Vorrei sapere se quelle persone, una volta che ti seguono su twitter, vogliono delle foto osé e hanno scambiato questo social network x un sito d'incontri. Non mi interessa avere flirt o relazioni di sorta. Non rompetemi le scatole. Grazie!
#BREAKING
In a third round of restricted ballot, UN General Assembly ELECTS 🇰🇬 Kyrgyzstan as a non-permanent member of the Security Council for a two-year term beginning in January 2027.
Colonel Oleh Myronenko Appointed Deputy Commander of the National Guard of Ukraine
By Presidential Decree No. 470/2026, Hero of Ukraine, commander of the 14th Operational Brigade Chervona Kalyna of First Corps Azov of the National Guard of Ukraine, Colonel Oleh Myronenko, has been appointed Deputy Commander of the National Guard of Ukraine.
Colonel Oleh Myronenko has served since 2014. In the early days of the Anti-Terrorist Operation, he commanded a unit that liberated the Kharkiv Regional State Administration from militants. Throughout his service, he has taken part in combat operations across various regions of Ukraine. In 2025, Oleh Myronenko was awarded the title of Hero of Ukraine and the Order of the Gold Star.
Congratulations to Colonel Oleh Myronenko on his new appointment!
Rund 14 Mio Arbeiter aus der Türkei, Korea, Italien, Marokko, usw. haben der BRD nach dem
WKII dabei geholfen, zu einem der reichsten Länder der Welt zu werden. Ohne sie hätten wir später niemals den Soli für den Osten stemmen können. Dankt Ihnen und hört auf zu jammern.
When Ukraine destroys the Trans-Siberian Railway Bridge in the Siberian city of Krasnoyarsk the Kremlin will be in trouble. It’s only a matter of time. ⏳
🇺🇦🧐News from the front suggests that the land corridor may be cut.
We believe in the Armed Forces of Ukraine 🇺🇦
P.S. If that happens, it will already be too late for Putin to announce mobilization.
❌ #Terremoto di magnitudo ML 6.2 registrato da @INGVterremoti alle ore 00:12:35 con epicentro sulla Costa Calabra nord occidentale (Cosenza): nessuna richiesta di soccorso è giunta al momento alle sale operative dei #vigilidelfuoco [#2giugno 00:45]
Quello che non hanno capito o che non vogliono capire #Trump e l'Occidente della "repubblica" islamica: Trump ormai ha oltrepassato la soglia del tragicomico. Fa tutto da solo e scrive sul suo account Truth che "i negoziati con la "repubblica" islamica dell'#Iran procedono a ritmo serrato". Ma di quali negoziati parla? Con chi sta negoziando il presidente #USA? Trump non sa di cosa parla. Sembra non aver compreso che la "repubblica" Islamica conduce una guerra ideologica da 47 anni contro "il Grande Satana, l'America, e la sua bestia addestrata, il regime sionista" – per usare le recenti espressioni dell'ayatollah Mojtaba #Khamenei, guida suprema dell'Iran – e che continuerà senza sosta.
I negoziati tra Stati Uniti e Iran non porteranno né a fiducia né ad alcuna soluzione; un accordo tra Usa e Iran non vi sarà mai. Le ambizioni nucleari di Teheran, le minacce di chiudere lo Stretto di #Hormuz, le ramificazioni armate regionali e i programmi missilistici continueranno a rappresentare una minaccia per il Medio Oriente e l'Occidente finché la "repubblica" islamica sarà al potere, finché esisterà la "repubblica" islamica. È davvero paradossale che né gli Stati Uniti di Trump né i leader europei sono consapevoli di questo fattore che invece la popolazione iraniana conosce molto bene. Gli iraniani lo hanno ben capito e interiorizzato in 47 anni e per questo vogliono liberarsi della "repubblica" islamica.
@RadioRadicale
17 aprile 2014, Donetsk: eccovi i russofoni del Donbass😅
Migliaia di persone quel giorno hanno partecipato a una manifestazione filo-ucraina nella città orientale di Donetsk, nonostante i timori per la sicurezza dovuti alla continua occupazione di edifici governativi da parte..
Zelensky “I russi hanno rapito 20.000 bambini, forse più; ne abbiamo recuperati 2.200. I russi ci hanno proposto di scambiare i bambini con i soldati. Riesci a immaginarlo? Non possiamo.
Il fatto che ce lo abbia proposto è la conferma che li hanno rapiti”
La situazione di buona parte dei territori occupati sta precipitando e ora la Russia teme il colpaccio contro la Crimea.
L’Ucraina, data per spacciata fin dai primi giorni dai nostri giornaliZti e opinioniZti, in questi anni ha non solo mostrato una incredibile resilienza sul piano strettamente operativo-militare, ma anche sviluppato tecnologie che hanno consentito di stabilizzare il fronte e persino di rendere vana la millenaria strategia moscovita di pretendere aree cuscinetto a spese dei vicini, trasformare quelle aree in zone pienamente russe e quindi pretenderne di nuove, in un infinito bisogno di allontanare i confini dal centro.
La guerra dei droni, che Kyiv sta vincendo sia sul piano numerico che tecnologico fa sì che nulla sia più al sicuro, elemento questo che mina le precondizioni non solo di un’ulteriore avanzata di Mosca, ma anche del mantenimento di quanto illegalmente occupato sinora, non dal 2022, ma dal 2014.
In questi giorni sui social appaiono immagini di interminabili code nei distributori in Crimea. Il carburante è stato ufficialmente razionato, ma in alcuni punti della penisola è già esaurito. Questo è risultato della strategia che l’Ucraina ha pianificato dall’ottobre del 2022, da quando cioè colpì uno dei treni cisterna che regolarmente transitavano sul ponte di Kerch, che collega la regione occupata alla Russia, danneggiandone seriamente la sezione ferroviaria, poi ulteriormente indebolita dall’attacco di droni marini. Le autorità, a seguito dell’attacco, hanno quindi sospeso il trasporto su rotaia (ciascun vagone trasportava anche 60 tonnellate di carburante), sia per evitare il possibile cedimento della struttura, sia per scongiurare che ulteriori attacchi ucraini potessero causare uno spettacolare crollo.
A questa chiusura si è cercato di ovviare istituendo il cosiddetto Kerch Ferry Crossing, un servizio di traghetti cargo (Ro-Ro) che spola tra i porti di Kavkaz (sulla sponda russa) e Kerch (in Crimea), per trasferire gli stessi vagoni cisterna che non possono più attraversare il ponte. Ma, una volta perso il dominio dei mari, per la Russia, anche questa soluzione si sta rivelando impraticabile. Solo nelle ultime settimane, l'Ucraina ha preso di mira i traghetti chiave (come la Avangard, la Conro Trader e la Slavyanin), oltre a varie motovedette, facendo crollare verticalmente il traffico di combustibili.
L’unica alternativa diventa quindi ora quella della M-14 (la spina dorsale che collega Rostov a Mariupol, Berdiansk, Melitopol fino alla Crimea). Ma anche quell’arteria, essenziale per l’approvvigionamento delle truppe di occupazione, si sta rivelando una gigantesca trappola. L'introduzione massiccia di droni ad ala fissa di nuova generazione e sistemi a lungo raggio (come i droni Hornet, potenziati con algoritmi di riconoscimento dei target) ha esteso a dismisura la "kill zone" ucraina, tanto che gli stessi Z-blogger ormai quotidianamente riportano notizie di decine di mezzi in fiamme ai lati della strada.
La strategia di Kyiv di “logistical lockdown” si sta dunque rivelando straordinariamente efficace, dal momento che proprio i blogger militari riferiscono di truppe costrette a centellinare benzina e munizioni, che arriverebbero al fronte nella misura di circa il 40% rispetto alle reali necessità, al punto di scomodare il sacro mito dell’assedio di Leningrado per rappresentare la gravità dello strangolamento in atto e combattere la tendenza di diversi generali di far arrivare a Mosca rapporti falsi nei quali si nega la reale gravità della situazione.
Se a questo si sommano i recenti colpi messi a segno dall’Ucraina contro radar, sistemi missilistici, depositi di carburanti e munizioni in Crimea (una delle aree più difese al mondo, a riprova dell’altissimo valore propagandistico che la penisola riveste per il regime), c’è da aspettarsi che a breve le forze ucraine tentino un massiccio attacco per abbattere del tutto il ponte di Kerch, ottenendo l’isolamento pressoché totale della penisola e della parte occupata di Kherson, rendendo pertanto entrambi indifendibili nel breve-medio periodo. Il crollo del ponte o l’ipotesi di un solo soldato ucraino che poggi gli scarponi sul suolo della Crimea, rubata con una occupazione, seguita da un referendum illegale nel 2014, avrebbe un impatto devastante sulla fiducia anche interna che la Russia sia in grado di continuare a sostenere questa guerra e comprometterebbe la tenuta stessa del regime, che sulla retorica della potenza militare e delle invasioni per sopravvivenza basa la propria esistenza.
Perché tutto questo a noi appare così strano? Perché la guerra in questi anni ce la siamo fatta finora raccontare da Travaglio, Di Battista, Orsini e dal generale Mini, che per un mix di ignoranza, supponenza, egocentrismo patologico e consapevole disinformazione ci hanno spacciato i successi tattici della Russia per vittorie strategiche, ridicolizzando il sostegno dell’Europa e sottovalutando l’eroica resilienza dell’Ucraina, nonché, diciamocelo, anche la straordinaria rete civile di resistenza contro il cinismo promosso dalla propaganda russa che noi tutti abbiamo costruito in questi anni.
Siamo dalla parte giusta della storia. E la storia ci sta dando ragione.