I fascisti mi hanno sempre fatto paura.
I comunisti mi hanno sempre fatto rabbia.
Evito le ideologie come i numeri sconosciuti.
Se m’aspettassi che partecipi a un’iniziativa che ha lo scopo di AIUTARE la Lazio solo chi politicamente la pensa come me saremmo in 8.
#ripigliatevi
@roadman_@fbmaarket Il problema infatti è sempre il MODO di operare che hanno.
Di Gattuso non frega niente a nessuno, ma degli atteggiamenti della “società” si
La protesta dei tifosi laziali contro Lotito non riguarda solo mercato e risultati. Mostra il limite di un’idea del calcio ridotta a impresa e consumo: il club resta una comunità simbolica, fondata su appartenenza, memoria e riconoscimento.
Filippo Piperno su InOltre. Il link nel primo commento
La vicenda che riguarda Claudio Lotito e una parte significativa della tifoseria laziale non è soltanto una contestazione a un presidente, né l’ennesima protesta legata ai risultati, al mercato o alla gestione tecnica di una squadra. È qualcosa di più profondo: un conflitto sulla natura stessa del calcio e sul rapporto tra proprietà, società e comunità dei tifosi.
ll caso Lazio dimostra il limite di una lettura esclusivamente aziendale del fenomeno calcistico. Il tifoso non è un consumatore ordinario. Non sceglie la propria squadra come sceglie un servizio digitale, un abbonamento televisivo o un marchio commerciale.
La relazione con un club si fonda su appartenenza, memoria, trasmissione familiare, identificazione territoriale e riconoscimento simbolico. È una fedeltà che precede il risultato e sopravvive a sconfitte, errori, delusioni e stagioni mediocri.
Lo dimostra, meglio di qualsiasi teoria, il comportamento della tifoseria laziale in quest’ultima stagione. Un consumatore insoddisfatto smette di pagare o chiede il rimborso; il tifoso laziale ha fatto l’esatto contrario.
Ha sottoscritto l’abbonamento nonostante il mercato bloccato, e poi ha scelto di non usarlo: si è privato di una semifinale di Coppa Italia e di un derby — le partite per cui un tifoso vive — pur di non legittimare con la propria presenza una gestione che non riconosce più.
È un gesto economicamente irrazionale e simbolicamente perfetto: il sacrificio come forma di protesta. Nessuna categoria del marketing è in grado di descriverlo.
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Lotito come Nerone.
Supercazzole continue: sostenibilità, futuro, progetti, bilanci. Eppure la Lazio la scorsa stagione è stata l’unica squadra in Europa con il mercato bloccato. Anche quest’anno mercato bloccato, condannati a operare solo a saldo zero. Una situazione figlia di una gestione fallimentare che non ha eguali in nessun club europeo o mondiale.
Hai distrutto tutto, hai infangato la nostra storia, hai infamato un Popolo intero.
Il giorno in cui si chiuderà definitivamente il sipario sulla tua gestione e la Lazio tornerà libera, per noi sarà più importante di una vittoria di una Champions League.
Questo personaggio non sta facendo altro che alimentare l’odio di centinaia di migliaia di persone, portandole all’esasperazione.
La politica deve fare assolutamente qualcosa!
#lotito #lazio #mercato #liberalalazio #curvanord