Russi entrati disarmante facilità negli apparati italiani per comprare informazioni delicatissime. Non è la prima volta e i coinvolgimenti sembrano numerosi. Che garanzie abbiamo che la Russia non interferirà nelle elezioni 2027? Chi si impegna a respingere qualunque pressione?
Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città.
Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo.
Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città.
Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente.
E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde.
Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica.
Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva.
@MMmarco0 Crema temporale preceduto da un po’ di vento. Sembra di essere tornati ai temporali di una volta con cui casino pioggia ma tutto gestibile ha iniziato alle 15 e sta piovicchiando anche adesso
L’isola di calore urbana si vede soprattutto di notte.
Non quando il Sole picchia sull’asfalto, ma quando dovrebbe iniziare il raffreddamento e invece la città continua a restituire calore. Alcuni dati sulle minime della scorsa notte lo mostrano bene.
Torino città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C.
Milano città: 23°C. Zone appena fuori: 21°C.
Bologna città: 24°C. Zone appena fuori: 22°C.
Roma città: 23°C. Zone appena fuori: 20-21°C.
Parliamo spesso di 2°C di differenza, a Roma anche 2-3°C. Di giorno possono sembrare pochi ma di notte fanno tutta la differenza del mondo. Una minima più alta significa case che si raffreddano meno, sonno peggiore, maggiore stress per anziani e fragili, più uso di condizionatori, più calore riversato all’esterno e una città che fatica a respirare. Questo è il cuore dell’isola di calore urbana tra cemento, asfalto, strade che accumulano calore durante il giorno e la rilasciano lentamente dopo il tramonto.
Per questo aumentare il verde urbano non è una scelta estetica è una misura di adattamento climatico. Servono molti più alberi, più ombra, più suoli permeabili, più parchi, più corridoi verdi e meno cemento inutile. Nelle città che si scaldano, il verde non serve solo a rendere una strada più bella, serve a renderla più vivibile.
Questo è quel che sta succedendo a #Caterpillar
Neanche il coraggio di rivendicarla come scelta editoriale. Si vede che sanno che è indifendibile.
Per quel che vale, solidarietà a Zambotti Cirri e colleghi
Il post integrale di @MassimoCirri si legge qui https://t.co/zNse5t4Oqn
La storia dei vasconi del Lincoln Memorial. A Trump piaceva che l’acqua fosse blu scuro e ha speso 14 milioni di dollari del contribuente. Succede che la vernice scura ha alzato la temperatura e riempito l’acqua di alghe e adesso non sanno bene che fare.
Colpisce la regolarità.
Decine di profili senza volto, e tutti ripetono la stessa identica frase, con le stesse parole, nello stesso ordine.
Non è pensiero. È un copione.
Una posizione che si ripete uguale a se stessa su centinaia di account fake smette di essere opinione e diventa lavoro. Qualcuno la scrive, qualcuno la distribuisce. La spontaneità è la maschera, non la sostanza.
Il meccanismo ha un nome. Si chiama inversione. Tu accusi il nazismo, loro rovesciano l’accusa e te la rimettono in mano: il vero nazista sei tu, perché non ci lasci parlare. Chi vuole normalizzare il male si traveste da vittima della censura.
Gli psicologi la chiamano proiezione.
Addossi all’altro la colpa che è tua. Chi tappa la bocca accusa di voler tappare la bocca.
L’obiettivo vero non è convincerti. È trascinare tutto sul piano dell’opinione.
Se il nazismo diventa una tesi tra le tante, opporsi al nazismo diventa intolleranza, e il torto passa dalla tua parte.
Popper lo aveva capito un secolo fa. Una società che tollera anche chi vuole distruggere ogni tolleranza finisce divorata. Tollerare l’intollerante non è virtù. È resa.
Resta lo strato più sottile. Quelle risposte non vogliono vincere. Vogliono sfiancarti. Ti costringono a giustificarti davanti a chi non ti ascolta. A bruciare ore in una discussione che per loro è soltanto rumore. Non cercano il confronto. Cercano di spegnerti.
Per questo il copione torna sempre uguale. Funziona finché rispondi.
Tommy Robinson arrestato con l’accusa di terrorismo.
Ha coordinato i gruppi di estrema destra per assaltare Belfast da Mosca mentre era in compagnia di Errol Musk, padre di Elon.
Quando escono i filmati dell’attacco del senegalese posta:“andremo a causare qualche guaio”.
Dopo, lancia alcune parole d’ordine sui social e mobilita i suoi. Poche ore dopo Belfast brucia.
Robinson, che conta quasi due milioni di follower su X, ha recentemente promosso la Brotherhood of Academists, un movimento ultranazionalista russo legato alla Tsargrad Society, l’organizzazione fondata dall’oligarca russo Konstantin Malofeev. Malofeev è sottoposto a sanzioni da parte di Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea; secondo il Dipartimento del Tesoro statunitense, la Tsargrad Society è stata coinvolta in attività di influenza e operazioni a sostegno degli interessi del Cremlino.
@a_libutti@999nuvola Io. On ho alcun dubbio che questi casi siano coordinati per portare caos di cui si avvantaggia il coso là che sta a Mosca. Anche il generale de noatri fa parte di questo disegno
@boni_castellane Se siamo in questa situazione, ammesso che sia così, è responsabilità sua e di persone che in nome della sicurezza svuota i luoghi rendendoli poco vissuti e quindi pericolosi. È la mentalità securitaria a renderci più insicuri
La lega di Salvini
La Lega è quella dei figli di Bossi: la laurea finta comprata a Tirana per 77mila euro coi soldi del partito, le multe e le serate pagate dal Carroccio, condanne per appropriazione indebita. Una famiglia intera, scrisse il giudice, “mantenuta dalla Lega”.
La Lega è quella che comprava diamanti in Tanzania e lingotti d’oro coi rimborsi elettorali. Coi soldi nostri.
La Lega è quella che si fece una banca: tre anni di vita, otto milioni di perdite, i risparmi dei militanti bruciati, salvata da un banchiere poi finito in galera con Bancopoli.
La Lega è quella dei tesorieri: il primo travolto con Bossi dalla tangente Enimont, uno condannato per essersi appropriato dei fondi, uno condannato per finanziamento illecito tramite un’associazione fantasma. Quello attuale, condannato per peculato insieme al revisore dei conti del partito: 800mila euro pubblici destinati al cinema lombardo, finiti anche in due villette sul Garda. Confiscate.
La Lega è quella di Cota, presidente del Piemonte, condanna definitiva per peculato sulle spese pazze del consiglio regionale.
La Lega è quella del sottosegretario imputato per corruzione, accusato di farsi promettere mazzette da un socio dell’uomo accusato di finanziare la latitanza di Messina Denaro. Protetto per anni dal voto del Senato sulle intercettazioni, finché la Consulta non ha detto basta.
La Lega è quella del segretario fidanzato con la figlia di un condannato per bancarotta finito in carcere a Sollicciano. Il fratello di lei ha patteggiato due anni e nove mesi per corruzione sugli appalti Anas. Anas, le strade. Il ministro delle infrastrutture è il cognato. La sorella ha patteggiato un anno per essersi finta avvocata con una badante, fabbricandole una sentenza falsa del tribunale di Firenze.
La Lega è quella del ministro dell’interno che, ubriaco di potere, bloccò in mare navi cariche di naufraghi, anche donne e bambini, e non una volta sola. Per la Diciotti il Senato gli evitò perfino il processo; poi le Sezioni Unite hanno stabilito che quei naufraghi trattenuti a bordo hanno diritto al risarcimento. Paga lo Stato. Cioè noi. Per la Open Arms i giudici lo hanno assolto. Ma dall’aver usato persone salvate dal mare come materiale da campagna elettorale non lo assolve nessuna sentenza.
La Lega è quella che ha firmato un accordo col partito di Putin. E quella del Metropol: l’uomo di fiducia del segretario, già suo portavoce, in un albergo di Mosca a trattare con emissari russi una partita di petrolio destinata, scrisse il giudice archiviando, “all’obiettivo finale di finanziare illecitamente il partito Lega”. Nessun reato, l’affare non si chiuse e i russi restarono senza nome. Resta un partito italiano che andava a cercare i soldi della campagna elettorale a Mosca.
La Lega ovviamente è quella dei 49 milioni pubblici spariti. Li restituisce a 600mila euro l’anno: finirà di pagarli verso il 2090, con rate più basse del mutuo che pago io alla banca.
La Lega è quella della Pedemontana Veneta: 2,3 miliardi pubblici per una superstrada col traffico sotto le previsioni e canoni che peseranno sui veneti fino al 2059.
La Lega è quella delle Olimpiadi “a costo zero” costate al contribuente circa 5 miliardi. Compresa la pista da bob: il Coni voleva gareggiare su un impianto estero già esistente, Salvini impose Cortina “senza spese aggiuntive”. Spese aggiuntive: 124 milioni.
La Lega è quella dei suoi economisti, quelli che da dieci anni sanno tutto di tutto: l’euro stava per crollare, lo spread non contava, i minibot ci avrebbero salvati, fuori dall’Europa si stava meglio. Nessuna previsione avverata, nessuna idea sopravvissuta al contatto con la realtà. Sono ancora lì, in Parlamento, a spiegarci l’economia.
La Lega è quella delle sue vestali dell’intolleranza, le quattro madonnine della crociata permanente contro l’Islam: ordinanze per impedire ai musulmani perfino di pregare in un piazzale, bocciate dai giudici, centinaia di migliaia di euro di contenziosi pagati dai cittadini, e una promozione a eurodeputata proprio per quello.
Nella Lega l’intolleranza non è un incidente di percorso. È un curriculum.
La Lega è quella di Borghezio, condannato per diffamazione razzista contro una ministra nera, cresciuto nell’estrema destra extraparlamentare, fermato nel ‘76 con un messaggio che inneggiava alla morte del giudice Occorsio. Trent’anni di Carroccio, e ora corre da Vannacci.
La Lega è quella di Calderoli, condannato due volte per aver dato dell’orango alla stessa ministra, salvato dalla prescrizione. Oggi è ministro.
La Lega è quella in cui Salvini si è scelto come vicesegretario il generale del “mondo al contrario” per cavalcarne il razzismo, ed è stato cavalcato: il generale si è fatto il partito suo e si porta via deputati, militanti e reduci, compreso quello della “remigrazione” a Montecitorio.
La Lega è quella di chi chiedeva i pieni poteri dal Papeete.
La Lega è quella di chi col tricolore voleva pulirsi il culo.
La Lega è quella che al 25 aprile e al 2 giugno non si presenta perché non ha nulla da festeggiare.
Non è una serie di incidenti. È un metodo.
E voi vi stupite che con 13 miliardi e mezzo da gestire per il Ponte l’inchiesta per corruzione arrivi prima ancora che l’opera sia cominciata? Con indagato l’ex commissario della Lega in Calabria, già nel consiglio di amministrazione della società del Ponte, quello che ��lavora a stretto contatto con Salvini”, accusato di aver provato a comprare il parere di un giudice della Corte dei Conti?
@heather_parisi Non è che fa paura è che non mette tutti i bambini nelle stesse condizioni, è iniquo. Se hai in casa un genitore violento che razza di modello apprenderai in tema di relazioni affettive e mi fermo qui? Si ricordi per crescere un bimbo ci vuole un villaggio intero
@fdragoni Ops che cosa? È un giornalista, come fa a ricondividere queste bestialità? Dove è finita la deontologia professionale, sempre che ne abbia avuta una naturalmente.
Le forze armate russe hanno colpito con un drone un'ambulanza a Kherson.
Il personale medico ha subito ferite.
Un crimine di guerra puro e semplice che solo dei malati possono compiere.
@imballoionico Bella la trama di questo fantasy, dove si compra? Per inciso gli straccioni a basso valore sono quelli che fanno andare avanti molti dei servizi di cui ci avvaliamo