Un Cane Lupo, ch'era stato messo
de guardia a li cancelli d'una villa,
tutta la notte stava a fa' bubbù.
Perfino se la strada era tranquilla
e nun passava un'anima: lo stesso!
nu' la finiva più!
Una Cagnola d'un villino accosto
je chiese: — Ma perché sveji la gente
e dài l'allarme quanno nun c'è gnente? —
Dice: — Lo faccio pe' nun perde er posto.
Der resto, cara mia,
spesso er nemmico è l'ombra che se crea
pe' conservà un'idea:
nun c'è mica bisogno che ce sia.
Trilussa, Er nemico
Andrea Riccardi: Chiesa e difesa dei migranti tra frontiere e umanità. Da Pio XII a Leone XIV le radici storiche della vicinanza ai migranti.Fin dal 1.800 i Papi e i religiosi hanno cercato di accompagnare l'esodo degli europei verso le Americhe https://t.co/GNxtaTF6Ol
Amerika ' da 15 yaşındaki bir çocuk marketten ekmek çalarken yakalandı. Kaçmaya çalışırken bir de raf kırmış.
Cocuk tutuklanmış ve mahkemeye çıkartılmış.
Karar�� vermeden önce hakim çocuğu da duymak ister.
Hakim: ′′ Neden çaldın? ′′
Çocuk: ′′ Ekmeğe ihtiyacım vardı. ′′
Hakim: ′′ Çalmak yerine ekmek alamadınız mı?"
Çocuk: ′′ Satın alacak param yoktu."
Hakim: ′′ Ailenden para isteyebilirdin. ′′
Çocuk: ′′ Evde sadece annem var. Annem hasta ve işsiz. Sırf bunun için biraz ekmek ve peynir çaldım."
Hakim: ′′ Sen küçüksün, normalde işin de yok. ′′
Çocuk: ′′ Yıkama üzerinde çalıştım. Bir hafta önce anneme hizmet etmek için izin aldım ve bu yüzden kovuldum. ′′
Hakim: ′′ Yardım isteyecek yeriniz ,kimseniz yok muydu? ′′
Çocuk: ′′ Her gün evden çıktığımda herhangi bir iş için eleman arayan en az elli adresle iletişime geçiyorum ama, başarısız. Sonunda hırsızlık yapmaya karar verdim. ′′
Çocuğun ifadesinin ardından hakim kararını açıkladı:
-" Çalmak, özellikle EKMEK çalmak çok utanç verici bir suçtur. Ve işte hepimiz bu suçtan sorumluyuz. Bu odadaki herkes ve ben de bu suçtan sorumluyum.
O zaman tüm mahkeme katılımcıları 10 $ ile ceza alacak. Siz her biriniz 10 $ gönderene kadar kimse mahkeme salonundan ayrılmayacak."
Hakim de 10 $ ' ını verdikten sonra aç çocuğu polise teslim eden markete de 1,000 $ para cezası verdi.
Kararı duyduktan sonra çocuk gözyaşlarını tutamadı ve ikinci karar okunurken hakimi görünce heyecanlandı.
Hakim gözyaşlarını saklamaya çalışarak, salonu terk etti. Hakimin son sözleri bunlardı:
-"Bir kişi EKMEK çalarken yakalanırsa, o cemaatin, toplumun, devletin tüm insanları utanmalıdır."
Karim ha un anno. Il 22 marzo, secondo il referto medico depositato dall'Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, l'esercito israeliano lo ha prelevato nel campo profughi di Al-Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale, e lo ha sottoposto a ustioni di sigaretta, punture e una ferita da chiodo. Ramy Abdu, presidente del Monitor, ha dichiarato che il bambino era stato torturato «nel tentativo di fare pressione sul padre ed estorcergli una confessione». Dopo dieci ore è stato riconsegnato alla famiglia tramite la Croce Rossa in stato di shock fisico. Il padre, Osama Abu Nassar, rimane detenuto.
Il caso ha un contesto documentato. Francesca Albanese, relatrice speciale ONU sui Territori palestinesi occupati, ha presentato al Consiglio per i diritti umani il rapporto "Tortura e genocidio". Il documento classifica la tortura come "caratteristica strutturale del genocidio israeliano in corso e del più ampio apartheid coloniale". Copre Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est dal 7 ottobre 2023. Registra l'uso sistematico del corpo dei detenuti come strumento di coercizione, punizione collettiva e sfollamento forzato.
La parola confessione lavora a due livelli. Un corpo viene usato per costringere un altro a firmare. La stessa documentazione viene poi usata per negare ciò che descrive. Israele ha respinto il rapporto. Nel 2025, l'amministrazione Trump aveva già inserito Albanese nella lista OFAC del Tesoro, il registro riservato a trafficanti e terroristi.
"Tortura e genocidio" richiama l'articolo 1 della Convenzione contro la tortura. La sanzione era arrivata sei giorni dopo la pubblicazione del rapporto sull'economia di quello che la Corte internazionale di giustizia definisce genocidio. La sequenza ha una sua logica: chi registra i fatti viene colpito prima che vengano smentiti.
#LaSveglia per La Notizia
La vicenda Delmastro è incredibile, forse addirittura più grave di quanto sembri (e non è che lo sembri poco).
Provo a spiegarvi perchè.
Il sottosegretario alla giustizia fa una società con una ragazza diciottenne per gestire un ristorante a Roma.
La va però a fare in Piemonte, immagino per dare meno nell'occhio e si scorda di comunicarlo al Parlamento, come invece prevederebbero le regole.
Già qui viene da pensar male,ma non basta.
La ragazza con cui Delmastro fa la società è figlia di Caroccia, condannato in una inchiesta di mafia che riguarda il potente clan Senese.
Uscita la notizia grazie a una inchiesta del Fatto, Delmastro spiega che non conosceva il padre della ragazza e che appena saputo è uscito dalla società.
Ovviamente è una bugia, tanto che subito da una ricerca sui social emerge una foto di Delmastro abbracciato al padre della ragazza nel ristorante di famiglia.
E non appare nemmeno vero che il sottosegretario abbia subito preso le distanze dalla famiglia Caroccia dato che oggi emerge un'altra foto di un paio di mesi fa in cui Delmastro cena nel ristorante di Caroccia insieme alla Bartolozzi, la capo di gabinetto di Nordio. Lo fa quindi tempo dopo essere uscito dalla società.
D'altra parte non è nemmeno credibile che Delmastro non sapesse chi fosse Caroccia. Chiunque di voi lo avrebbe potuto scoprire semplicemente cercando il nome su google. Un sottosegretario alla giustizia ha diversi strumenti anche più efficaci per verificare. E per quanto Delmastro non appaia esattamente un genio, escluderei decida di mettersi in società con qualcuno senza fare alcuna verifica.
Già così siamo di fronte a una cosa enorme: un sottosegretario alla giustizia che si mette in società con la figlia di un condannato per mafia, poi esce dalla società ma continua a frequentare il ristorante di quei personaggi e ci porta anche la capo di gabinetto del ministro alla giustizia. E quando viene scoperto mente ripetutamente al paese.
Ma non basta. Ieri sia Giorgia che Arianna Meloni cosa fanno? Lo fanno dimettere? No, lo difendono. E spiegano che non si deve assolutamente dimettere perché è stato solo un po' incauto.
Una tesi semplicemente ridicola e imbarazzante.
Qui forse giova ricordare che Delmastro è stato anche avvocato di Giorgia e Arianna ed è un esponente di rilievo di FdI.
Ma c'è un'altra cosa che vale la pena di ricordare.
Qualche tempo fa Signorelli, il portavoce di Lollobrigida, fu costretto alle dimissioni dopo la pubblicazione di sue chat in cui si abbandonava a orribili commenti antisemiti.
In quelle chat Signorelli dialogava con Piscitelli, in arte Diabolik, capo degli ultras della Lazio nonché personalità di spicco della criminalità romana ucciso in pieno giorno in un parco romano.
In quegli illuminanti dialoghi tra il portavoce di Lollobrigida e Diabolik, tra le altre amenità, si festeggiava l'assoluzione di uno dei più feroci capi della mafia albanese a Roma. E lo stesso Diabolik è stato al centro di inchieste sulla mafia romana che ne hanno approfondito il ruolo.
Aggiungiamo un ulteriore elemento: Diabolik ovviamente conosceva e frequentava la famiglia Caroccia, come emerso in una precedente inchiesta.
Perché ricordo queste vicende?
Perché siamo già alla seconda volta in pochi mesi in cui emerge una frequentazione inquietante tra ambienti della criminalità organizzata romana e esponenti rilevanti di FdI. Esponenti molto vicini a Giorgia e Arianna Meloni.
Il mondo è sempre quello: clan Senese, Diabolik, curva della Lazio, lo stesso quadrante di Roma, gli stessi ristoranti.
Che Delmastro debba dimettersi è abbastanza evidente. E al netto delle difese di queste ore credo avverrà, magari dopo il referendum.
Ma non penso sia sufficiente, credo che a spiegare qualcosa su queste relazioni pericolose debba essere la presidente Meloni.
I politici protagonisti di queste vicende sono parte del suo cerchio magico. E il fatto che abbiano frequentazioni di questa natura è un problema. Per loro, per lei ma anche per il nostro paese.
C'è un piano dell’esecutivo per diventare più forte e sbarazzarsi di tutti gli elementi di disturbo: “Né magistrati rompiscatole, né giornalisti rompiscatole”. Così Sigfrido Ranucci, citando cifre e cronaca vera, spiega l’attacco in atto contro media e magistratura da parte del governo, presentando il suo "Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia" (Bompiani).
“Il disegno è più ampio – sottolinea il giornalista di Report – oggi sui social proliferano piattaforme che veicolano contenuti che alimentano l’allarme sociale per giustificare poi la democrazia del controllo”.
Intervista di Giulia Santerini
È stato Daniele Silvestri a chiudere la manifestazione per il no a piazza del Popolo, con una canzone inedita scritta per l’occasione. Una ballata struggente che esalta la Costituzione. In una strofa scrive: “Possiamo lasciare che il vento/ ci passi vicino e nemmeno sentirlo/ E invece non è così / Ci vuole attenzione”.
“Io lo dico sempre, anche ai miei figli - spiega Silvestri -. Mai come in questa occasione andara a votare è fondamentale, anche perché non c’è il quorum. In ballo ci sono sette articoli della Costituzioni, che vengono modificati in maniera mostruosa. Non è mai successo che una legge costituzionale entrasse in Parlamento in un modo e ne uscisse identica alla virgola. È spaventoso”.
L’intervista di Francesco Bei su Repubblica
#rep
“Se qualcuno intende dedicare il Sì a Berlusconi o a Garlasco, noi dedichiamo il No ai 28 magistrati uccisi da mafia, camorra e terrorismo, magistrati che hanno aiutato a salvare la Repubblica da aggressioni e da trame".
Pierluigi Bersani
A sorpresa il Boss, Bruce #Springsteen, canta sul palco di #Minneapolis la sua nuova canzone dedicata a Renee Good e Alex Pretti, le due vittime degli agenti federali. Una canzone di protesta che accompagna le grandi manifestazioni che attraversano l'intero Paese
La famiglia di Alex Pretti ha rilasciato queste profonde e commoventi parole, esprimendo tutto il proprio dolore e la propria indignazione per quanto accaduto.
“Siamo sconvolti, ma anche profondamente indignati. Alex era una persona di buon cuore che amava profondamente la sua famiglia e i suoi amici, così come i veterani americani di cui si prendeva cura come infermiere di terapia intensiva presso il Minneapolis Veterans Hospital. Alex voleva fare la differenza in questo mondo. Purtroppo non sarà con noi per vedere l’impatto che ha avuto.
Non uso il termine ‘eroe’ alla leggera. Tuttavia, il suo ultimo pensiero e atto è stato proteggere una donna. Le bugie disgustose che l’amministrazione ha detto su nostro figlio sono riprovevoli e odiose. È chiaro che Alex era disarmato quando è stato attaccato dagli agenti federali dell’immigrazione. Aveva il telefono nella mano destra e la mano sinistra vuota e alzata sopra la testa, mentre cercava di proteggere la donna che era stata appena spinta a terra e colpita con lo spray al peperoncino.
Per favore, diffondete la verità su nostro figlio. Era un brav’uomo. Grazie. Grazie.”
Fatemi capire.
La Rai può essere trasformata nella grancassa del governo, al punto da aver fatto entrare nel lessico comune la definizione “Telemeloni” per identificare il TG1 (e si voleva rendere ufficiale la cosa nominando il suo direttore, Chiocci, portavoce della Presidente Meloni).
Può arruolare al suo interno militanti e dirigenti di Fratelli d’Italia, come sta avvenendo da mesi.
Può avere un vicedirettore, quello di RaiSport, che sul suo profilo pubblica la fiamma dell’MSI.
E tutto questo non crea il minimo problema. Tutto opportuno, liscio, sereno.
Ma se Sigfrido Ranucci, come privato cittadino, si schiera apertamente contro la riforma della giustizia, allora si grida, si sbraita e si allarma su “imparzialità a rischio”, dichiarando cose come “la Rai non può permettersi zone grigie in cui l’informazione rischia di confondersi con la militanza politica” (simpatici al sindacato Cisal, dati i suddetti pregressi).
Bella la coerenza, vero?
Solidarietà a Ranucci per gli attacchi di stamani.
C’è abituato, ormai. Ma vale sempre la pena ribadire tutta la vicinanza possibile.
Nelle strutture dell’ICE le persone con background migratorio vengono appositamente private di tutto, anche dei diritti più basilari. La burocrazia è pensata per alienarle dal mondo esterno e dai propri cari.
Continuiamo a denunciare questo schifo.