C’EST PAS POSSIBLE LEBRON JAMES 😭
C’EST PAS POSSIBLE LEBRON JAMES 😭
C’EST PAS POSSIBLE LEBRON JAMES 😭
C’EST PAS POSSIBLE LEBRON JAMES 😭
C’EST PAS POSSIBLE LEBRON JAMES 😭
ON SE REND COMPTE ?
À CE MOMENT DU MATCH ?
41 ANS 😭😭😭😭😭
Abbiamo già il video più meravigliosamente surreale dell’anno: questa notte due tizi (“influencer”?) travestiti da Doncic e LeBron si sono messi a fare video e foto vicino a LeBron nella speranza che lui li notasse. Ma non li ha cagati di striscio perché mancava poco all’inizio dei suoi i 19esimi playoff della sua carriera. Poco dopo è iniziato il match e ha trascinato i Lakers alla vittoria in gara 1 contro Houston con 19 punti, 13 assist e 8 rimbalzi.
A 41 anni…
22 centimetri per 33.
Nonostante le dimensioni ridotte, l’autoritratto di Leonardo è un’icona della storia dell’arte di tutti i tempi.
#StanotteaTorino
Tuo papà ti porta a vedere una bella partita dei Sacramento Kings.
Ha fatto pure un bel sacrificio per comprare i biglietti in buoni posti.
Sei carichissimo, anche perchè dall'altra parte c'è uno dei tuoi idoli: Anthony Edwards.
Palla a due.
-17 all'intervallo..
-27 a fine terzo quarto....
Non c'è mai stata partita.
Maturi l'idea di tatuarti "mai una gioia" sul braccio.
A 1 minuto dalla fine mezzo palasport se n'è già andato.
Ed è in quel momento che tenti la giocata.
C'è un momento di silenzio irreale.
Anthony Edwards viene richiamato in panchina.
Sfrutti il silenzio per farti sentire, e gridi il suo nome.
Si gira.
Ti vede.
Gli sorridi.
Ti sorride.
Urli dicendo che lo ami.
Lui ti risponde "Vieni giù!".
Non ci credi.
Te lo grida di nuovo.
Scendi.
...ed ecco che il -30 di Sacramento diventa per magia il giorno più bello della tua vita.
Anthony Edwards: "Perchè ho regalato la mia maglia a quel ragazzino? Queste cose significano molto per me. Il mio idolo era Kevin Durant, e quando avevo l'età di quel ragazzino ero riuscito ad andare a vedere OKC nella mia Atlanta. Sognavo di chiedergli la maglia. Ma avevo i posti in piccionaia... Quindi fu impossibile... Mi sono immedesimato in quel ragazzino. Mi ha detto che mi supporta molto ed era felicissimo di aver attirato la mia attenzione. Quindi ho pensato: 'Sai cosa? Stasera gli darò la mia maglia'. E sono felice di averlo fatto."
❤️
L'autista del pullman non è un lavoro facile. Una patente speciale, una abilitazione ottenuta soltanto dopo un lungo corso, la responsabilità costante del destino dei passeggeri.
Un lavoro che in Italia, come per tante altre professioni, non è particolarmente ben retribuito, anzi. E quasi sempre prevede turni nei week end, spesso la domenica, spesso per portare dei tifosi alle partite in trasferta. Sveglia la mattina presto, rientro in piena notte. A volte anche all'alba. In questi casi, per fortuna, è previsto anche un secondo autista col quale darsi il cambio durante turni che a volte sfiorano le 24 ore.
Il traffico, le condizioni meteo e gli spericolati alla guida sono le tre variabili da cui dipende tutto.
Poi, però, accade che agli eventi sportivi, anche alle partite di basket, prendano parte categorie di esseri umani che di umano hanno ben poco. Tifosi? No, semplici e schifosi criminali.
Impossibile chiamare in altra maniera chi ieri sera, dopo la partita di A2 tra Rieti e Pistoia, ha deciso (forse programmato e premeditato) di farsi trovare fuori città per tendere un agguato al pullman dei tifosi pistoiesi che stava rientrando in Toscana.
Un fitto lancio di pietre e mattoni ha distrutto diversi vetri del mezzo.
Un mattone ha sfondato il parabrezza frontale sul lato opposto dell'autista, all'altezza del sedile riservato al secondo guidatore. Lì c'era Raffaele Marianella, 65 anni, un lavoratore che, come tutti i giorni della propria vita, stava pensando a quelle tre variabili dalle quali dipende la vita delle persone che trasporta: traffico, meteo, spericolati alla guida.
Raffaele è morto questa notte a causa di una quarta variabile, quella a cui nessuno pensa, quella in antitesi col concetto stesso della vita, quella che da sempre rovina lo sport ma soprattutto la nostra società: la follia dell'uomo.
Il basket oggi è sulle prime pagine di tutti i giornali per un omicidio. Raffaele non c'è più.
E se uno degli altri sassi che hanno sfondato le vetrate del pullman, avesse colpito e non fortunatamente soltanto sfiorato l'altro autista che in quel momento era alla guida, forse parleremmo di una strage.
È una delle pagine più nere nella storia del basket.
Rivolgiamo un pensiero alla famiglia di Raffaele.
Ha ragione il Ministro, uscita che lascia a desiderare. Qualche giorno fa pero’ la
nostra premier aveva definito la sinistra italiana “peggio di Hamas”. Il problema in Italia e’ anche questo, il confronto istituzionale spesso si trasforma in caciara.
Penso che Ranucci sappia che non è stato il Governo a mettergli una bomba sotto casa.
E che abbia sorriso sentendosi chiamato in causa.
Raccontare a partiti europei che esprimono Primi ministri, con cui Giorgia Meloni deve dialogare ogni settimana, o miei colleghi con cui condivido problemi sempre più difficili da gestire, così come tutti i miei colleghi, che in Italia la democrazia è a rischio e che esiste un regime autoritario che limita la libertà di espressione, è un danno gravissimo allo Stato oltre che una calunnia.
Associare poi questi insulti gratuiti e surreali all’attentato a Ranucci, quasi vivessimo in Russia, Cina o in Corea del Nord o Iran, supera ogni limite del corretto confronto istituzionale.
Non serve a nessuno e fa solo male a tutti.
Penso che sia opportuno che Elly Schlein chieda scusa ed ammetta di aver sbagliato.
Roccella: "A cosa sono servite le gite ad Auschwitz? Sono state incoraggiate per dirci che l'antisemitismo era una questione solo fascista, e quindi che il problema era essere fascisti e non antisemiti". NON È AI
Il fatto che #Albanese si sia alzata quando ha sentito il nome di Liliana #Segre è di una gravità totale e tombale. Non e’ rimasto nemmeno il rispetto per una sopravvissuta alla #Shoah deportata ad #Auschwitz . Ma dove siamo
Finiti? Nel frattempo la mia citta’ -Bologna- sta votando la Cittadinanza onoraria ad #Albanese , il massimo riconoscimento che il comune possa dare.
🏟️ Eccoci: la nuova casa della Virtus prenderà vita a Bologna.
Al via la costruzione del padiglione polifunzionale firmato Mario Cucinella: 12.000 mq, 10.500 posti, sostenibilità e spettacolo.
Dal 2026 ospiterà anche l’Eurolega.