@MercurioPsi Un sopruso ao danni di tutti i cittadini; piazze e monumenti sono patrimonio del paese e appartengono a tutti i cittadini !
Cancelliamo questo schifo.
@MercurioPsi Ciao, volevo sapere cosa ne pensate della chiusura di fontana di Trevi ? Un pezzo di città sottratto alla città e tutti i cittadini , non solo a quelli romani !!
(un altro obbrobrio di Gualtieri a mio avviso)
@MercurioPsi Perché non far ricorso, promuovere una delibera di iniziativa popolare e far partire una petizione a livello nazionale per chiedere a Gualtieri di Annullare questa vergognosa decisione e Sopruso perpetrato ai danni di tutti i cittadini ?
#LePiazzeSonoDeiCittadini#FontanaDiTrevi
@c_appendino Contro i criminali e assassini invasori e occupatori che usano la violenza delle armi, serve RESISTENZA.
Da te mi sarei aspettato che chiedessi di inviare aiuti e armi agli ucraini e soprattutto di chiedere di impegnare ONU per una Risposta Mondiale politica e militare !
@c_appendino Totalmente in Disaccordo con ciò che dici.
Sono sgomenta di apprendere questa tua posizione poi, non solo perché vedo che non hai studiato la storia dell’Ucraina nello specifico, ma non hai studiato nemmeno i trattati con la Russia (usati per pulirsi il didietro).
Torna tra noi!
@albmatano È Vergognoso e Inaccettabile che una trasmissione della TV Pubblica imposta i titoloni come #FAKENEWS#Garlasco “Nega i telefoni”(quando invece ha chiesto la presenza di un giudice!)
@RaiDue intervenga e metta fine a questo scempio. #VitaInDiretta@AGCOMunica
@albmatano È Vergognoso quanto Inaccettabile che dalla TV Pubblica un presentatore denigri la memoria di un defunto mostrando le immagini degli interni della sua casa, mentre parla di lui come accumulato seriale!
@RaiDue intervenga e metta fine a questa Violazione #VitaInDiretta
@LaStampa Siamo sicuri di voler creare un altro impero, ergo Mostro, che messo nelle mani sbagliate, come è avvenuto negli states, può far un macello ??
Si può organizzare la Difesa Comune senza creare mostri, visto che tutti i paesi europei sono parte della NATO.
@ignaziomarino I dati sanitari sono estremamente importanti e la privacy su di essi dovrebbe prevedere Norme Specifiche e molto severe in caso di violazione.
Non dovrebbero, inoltre, per nessun motivo, varcare i confini nazionali e in ogni caso non dovrebbero varcare i confini della UE.
La visita ha rappresentato un’importante occasione di confronto sui principali temi dell’agenda sanitaria europea: dalle azioni di prevenzione sanitaria, alla revisione della normativa sui dispositivi medici, alla strategia UE per le malattie cardiovascolari, fino al tema dei medicinali critici, nel quadro della più ampia revisione della legislazione farmaceutica; inoltre il confronto si è sviluppato sulla digital health e l’utilizzo dei dati sanitari.
https://t.co/6PiwKl4jdb
Oggi su Il Fatto Quotidiano trovate una mia intervista sul tema del termovalorizzatore di Roma e delle mancate risposte del Campidoglio alla Commissione Petizioni del Parlamento europeo: una situazione che rischia di esporre la Capitale a una procedura d’infrazione e quindi a possibili sanzioni economiche.
Ho ritenuto necessario intervenire per chiedere chiarezza e rispetto nei confronti delle istituzioni europee e dei cittadini.
Il fatto che il Sindaco Gualtieri continui agire con i poteri da Commissario del Giubileo 2025 e insista nel voler costruire un inceneritore per il Giubileo 2025 nel 2027 già appare bizzarro se non illegittimo. Poi che non abbia risposto lo trovo poco rispettoso nei confronti dell’istituzione europea, di cui tra l’altro ha fatto parte per 10 anni. Mi dispiace, da ex sindaco, dover sottolineare la gravità di questa situazione ma sento di farlo per il legame che provo per romani e romane e non vorrei che il silenzio del Sindaco possa determinare una situazione di infrazione delle norme europee che riconduca Roma al tempo della discarica di Malagrotta, con pesanti sanzioni che peserebbero sulle tasche dei romani per responsabilità del Sindaco.
@ignaziomarino Personalmente sono CONTRO una moneta solo digitale.
E sono assolutamente CONTRO la decisione UE di dichiarare valida solo le carte d’identità elettronica, dichiarando addirittura NON Più Valida la Carta d’Identità cartacea.
Occorre intervenire e modificare sta pessima decisione
Domani interverrò al Parlamento Europeo all’evento “𝘛𝘩𝘦 𝘋𝘪𝘨𝘪𝘵𝘢𝘭 𝘌𝘶𝘳𝘰: 𝘢 𝘗𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘢𝘭 𝘢𝘯𝘥 𝘚𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘪𝘤 𝘊𝘩𝘰𝘪𝘤𝘦 𝘧𝘰𝘳 𝘌𝘶𝘳𝘰𝘱𝘦”, promosso dall’ABI e organizzato dall’eurodeputato Pasquale Tridico, che ringrazio, di cui sono co-host insieme ad altri colleghi.
Il progetto dell’euro digitale rappresenta una scelta non solo tecnica, ma profondamente politica e strategica per il futuro dell’Unione europea: riguarda la nostra autonomia, la sicurezza dei sistemi di pagamento e il rapporto tra cittadini, istituzioni e innovazione.
Sarà un momento di confronto con rappresentanti delle istituzioni europee, della Banca centrale europea e del sistema economico, per approfondire opportunità e criticità di questa trasformazione.
Sono felice di condividere la pubblicazione, su The Lancet, dell’editoriale scritto con Luca Saba: “𝘽𝙚𝙮𝙤𝙣𝙙 𝙧𝙚𝙜𝙪𝙡𝙖𝙩𝙞𝙤𝙣: 𝙬𝙝𝙮 𝙀𝙪𝙧𝙤𝙥𝙚 𝙢𝙪𝙨𝙩 𝙡𝙚𝙖𝙙 𝘼𝙄 𝙨𝙩𝙚𝙬𝙖𝙧𝙙𝙨𝙝𝙞𝙥 𝙞𝙣 𝙝𝙚𝙖𝙡𝙩𝙝”.
L’intelligenza artificiale (AI) è già entrata nei sistemi sanitari europei in molti modi: diagnosi, priorità cliniche, allocazione delle risorse e supporto alle decisioni mediche. L’Europa è stata molto diligente sul piano delle regole e dei diritti, ma le regole da sole non sono sufficienti.
Su The Lancet, Luca Saba ed io, sosteniamo che la sanità debba diventare il terreno principale di una vera stewardship europea dell’AI: servono spazi federati per i dati sanitari, sistemi indipendenti di valutazione, infrastrutture aperte e verificabili, accesso equo alla capacità di calcolo e una governance che coinvolga medici, pazienti, cittadin, istituzioni pubbliche ed esperti di etica.
L’obiettivo è chiaro: fare in modo che l’innovazione resti al servizio dei pazienti, dei professionisti sanitari e del bene pubblico, senza delegare ad altri infrastrutture, standard clinici e priorità strategiche.
Qui il link alla pubblicazione:
https://t.co/zn6KPGtdkh
Oggi in Commissione SANT ho rivolto alcune domande al Commissario europeo per la Salute, Olivér Várhelyi, su due temi centrali per il futuro dei sistemi sanitari europei: salute mentale e dispositivi medici.
Da medico e chirurgo, so quanto alcune condizioni gravi possano restare invisibili troppo a lungo. La salute mentale, soprattutto tra i giovani, è una di queste. Ansia, depressione, isolamento e tempi di attesa troppo lunghi non possono essere affrontati con iniziative frammentate, serve una strategia europea strutturata, con obiettivi chiari, prevenzione e risultati misurabili.
Ho chiesto alla Commissione se intenda finalmente muoversi verso una vera strategia europea di lungo periodo per la salute mentale, capace di trasformare anche le evidenze sull’impatto dei social media e degli ambienti digitali sui giovani in azioni concrete.
Ho poi affrontato il tema dei dispositivi medici. La semplificazione delle procedure è necessaria, ma non può avvenire a scapito della sicurezza dei pazienti, della qualità delle evidenze cliniche e della fiducia nel sistema regolatorio.
L’innovazione è fondamentale, ma deve restare al servizio della salute pubblica: accessibile, sicura, equa e sostenibile per tutti i cittadini europei.
Nel secondo intervento di oggi in Commissione SANT mi sono concentrato su un tema molto concreto: quanto l’Europa sia davvero pronta ad affrontare le emergenze sanitarie. Negli ultimi anni l’Unione europea ha rafforzato i propri strumenti, dal Meccanismo Unionale di Protezione Civile alla riserva rescEU, fino alla creazione di HERA, l’Autorità europea per la preparazione e la risposta alle emergenze sanitarie. Sono passi importanti, ma questi strumenti funzionano davvero insieme quando arriva una crisi?
La preparazione non si misura dal numero di strutture create, ma dalla capacità di garantire risposte rapide, coordinate ed eque. Servono investimenti continui, scorte adeguate, capacità produttiva, catene di approvvigionamento resilienti e chiarezza sulle responsabilità: chi individua i bisogni, chi decide e chi assicura la consegna sul territorio.
Ho posto anche una questione spesso trascurata: le norme europee per la donazione e il trapianto di organi. In Europa ogni anno muoiono circa 7.000 pazienti mentre sono in attesa di un organo che non arriva. Questo dipende anche dalla grave miopia di un sistema che non ha mai preso in considerazione lo scambio degli organi tra i 27 Paesi membri dell’Unione. Ci comportiamo in modo assurdo. Per spiegarlo ho fatto un esempio: se c’è un paziente gravissimo in Ohio e un organo disponibile in Pennsylvania è naturale che l’organo vada al paziente che rischia una morte imminente in Ohio.
Invece in Europa ci comportiamo come se Francia e Germania o Italia e Ungheria non facessero parte della stessa Unione e quindi nessuno scambio di organi per salvare una vita in pericolo. Di recente abbiamo avuto la tragedia di un bimbo in attesa di un cuore a Napoli, morto perché era in lista solo in Italia. Probabilmente se fosse stato possibile metterlo in lista come priorità assoluta in tutti i 27 Paesi dell’Unione Europea, oggi quel bimbo lo vedremmo giocare sereno. Per questo ho chiesto che il sistema dei trapianti possa essere integrato in tutta Europa.
Questa mattina in 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗕𝗨𝗗𝗚 sono intervenuto sul programma 𝗔𝗴𝗼𝗿𝗮𝗘𝗨, del quale sarò shadow rapporteur per il gruppo Greens/EFA. Un incarico che considero importante perché AgoraEU non è un semplice programma europeo, ma uno strumento che riguarda direttamente il futuro democratico e culturale dell’Unione.
In un momento in cui in Europa crescono disinformazione, pressioni sui media indipendenti, restringimento dello spazio civico e disuguaglianze, non possiamo permetterci programmi deboli o puramente simbolici. AgoraEU dovrà sostenere cultura, pluralismo dell’informazione, partecipazione democratica, diritti fondamentali e società civile, unificando strumenti oggi separati come Creative Europe e CERV.
Nel mio intervento ho sottolineato un punto molto chiaro: se vogliamo che questo programma abbia davvero un impatto concreto, servono risorse adeguate, personale sufficiente, maggiore trasparenza e un controllo parlamentare forte sulla spesa. Non basta proclamare valori europei, bisogna metterli nelle condizioni di essere difesi e praticati ogni giorno.
Per questo lavoreremo nei prossimi mesi, insieme agli altri gruppi e alla relatrice Sandra Gómez López, per costruire una posizione del Parlamento europeo ambiziosa e credibile su AgoraEU.
📌 𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮𝗻𝗮
Questa settimana tra Commissione sanità e Commissione bilancio ho lavorato su tre temi centrali per il futuro dell’Europa: salute mentale dei giovani, cooperazione europea nei trapianti e accesso alla cultura.
Servono standard comuni, più integrazione tra gli Stati membri e investimenti che riducano davvero le diseguaglianze.
Questo weekend sarò in diversi territori del Lazio per parlare di ambiente, salute pubblica e futuro delle nostre comunità.
Ieri ho incontrato cittadini e candidati sindaci ai Castelli Romani, tra Zagarolo, Albano e Genzano, insieme a Emanuela Panzironi, Massimiliano Borelli e Carlo Zoccolotti Sindaco , affrontando soprattutto il tema dell’inceneritore e delle politiche ambientali che riguardano questo territorio.
Oggi pomeriggio parteciperò invece a Ecofuturo Festival 2026, alla Città dell’Altra Economia di Roma, prendendo parte al confronto “Da Rearm EU a Eco-Rebuild EU”, insieme a rappresentanti del mondo politico, accademico e dell’innovazione.
In un momento in cui l’Europa discute sempre più di riarmo e spesa militare, credo sia fondamentale riportare al centro un’altra idea di futuro: ricostruzione ecologica, resilienza energetica, investimenti sostenibili e tutela della salute pubblica.
L’appuntamento sarà anche un’occasione per discutere di clima, energia, innovazione e del modello di sviluppo che vogliamo costruire nei prossimi anni.
Ascoltare i territori, costruire alternative concrete e difendere ambiente e salute devono tornare ad essere priorità della politica.
@massiborelli@ecofuturoitalia