ordinari (penali e penitenziari)».
Sempre sul sito del Capo dello Stato, non su quello di #Travaglio, ancora: «Nel corso del secondo mandato, sono state sottoposte all’attenzione del Presidente Mattarella sia le pratiche che hanno dato luogo all’adozione dei 36 provvedimenti di clemenza [...] sia altre 1371 domande (o proposte) di grazia oppure di commutazione di pene. Di esse 1136 sono state rigettate e 235 archiviate o “poste agli atti”».
E si aggiunge persino che «Delle domande rigettate, 358 hanno riguardato condannati la cui pena non era in corso di esecuzione perché era stata concessa la sospensione condizionale o perché l’esecuzione della pena detentiva era stata sospesa [...], ovvero condannati che sin dall’inizio dell’esecuzione della pena, o dopo un periodo di detenzione carceraria, erano stati ammessi a misure alternative al carcere [...]: in questi casi il Presidente della Repubblica ha ritenuto che le esigenze poste a fondamento della domanda di clemenza risultassero già adeguatamente tutelate per effetto degli ordinari strumenti personali, sostanziali e processuali, e penitenziari».
Ma lo capite che è il sito ufficiale del #PresidenteDellaRepubblica a certificare, nero su bianco, che la grazia a Nicole #Minetti non avrebbe dovuto essere concessa?
Il potere di concedere la grazia, in sintesi, interamente sotto la responsabilità di #Mattarella, non può essere esercitato in contrasto con quello della magistratura: la grazia non serve a sbugiardare una sentenza di condanna e, conseguentemente, a cancellare la pena. Essa serve – in condizioni assolutamente straordinarie (come scrive il Colle sul suo sito) – a lenire gli effetti particolarmente afflittivi della detenzione.
Non viene concessa per casi lievi, a una che non ha fatto un solo giorno di galera (e non ne avrebbe fatti), a chi ha diritto a misure alternative (ad esempio ai servizi sociali), che la #Minetti non aveva peraltro neppure cominciato. Non viene riconosciuta, insomma, in contrasto con quanto prescritto dall’art. 27 della Costituzione (di cui, dettaglio non trascurabile, #SergioMattarella sarebbe il garante) e che prevede l'obiettivo di «rieducazione del condannato». Se non sconta nulla, come lo rieduchi?
E allora, al netto di quello che dice e che potrebbe dire la Procura, resta la questione politica: è enorme e su questa bisognerebbe indugiare, se fossimo una vera democrazia e non una colonia nella quale il sistema mediatico è completamente asservito al Proconsole del Quirinale.
Perché, a dispetto di tutto quanto lo stesso Quirinale pubblica sul suo sito e che contraddice palesemente l’opportunità di concedere la grazia alla Minetti, la stessa è stata concessa? Perché riconoscerla bruciando i tempi e, soprattutto, perché tenerlo nascosto? Cosa ha indotto il Presidente della Repubblica a contraddire se stesso, i suoi criteri, il metodo portato avanti fino a quel momento, per concedere la grazia a una persona politicamente così “significativa” come Nicole Minetti, che peraltro gode di un’agiatezza che la stragrande maggioranza dei detenuti (anche con figli malati a carico) può soltanto sognare?
Perché il Presidente della Repubblica arriva a rischiare un boomerang mediatico così prevedibile? Perché non ha preso tempo o semplicemente non ha negato la grazia come ha fatto per centinaia di altri casi «ammessi a misure alternative al carcere»?
In definitiva, e questa è la domanda alla quale tutta l’informazione dovrebbe pretendere una risposta: cosa o chi ha condizionato la scelta del Presidente della Repubblica?
In un Paese serio, autenticamente democratico e libero, tutti i giornali starebbero col fiato sul collo di Mattarella per pretendere una risposta da chi rappresenta il potere in Italia. Qui, invece, in una patetica gara a chi urla più forte «è un bel Presidente!», si punta il dito contro l’unico giornale – @fattoquotidiano – che ha davvero il coraggio di rischiare tutto per vederci chiaro: è una vergogna.
Maurizio Gasparri (FI) si è scoperto paladino degli sfruttati. I 6 euro l’ora che alcuni animatori di «Due Spicci», la nuova serie di Zerocalcare su Netflix, avrebbero denunciato – secondo un articolo di stampa – di aver percepito lo hanno scosso al punto da depositare, qualche giorno fa, un’interrogazione per chiedere un’ispezione del ministero del Lavoro. Bel gesto. Solo che tirando il filo della produzione si finisce in un posto inaspettato.
La serie la anima DogHead Animation, nata nel 2018 e controllata da Movimenti Production, a sua volta controllata da Banijay Kids & Family (holding) che ne detiene il 51% delle quote. Il Ceo di Banijay è Marco Bassetti. E Bassetti è il marito di Stefania Craxi.
Craxi, Forza Italia. La stessa Forza Italia di Gasparri. Anzi: dal 26 marzo 2026, dopo che 14 senatori azzurri su 20 hanno firmato per sfiduciarlo, lui si è fatto da parte e lei ha preso il suo posto come capogruppo al Senato, con la regia di Marina Berlusconi che voleva il ricambio dopo il referendum perso sulla giustizia. Gasparri, da parte sua, ha ottenuto come compensazione la poltrona che era di Craxi alla Commissione Esteri, dove è approdato il 31 marzo con 18 voti su 20. Insomma, è stato rimpiazzato dalla moglie del Ceo che controlla la società contro cui lui oggi tuona.
Delle due l’una. O Gasparri ne era all’oscuro, ignorando dove avrebbe puntato la sua interrogazione. O lo sapeva, e allora chapeau: colpisci Zerocalcare, l’autore “di sinistra” che fa la morale sul precariato, e allo stesso tempo rifili uno sgambetto pure a chi ti ha tolto il posto. Due piccioni, una fava, zero impronte.
Le società intanto respingono tutto, parlano di attacco “inaccettabile” e di ricostruzioni “diffamatorie”; Zerocalcare, dal canto suo, dice di non occuparsi di budget né di contratti. Tutto da accertare, ovviamente. Resta l’ispezione invocata da un signore del partito che ha appena promosso a capogruppo la moglie del Ceo della società da ispezionare. La nuova serie è solo agli inizi. Mettetevi comodi.
(il mio articolo per @LaNotiziaTweet)
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“Stavo ascoltando il Rosario alla radio e non me ne sono accorta”: suora si distrae e guida contromano sull’autostrada Napoli-Salerno https://t.co/Gs4kWqjzak via @fattoquotidiano
L'oppio dei popoli
Per chi non avesse ancora capito: PD E FDI in Europa sono alleati, votano praticamente le stesse cose, come fanno a votare PD pensando di votare a sinistra?
@IliadItalia Sono fuori città e la iliad box risulta disconnessa. Chiaramente devo aspettare domattina per contattare il servizio clienti. Grazie mille